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27/04/23

Lettera urgente sull'Ucraina ai presidenti del mondo


https://worldbeyondwar.org/urgent-letter-on-ukraine-to-world-presidents/

 Al Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin , Al Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky , Al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, Al Presidente dell’OSCE 2023, Bujar Osmani, Al Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, Al Presidente della Cina, Xi Jinping,Al Presidente del Brasile, Luiz Ignàtio Lula da Silva, Al Presidente del Sud Africa, Cyril Ramaphosa, Al Primo Ministro Indiano, Narendra Modi, Alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, Alla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, Al Presidente della Francia, Emmanuel Macron, Al Cancelliere della Germania, Olaf Scholz, Al Primo Ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Rishi Sunak, Alla Presidente del Consiglio Italiano, Giorgia Meloni

Roma, Italia

Oggetto: Appello Urgente con Richieste

Onorevoli e illustrissimi Presidenti,

siamo donne e uomini che appartengono ad associazioni pacifiste nonviolente, laiche e di ispirazione religiosa, presenti sul territorio italiano e internazionale (alcune insignite del Premio Nobel per la pace) che sono atterriti dall’incalzare dell’escalation bellica in Ucraina, che ci sta conducendo verso un conflitto mondiale nucleare.

Dopo più di un anno, ci ritroviamo coinvolti in una guerra che potrebbe culminare nella peggiore catastrofe umanitaria e ambientale che l’umanità abbia mai sopportato! Con centinaia di milioni di morti e con la distruzione delle nostre case, delle nostre città, senza più alcun futuro per noi e per i nostri figli e nipoti.

Siamo tutti sconvolti dal fatto che oggi si stia parlando troppo poco di trattative di pace, e si continui a perseguire una chimerica vittoria sul campo, attraverso l’uso di armi sempre più letali, fino alla presunta distruzione completa del nemico.

L'ONU è nata dal trauma della Seconda guerra mondiale per “liberare i popoli dal flagello della guerra” e ripudia il ricorso alla forza militare per risolvere le controversie internazionali; è necessario pertanto recuperare questo principio, che vede nel negoziato l'unica soluzione non autolesionista per tutti gli attori impegnati nella contesa armata. Le risorse e le intelligenze non mancano per mettersi insieme e raggiungere, con rigore, una soluzione di compromesso.

Viceversa, più il conflitto andrà avanti e più i crimini aumenteranno, come la distanza tra Ucraina e Russia, tra Unione Europea e Russia, tra Stati Uniti e Russia.

Questa polarizzazione creerà le condizioni per altri conflitti e fratture planetarie, come sempre succede quando invece di ricorrere all’arbitraggio fra due contendenti si sceglie di farsi alleato dell’uno o dell’altro. Non possiamo tradire fino a questo punto lo spirito delle Nazioni Unite, seguendo le sirene delle alleanze militari. Bisogna avere coraggio e dare un esempio virtuoso, per ispirare altri popoli e altri Stati in conflitto.

Come scriveva Jane Addams in “Peace and Bread in Time of War” (1922): “What afther all, has mantained the human race on this old globe despite all the calamities of nature and all tragic failings ok mankind, if not faith in new possibilities, and courage to advocate them?” - Dov’è ora il coraggio e l’orgoglio delle donne come mediatrici, riconosciuto dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU 1325/2000?

Altro principio da assumere come fondativo è la preminenza dei diritti umani, del diritto alla vita delle persone, del diritto dell’Umanità e della Natura alla Pace. Oggi non esistono guerre “giuste”, come ci ricorda Papa Francesco.

Ci rivolgiamo a tutti voi che siete coinvolti direttamente o indirettamente e che avete il potere e la responsabilità di far cessare questo terribile conflitto, per interpellare le vostre coscienze con il presente Appello Urgente:

Considerato che la maggioranza dei cittadini europei e del mondo non vogliono la guerra, come è dimostrato:

- dalle migliaia di manifestazioni organizzate in questo anno di conflitto in tutto il mondo;

- dalle centinaia di migliaia di cittadini europei che hanno firmato petizioni contro la guerra, contro il continuo invio di armi sempre più letali e a favore della ripresa delle trattative di pace.

- dagli innumerevoli appelli provenienti da tutto il mondo, dal già citato Papa Francesco a illustri personaggi della politica, dell’economia, della diplomazia e dello stesso settore strategico e militare; dagli artisti alle centinaia di migliaia di cittadini comuni: una marea umana chiede l’avvio di trattative di pace e la fine della guerra in Ucraina e non solo.

Viste le seguenti situazioni critiche:

- la volontà dell’Ucraina di difendersi dall’invasione russa e di riconquistare territori ucraini perduti e annessi alla Russia

- Le rivendicazioni da parte della Russia di un territorio ucraino che risulta abitato soprattutto da una popolazione russofona che da oltre otto anni è attaccata militarmente dall’esercito ucraino,

- La violazione degli accordi di Minsk sia da parte del governo di Kiev, sia da parte di quello della Russia,

- Il timore della Russia per la propria sicurezza nazionale, dovuto all’allargamento della NATO verso i suoi confini con installazione di basi militari spesso dotate di missili a medio-lungo raggio,

- Il timore degli Usa di perdere il controllo e il dominio economico e commerciale mondiale, messi in discussione da nuovi equilibri geopolitici globali e in particolare dal progressivo e continuo sviluppo dei BRICS, accelerato anche dai riequilibri commerciali derivati dalle stesse sanzioni alla Russia

- Gli ingenti investimenti finanziari dei Paesi del blocco occidentale, per il supporto logistico militare all’Ucraina, cui normalmente segue una volontà di esercitare un’influenza sul Paese beneficiario degli aiuti.

Visti i rischi che ogni giorno vi sia un allargamento del conflitto e la finestra temporale sempre più stretta, segnata dall’”Orologio dell’Apocalisse”, monitorato dagli scienziati del Bullettin of Atomic Scientists, anche considerando gli altri scenari di guerra in atto e le continue provocazioni su vari fronti,

Chiediamo a tutti voi di rispettare la preminenza del diritto alla vita delle persone e dei popoli e quindi di adoperarvi al limite delle vostre forze e possibilità per riprendere le iniziative diplomatiche volte all’apertura di un dialogo tra TUTTE le parti coinvolte, affinché vengano avviati dei negoziati che possano portare rapidamente ad un armistizio tra Russia e Ucraina, e successivamente a delle costruttive trattative internazionali, per arrivare ad una Pace durevole e condivisa.

Le TRATTATIVE, facendo tesoro della conferenza di Helsinki da cui è nata l'OSCE, potrebbero iniziare proprio dalle proposte per la pace presentate dalla Cina, contemperando le richieste di tutti i paesi coinvolti direttamente e indirettamente e ricercando una nuova cooperazione tra i popoli e i paesi, per arrestare l’attuale escalation bellica verso la terza guerra mondiale, che sarà inevitabilmente nucleare.

Terminiamo il nostro appello citando l’ultima frase del Manifesto Einstein-Russell : “In considerazione del fatto che in una futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi sono una minaccia alla sopravvivenza del genere umano, ci appelliamo con forza a tutti i governi del mondo affinché prendano atto e riconoscano pubblicamente che i loro obbiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e di conseguenza li invitiamo a trovare mezzi pacifici per la risoluzione di tutte le loro controversie.”

Con la speranza che le nostre richieste possano essere ascoltate, vi inviamo i nostri più cordiali saluti,

Comitato Pace e non più Guerra, La Comunità per lo Sviluppo Umano, Costruttori di Pace, Europa per la Pace, WILPF Italia, Disarmisti Esigenti, Associazione Beni Comuni “Stefano Rodotà”, Partito della Rifondazione Comunista -Sinistra europea, Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APSGRIDAS – Gruppo risveglio dal sonno, Rete Pangea – Scampia, Arci Cuba Insieme, Energia per i Diritti Umani, Argonauti per la Pace di Mondo senza Guerre e senza Violenza, Associazione MELITEA, Comitato Contro La Guerra Milano, Comitato per la Liberazione di Julian Assange Italia, Associazione EQUA, Associazione Vita Nova di Finale Ligure, Comunità Monsignor Romero Milano, UN PONTE PER, Ricostruire Pace, Artisti, Donne e Uomini di Pace di Piazza della Scala Milano, Respirando Poesia, Un’ Altra Storia, Assolei APS, AWMR Associazione Donne della Regione Mediterranea, CULTURA È LIBERTÀ. Una campagna per la Palestina ODV MSGV-Biodiversità Nonviolenta, Rete Toscana in Movimento 

(Per le suddette organizzazioni: Cristina Rinaldi – Federica Fratini – Claudio Mazzoccoli – Gerardo Femina – Patrizia Sterpetti – Alfonso Navarra –  Antonella Trocino – Maurizio Acerbo – Rosapia Farese -Martina Pignataro – Moreno Bacchieri – Marco Inglessis – Andrea Bulgarini – Edgardo lozia – Rosanna Rossi – Carlos Cardona – Angelica Romano – Angelo Gaccione – Patrizia Varnier – Pina Ancona- Dalila Novelli – Ada Donno – Alessandra Mecozzi – Marcello Pianigiani)

 


18/01/23

Il connubio UE-NATO riflette una mentalità da Guerra fredda

La Rete internazionale No Guerra No NATO dichiara: “Sono stati riformulati i termini dell’alleanza euro-atlantica per militarizzare l’Europa”. Appello ai movimenti per la pace di tutto il mondo: “Protestiamo ovunque tra il 23 e il 26 febbraio 2023 contro la guerra in Ucraina e chiediamo urgentemente negoziati e immediato cessate il fuoco. Le uccisioni e la distruzione devono finire”.

https://www.no-to-nato.org/2023/01/eu-nato-marriage-reflects-cold-war-mentality/

Il 10 gennaio 2023 i leader della #NATO e dell'Unione Europea hanno firmato una nuova dichiarazione congiunta sulla cooperazione #UE-NATO.

Fa seguito a precedenti dichiarazioni del 2016 (a #Varsavia) e del 2018 (a #Bruxelles) volte a rafforzare il partenariato strategico UE-NATO.

In realtà, queste dichiarazioni rafforzano la militarizzazione dell'UE, confermano il ruolo guida degli Stati Uniti attraverso la loro posizione di leader all'interno della NATO, ostacolano architetture di sicurezza alternative nel continente europeo e minano le politiche di sicurezza autonome e/o neutrali di alcuni paesi dell'UE che non fanno parte della NATO.

Nella dichiarazione, le due istituzioni con sede a Bruxelles condannano giustamente l'invasione russa dell'Ucraina, ma non riconoscono il ruolo pernicioso della #NATO e degli Stati Uniti nel deterioramento delle relazioni post-guerra fredda con la Russia, come l'espansione verso est dell'alleanza armata, la costruzione di uno scudo missilistico in Polonia e Romania e la cancellazione da parte di Washington di diversi trattati bilaterali sul disarmo.

La dichiarazione arriva in un momento di grandi sfide per la sicurezza con l'imminente escalation della guerra in Ucraina, in cui la NATO ha assunto impegni di vasta portata di sostegno militare e forniture di armi all'esercito ucraino.

Mentre la dichiarazione del 2018 accoglieva con favore "un accordo politico per dare maggiore priorità alla sicurezza e alla difesa" nell'Unione europea, il linguaggio nella nuova dichiarazione è concepito per rafforzare il primato della NATO. Secondo la dichiarazione, la NATO è "il fondamento della difesa collettiva per i suoi alleati ed essenziale per la sicurezza euroatlantica". La NATO e quindi gli Stati Uniti avranno un ruolo più dominante nella politica di sicurezza europea, erodendo l'ambizione dell'Europa di una maggiore autonomia strategica.

Dare all'autoproclamata "alleanza nucleare" un posto più centrale nella politica di sicurezza e difesa europea coinvolge l'Europa nella strategia delle armi nucleari della NATO sotto l'ombrello nucleare degli Stati Uniti.

Il connubio tra Nato e Ue si ripercuote anche sui rapporti con la Cina. Per la prima volta viene menzionata la Cina, la cui "crescente assertività e politiche presentano sfide che dobbiamo affrontare", mentre l'EU Strategic Compass del 2022 vedeva ancora la Cina come un "partner per la cooperazione". Nella sua dichiarazione, la commissaria europea Ursula von der Leyen ha aggiunto che la Cina non sta solo sfidando, ma anche "minacciando" l'Europa.

Il Comitato di coordinamento internazionale della rete "No to War-No to Nato" condanna la logica di scontro da Guerra Fredda della dichiarazione e l'ulteriore militarizzazione di un'Unione europea sotto la guida degli Stati Uniti.

L'Unione Europea era nata come progetto “fondato su relazioni pacifiche”. Il Trattato di Lisbona (2007) ha impresso all'Unione Europea una spinta militarista una quindicina d'anni fa. Il peso crescente della NATO sta spingendo ora la politica di sicurezza di questa UE militarizzata in una direzione ancora più aggressiva, con un implicito ruolo crescente delle armi nucleari.

L'UE dovrebbe innanzitutto sviluppare una politica di sicurezza civile nelle sue politiche di vicinato e globali. Ciò significa lavorare per una diversa architettura di sicurezza per il continente europeo basata sul principio della sicurezza collettiva indivisibile in cui il disarmo torni al centro insieme all'investimento nella sicurezza umana.

Rete Internazionale No alla guerra – No alla NATO, 17 gennaio 2023

27/10/22

Appello /"I diritti delle donne contro la destra, il fascismo e l’imperialismo”

 


Un appello alle donne d’Europa e una proposta d’azione sono contenuti nella dichiarazione finale dell’Assemblea femminista tenutasi il 22 ottobre ad Atene nell’ambito del VI Forum europeo delle Forze di Sinistra Verdi e Progressiste per la Pace, la Giustizia sociale e climatica (21-23 ottobre 2022).

All’assemblea, dedicata alla riflessione femminista sui diritti delle donne che sono sotto attacco in questo complicato passaggio della storia europea, nel contesto di una riflessione più generale sull’urgenza di costruire la pace insieme ad una strategia politica alternativa in Europa, hanno partecipato esponenti politiche della sinistra e di movimenti femministi europei ed extraeuropei (vedi l’articolo “I diritti delle donne contro la destra, ilfascismo e l’imperialismo”).

La proposta, formulata nel suo commento conclusivo da Cristina Simó Alcaraz del Movimiento Democratico de Mujeres (MDM, Spagna), è quella di un piano d’azione da costruire a partire da un prossimo incontro delle donne europee da tenersi nel febbraio 2023 in Italia, in vista di una grande mobilitazione per l’8 marzo. Proposta accolta dall’Assemblea e riferita nella sessione plenaria di chiusura del VI Forum Europeo da Marta Martin Morán, che ha letto la dichiarazione qui riportata.


«Il fascismo e i suoi alleati non passeranno! Vogliamo aprire questa dichiarazione conclusiva esprimendo la nostra condanna per lo stupro che una ragazza di 19 anni ha subito mercoledì scorso alla stazione di polizia di Omonia per mano di due poliziotti. Non può essere che chi dovrebbe proteggerci diventi il ​​nostro carnefice.

Da questo VI Forum delle Forze di Sinistra, Verdi e Progressiste di Atene vogliamo inviare tutta la nostra solidarietà a tutte le donne del mondo che subiscono abusi e oppressioni, vittime di guerre, blocchi o sanzioni, ma che nonostante tutto continuano a resistere. Continuiamo e continueremo.

Il patriarcato, principale alleato del capitalismo, rinsalda la destra, l'estrema destra, l'imperialismo e il fascismo, che sono facce diverse della stessa medaglia.

L'alleanza criminale tra patriarcato e capitale ci vuole senza diritti e al loro servizio per soddisfare le necessità di cura, sessuali e riproduttive e continuare a trattarci come manodopera a basso costo.

Di fronte a questa aggressione è urgente dare una risposta europea, globale e unitaria! Avendo ben chiaro che non si può essere femministe senza essere anche antifasciste, antimperialiste e anticolonialiste.

Per questo, dall'Assemblea delle donne di questo Forum decidiamo di incamminarci verso un 8 marzo 2023 che affermi la centralità del sistema di sanità pubblica e di tutti i servizi sociali, e dica NO alla guerra e agli investimenti in armamenti.

Noi ci opponiamo all'incremento della spesa militare a detrimento degli investimenti nel sistema di assistenza pubblica!

Per cominciare il nostro percorso di realizzazione degli accordi presi in questo Forum, proponiamo un incontro europeo delle donne nel febbraio 2023 in Italia, dove purtroppo da oggi si è insediato un governo fascista e profondamente patriarcale che intende privare le donne delle loro conquiste, in vista di un 8 Marzo che sia ancora una volta una grande mobilitazione femminista in Europa.

Non vogliono ascoltarci, ma ci faremo sentire.

Come femministe antifasciste e antimperialiste, diremo loro chiaramente che i nostri corpi non sono territorio di conquista e, per quanto ci provino, il fascismo e i suoi alleati, il patriarcato e il capitale, non passeranno!»

29/06/22

DICHIARAZIONE DI MADRID / VOGLIAMO LA PACE A 360°

NO AI SIGNORI DELLA GUERRA, NO ALLA NATO, PACE A 360°


Il Vertice per la Pace, convocato da una piattaforma unitaria e internazionale di organizzazioni, movimenti e reti sociali, ha riunito a Madrid il 24, 25 e 26 giugno le forze della pace che hanno detto No al Summit della NATO del 29 e 30 giugno, preannunciato come occasione di rilancio dell'Alleanza Atlantica quale forza militare globale in grado di intervenire a 360° in ogni angolo nel mondo, al di fuori del mandato delle Nazioni Unite, con moltiplicate capacità offensive nei confronti di chiunque osi sfidare il “nuovo concetto strategico di sicurezza” della NATO e un presunto ordine mondiale basato sulle regole dettate dall’imperialismo anglo-americano.

Le forze della pace riunite a Madrid, in due giornate d’intenso dibattito, il 24 e 25 giugno, hanno invece voluto ragionare su una prospettiva di sicurezza globale alternativa, demilitarizzata e reciproca, basata sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite e sulla vera legalità internazionale, sul divieto e lo smantellamento ecologico degli armamenti di distruzione di massa, su una drastica riduzione delle spese militari, nella prospettiva di una nuova “era geopolitica”  senza imperi egemonici né gendarmi del mondo, e un nuovo ordine mondiale multipolare e multicentrico, basato sui valori della cooperazione, della solidarietà, della responsabilità condivisa verso la vita e i viventi nel pianeta.  Al termine dei lavori, nella sessione plenaria conclusiva, è stata adottata la DICHIARAZIONE FINALE che segue.

26/02/22

Guerra e pace / Fermare la guerra è il primo dovere

 


Cessare di uccidere. Salvare le vite. Prendersi cura del mondo 


di Peppe Sini, "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

La prima cosa da fare contro la guerra è chiedere l'immediato "cessate il fuoco", chiedere che si cessi immediatamente di uccidere. Salvare le vite è il primo dovere.

E per chiedere il "cessate il fuoco" occorre manifestare nelle piazze di tutto il mondo, poiché siamo una sola umana famiglia in quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanità, ed ogni vittima di ogni guerra, ogni vittima di ogni strage, ogni vittima di ogni uccisione è un nostro fratello, una nostra sorella.

Ma è evidente che fare questa richiesta, preliminare e indispensabile, non basta.

07/02/22

UCRAINA / L'espansione della NATO verso est è la causa della crisi sul confine Ucraino.


Awmr Italia
ha sottoscritto l'impegno contro la guerra lanciato dalla rete internazionale No Cold War

https://www.nocoldwar.org/news/natos-eastward-expansion-is-the-cause-of-the-crisis-around-ukraine

Le tensioni tra la NATO, alleanza militare nord atlantica diretta dagli Stati Uniti, l'Unione Europea e la Russia sono aumentate con un serio rischio di guerra in Ucraina. ​​

Il conflitto in Ucraina non è nuovo. È il risultato di un processo decennale di espansione della NATO in corso. All'inizio degli anni '90, l'amministrazione statunitense di George HW Bush ha assicurato ripetutamente che, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, Washington non avrebbe cercato di estendere la NATO all'Europa orientale, all'Asia centrale o al Caucaso.

«Comprendiamo che non solo per l'Unione Sovietica, ma anche per altri paesi europei è importante avere garanzie», disse l'allora segretario di Stato americano James Baker a Mikhail Gorbachev nel 1990. "Se gli Stati Uniti mantengono la loro presenza in Germania entro il quadro della NATO, nemmeno un centimetro dell'attuale giurisdizione militare della NATO si estenderà in direzione orientale”.

Invece, da allora, 14 paesi sono stati aggiunti all'elenco dei membri della NATO, la maggior parte dei quali nell'Europa orientale. Questa politica è stata chiaramente provocatoria, essendo stata riconosciuta come tale anche all'interno dei circoli "mainstream" della politica estera statunitense. Come ha osservato George Kennan, l'architetto originario della politica estera degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda: «l'espansione della NATO sarebbe l'errore più fatale nella politica americana nell'intero periodo successivo alla Guerra Fredda».

29/07/21

La Federazione delle Donne Greche (OGE) dice: Cuba non è sola!

Anche il governo greco si è unito alla carovana dei paesi reazionari e pseudo progressisti che hanno co-firmato la dichiarazione del Dipartimento di Stato Usa sulla presunta "repressione del diritto di espressione" a Cuba…


CUBA NON È SOLA!
La recente escalation aggressiva imperialista contro Cuba, il suo popolo e il suo governo è un piano ben organizzato e graduale da parte degli Stati Uniti e degli altri governi dell'UE. Un piano che viene da lontano e punta a colpire il popolo cubano e le conquiste della sua rivoluzione.

Provocatoriamente, nell'attacco si mandano avanti i “diritti umani”, le “libertà” e le “condizioni di vita” del popolo cubano, che da più di 60 anni si trova ad affrontare un blocco economico - commerciale multiforme e unico nella Storia.

Il governo greco che si è precipitato in appoggio degli Stati Uniti cofirmando la dichiarazione congiunta del Dipartimento di Stato e di altri 19 ministri degli esteri, non poteva mancare in questa “carovana” imperialista contro Cuba di reazionari e falsi “progressisti” che accusano Cuba di “arresti di massa” e chiedono “libertà di accesso a internet”….

La dichiarazione congiunta è stata cofirmata dai governi di Stati Uniti, Austria, Brasile, Colombia, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Ecuador, Estonia, Guatemala, Grecia, Honduras, Israele, Lettonia, Lituania, Kosovo, Macedonia del Nord, Bosnia, Polonia, Corea del Sud e Ucraina.

Nello stesso momento in Grecia, per dirne una, si moltiplicano le leggi anti-lavoro, si “arricchisce” la povertà e si intensifica lo sfruttamento dei lavoratori. Il diritto allo sciopero e alle manifestazioni viene ingessato e la gestione antipopolare della pandemia è costata finora la vita a quasi 13mila persone.

Anche il partito Syriza - che ha fatto la sua parte nell’aggravare la politica antipopolare in Grecia - vuole mostrarsi “sostenitore” del popolo cubano. Ma le sue dichiarazioni mancano di riferimenti che dispiacerebbero ai suoi amici transatlantici del governo Biden.

In sostanza Syriza assume la tattica dell’equidistanza “vedendo” nelle immagini distorte della propaganda imperialista e dei troll di internet “le proteste dei cittadini cubani che devono essere trattate nel rispetto della libertà di espressione”.

L'amministrazione Biden non solo mantiene ma rafforza le 243 sanzioni aggiuntive imposte dall'amministrazione Trump nel periodo 2017-2021 che impongono nuove barriere all'accesso di Cuba al carburante e nuove sanzioni alle imprese che commerciano con Cuba. Di queste misure, 50 sono state attuate durante la pandemia.

Gli Stati Uniti, con oltre 600mila morti per coronavirus, vedono nella pandemia un'opportunità per darsi più da fare per "strangolare" il popolo cubano.

Il popolo cubano che con le unghie e i denti, in condizioni avverse e infrastrutture carenti, non solo è riuscito ad affrontare la pandemia molto meglio di altri potenti paesi capitalisti - Cuba ha proceduto in massa alla vaccinazione generale, con una mortalità dello 0,7% (gli USA sono il 2% e in Grecia il 2,6%) -  ma ha anche offerto la sua concreta solidarietà. Come dimenticare l'anno scorso la brigata medica di solidarietà al popolo italiano, che ha contato decine di migliaia di morti per la pandemia?

Così, dopo decenni di blocchi e sanzioni, piani di sovversione dall'interno e dall'esterno, il governo degli Stati Uniti trova…. deficienze a Cuba!! Biden ha affermato provocatoriamente che “gli Stati Uniti stanno dalla parte del popolo di Cuba e della sua richiesta di libertà e liberazione dalla tragica morsa della pandemia e dai decenni di repressione e difficoltà economiche subite dal regime autoritario”!

Da parte sua il capo della politica estera dell'UE Borrell chiede al governo cubano di "ascoltare le proteste" mentre l'UE contribuisce attivamente allo "strangolamento" del popolo cubano.

Ma allo stesso tempo, erompe l'ondata di solidarietà dei popoli del mondo contro tutti questi esponenti dello sfruttamento, dell'ingiustizia, della disuguaglianza, degli embarghi, delle ingerenze e dei piani imperialisti.

Il movimento popolare in Grecia, il movimento femminile della Federazione delle Donne di Grecia (OGE) che nel corso degli anni hanno solidarizzato concretamente col popolo cubano, stanno come sempre dalla parte di Cuba e contro il fronte delle contese e pretese imperialiste globali. Perciò gridiamo:

CUBA NON È SOLA!

Federazione delle donne greche (OGE)

Atene, luglio 2021

05/07/21

Venezuela / Una Rete di donne al Congreso Bicentenario de los Pueblos del Mundo

 

La FDIM (Federazione democratica internazionale delle donne) ha partecipato al Congresso Bicentenario dei Popoli del Mondo, che si è tenuto a Caracas dal 21 al 24 giugno 2021, È stata la cornice propizia per consolidare la Rete Internazionale Anti-imperialista per l'Articolazione delle Organizzazioni Femminili, Donne dei Movimenti Sociali e Donne dei Partiti Politici di Sinistra (RIAOMPI) per la vita, la sovranità e la pace.



RIAOMPI è la Rete Internazionale Anti-imperialista per l'Articolazione delle Organizzazioni Femminili, Donne dei Movimenti Sociali e Donne dei Partiti Politici di Sinistra, nata a Caracas in occasione dell'INCONTRO MONDIALE CONTRO L'IMPERIALISMO. PER LA VITA, LA SOVRANITÀ E LA PACE, nel gennaio 2020.

È una rete coordinata dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela e organizzata a partire dalla partecipazione di portavoce di donne di ciascun paese, regione, continente e a livello mondiale.

Il Congresso Bicentenario dei Popoli del Mondo, che si è tenuto dal 21 al 24 giugno 2021, è stato scelto come cornice propizia per il consolidamento di RIAOMPI, dedicata alla memoria delle eroine che duecento anni fa combatterono nella Battaglia di Carabobo, che sancì l'indipendenza del Venezuela dall'impero spagnolo.

Oggi è l'imperialismo statunitense che con l’appoggio dei governi europei aspira a soffocare non solo il Venezuela, ma tutti i popoli del mondo, l’intera classe lavoratrice e soprattutto alle donne. È a causa dell'ingerenza e dell'aggressione imperialista che le donne subiscono le condizioni di vita più vulnerabili, facendo fronte a femminilizzazione della povertà, trasferimenti forzati, perdita di figli e figlie, precarietà nei campi profughi, violenza sessuale, a rischio di essere vittime di tratta a fini di sfruttamento lavorativo, sessuale e riproduttivo da parte del patriarcato in ogni angolo del mondo.

Oggi spetta alle donne che si identificano con il femminismo di classe tendere il filo antimperialista dell'unità e di un programma di azione comune.

La lotta per la solidarietà e la pace sono due valori che storicamente ci hanno caratterizzato. Ecco perché le femministe del Movimento Democratico delle Donne (Spagna) non possono concepire il femminismo senza l'anti-imperialismo.

Perché l'imperialismo, come il patriarcato, si basa su rapporti diseguali di dominio e sottomissione dei più vulnerabili. E allo stesso modo, di fronte alla ribellione, il sistema imperialista risponde con violenza e crudeltà.

Per gli Stati Uniti e i governi europei alleati non esiste una logica di vita, la loro logica è quella della guerra contro chi non si sottomette alla loro volontà e quella della tortura contro i più deboli: e in questo contesto, le più vulnerabili siamo noi donne.

La disumanità del sistema imperialista non ha limiti, abbiamo visto durante la pandemia come non solo hanno reso difficile l'accesso ai vaccini, ma durante la crisi sanitaria globale hanno compiuto azioni coercitive contro paesi che non si sottomettono alla loro volontà e vogliono esercitare il loro diritto di autodeterminazione e sovranità. Esempi sono il Venezuela e Cuba contro i quali hanno acuito la politica di soffocamento e strangolamento con il blocco economico.

L'Unione Europea ha messo a punto un “Piano di rilancio finanziario per il futuro delle nuove generazioni” che manca di prospettiva femminista e intende riportarci alla disuguaglianza pre-pandemia, a un eufemismo di normalità. È chiaro che non gli interessa affatto un nuovo ordine di priorità dove la vita abbia il massimo valore. Tutto il contrario, dato che sono previsti fondi per il riarmo e l'industria bellica.

È chiaro che l'imperialismo colpisce direttamente la vita delle donne anche in Europa e quindi dobbiamo respingere l'aumento della spesa militare al 2% del PIL che gli Stati Uniti intendono imporci e denunciare con forza l’intenzione di finanziare con i fondi per la ripresa l'industria bellica e la ricerca di nuovi sistemi d'arma più sofisticati. E rifiutare l'espansione delle basi militari degli Stati Uniti e della NATO in Europa poiché hanno pianificato di continuare a generare guerre, interferenze e aggressioni contro i popoli del mondo.

Il MovimentoDemocratico delle Donne MDM ha assunto a Caracas, durante la celebrazione del Congresso del bicentenario dei popoli del mondo, l'impegno di promuovere la RIAOMPI in Spagna, di condividere e coordinare il piano d'azione femminista antimperialista con tutte le donne dei partiti di sinistra -partiti e le organizzazioni sociali femminili che condividono le stesse idee di lotta femminista antimperialista.

In questo senso condividiamo le priorità emerse nel dibattito della Rete femminile del Congresso su cui si baserà l'agenda comune delle azioni di RIAOMPI.

L'unità di tutte le donne femministe antimperialiste nella rete ci renderà più forti contro il sistema capitalista, patriarcale, colonialista, razzista e imperialista che esaspera la disuguaglianza e genera violenza.

La visione intersezionale del femminismo ci permetterà di coniugare tutte le oppressioni che le donne subiscono, siano esse dovute a razza, sesso, classe e/o sessualità.

La priorità assoluta deve essere il potere economico delle donne, l'equa distribuzione della ricchezza, della terra e della corresponsabilità, tutto quanto è necessario per raggiungere una vera uguaglianza. Unificare le battaglie legislative sui diritti affettivi sessuali e riproduttivi e sull'interruzione volontaria della gravidanza. E sradicare la tratta di donne e ragazze a fini di sfruttamento sessuale, riproduttivo e lavorativo.

Il Movimento Democratico delle Donne MDM lavorerà per promuovere la rete RIAOMPI in Spagna e in Europa insieme alla FederazioneDemocratica Internazionale delle Donne impegnate nella stessa lotta. Perché in una pandemia globale, non permetteremo più battute d'arresto nelle nostre conquiste, né permetteremo più aggressioni e ingerenze ai danni dei popoli che vogliono che la loro autodeterminazione e sovranità siano rispettate. Al contrario, è tempo di ricostruire un mondo nuovo sui pilastri dell'uguaglianza, della giustizia, della solidarietà e della libertà dei popoli e delle classi lavoratrici.



28/05/21

Lisbona / Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa / Seminario internazionale

Seminario internazionale a Loures (Lisbona)


Si è tenuto il 28 maggio 2021 il Seminario internazionale su Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato dal Movimento Democratico de Mulheres (Portogallo) in collaborazione con la Federazione Democratica Internazionale delle Donne, presso la Camera Municipale di Loures (Lisbona), in doppia modalità online e in presenza, nel rispetto della normativa anti Covid.

È possibile rivedere la registrazione su You Tube: https://youtu.be/e97frO7Jxs4


Il seminario ha offerto uno spazio di riflessione, sulla base del contributo di MDM e di altre organizzazioni del Portogallo e di altri paesi europei, sui diritti lavorativi delle donne, con l’intento dichiarato di promuovere la costruzione di relazioni di alleanza internazionale delle donne nella lotta comune per il diritto al lavoro, condizione fondamentale per la promozione e l'esercizio di tutti i diritti.

Le battute d'arresto nel lavoro e nei diritti sociali delle donne di ogni generazione, determinate dalla crisi del sistema capitalista e aggravate dalla pandemia di COVID-19, hanno ricadute pesanti con l'aumento di ingiustizie e disuguaglianze e il degrado delle condizioni di lavoro e di vita. Sono aumentate la povertà, l'esclusione sociale, la migrazione, la tratta di esseri umani e la violenza multiforme, la mercificazione del corpo e di tutte le sfere della vita umana, la mancanza di rispetto per la sovranità dei popoli e la pace nel mondo.

Sandra Pereira, eurodeputata (Portogallo)

Sono stati affrontati ad ampio raggio temi connessi con i diritti delle donne sul lavoro, aspetti specifici e comuni della situazione e dei diritti delle lavoratrici per professione, qualifica ed età, e l'evoluzione del peso delle lavoratrici in ampi settori di attività economica.

Sono state descritte e analizzate le condizioni relative all'occupazione e la disoccupazione delle donne, il peso della precarietà, dei bassi salari e della discriminazione, le loro conseguenze sul degrado dello status socio-professionale e l'impatto sul diritto alla vita personale, professionale e familiare di fronte all'autonomia economica e sociale.

In particolare sono state sottolineate le varie forme di sfruttamento delle lavoratrici nell'industria, nell'agricoltura, nel commercio e nei servizi, la precarietà e i suoi effetti sull'organizzazione e sul progetto di vita delle donne: salari bassi e discriminazione salariale tra donne e uomini, come riflesso delle disuguaglianze e dell'ingiustizia nella distribuzione della ricchezza; tendenza alla deregolamentazione dell'orario di lavoro e impatto sulla conciliazione della vita professionale, familiare e personale delle donne; limitazioni ai diritti di maternità e paternità, impatti su nascite, violenze sul lavoro e le diverse forme che assumono.

Si è rilevato il dato comune, a livello europeo, della diminuzione dei diritti delle lavoratrici in materia di protezione e sicurezza sociale, maternità e paternità, disoccupazione, malattia e pensionamento per malattia o vecchiaia; del venir meno di reti di infrastrutture pubbliche per la realizzazione dei diritti delle lavoratrici, dei bambini, delle famiglie monoparentali e dei più vulnerabili.

È stato analizzato l'impatto delle nuove tecnologie sui processi e sull'organizzazione del lavoro, in particolare quello del telelavoro in condizioni di pandemia, e le conseguenze prevedibili per il futuro. Sono state infine indicate comuni vie di mobilitazione delle lavoratrici per l’affermazione del diritto a lavorare con diritti, per l'aumento dei salari, per la difesa dei diritti sindacali e la contrattazione collettiva, contro la discriminazione salariale e il lavoro precario, condizione basilare per l’affermazione di tutti diritti e la libera espressione di bisogni ed esigenze.


Seminario Internazionale a Lisbona / Saluto del Movimento democratico delle donne in Israele


28 maggio 2021, sessione d'aperura presso la Camera Municipale di Loures (Lisbona) del seminario internazionale Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa organizzato da Movimento Democratico de Mulheres insieme a Federacion Democratica Internacionale de Mujeres, doppia modalità on line e in presenza 




Seminário Internacional As mulheres e o mundo do trabalho em Portugal e na Europa 
Acompanhe em directo YouTube https://youtu.be/e97frO7Jxs4

Messaggio di saluto inviato al Seminario dal Movimento delle donne democratiche d’Israele

Care sorelle della WIDF/FDIM e del MDM (Portogallo)

Vogliamo ringraziarvi per il vostro invito a partecipare al seminario internazionale del 28 maggio. Ci scusiamo per il ritardo della nostra risposta e della mancata registrazione per partecipare al seminario, dovuta alle condizioni di insicurezza prevalenti nelle ultime due settimane e della guerra lanciata da Israele contro il popolo palestinese - che subisce l'occupazione israeliana dal 1967- iniziata con le provocazioni di coloni ebrei estremisti a Gerusalemme sotto la protezione della polizia e delle forze armate. Il governo ha ordinato di evacuare decine di case palestinesi nel quartiere di Sheikh-jarrah a Gerusalemme e di impedire ai musulmani di pregare nella moschea di Al-Aksa nel mese più sacro per i musulmani, il Ramadan.

Questa escalation ha causato un'ondata di protesta tra i palestinesi nella regione e nel mondo.

Gaza ha pagato il prezzo più alto: edifici, case, stabilimenti sono stati distrutti dagli aerei militari israeliani, circa 250 persone sono state uccise, tra cui 40 donne, 65 bambini, 20 anziani; 1750 sono i feriti. Inoltre, diverse persone sono state uccise a Gerusalemme e in Cisgiordania nella repressione delle manifestazioni di protesta da parte delle forze di sicurezza israeliane.

Per quanto riguarda i palestinesi in Israele (20 per cento della popolazione) che hanno iniziato a manifestare pacificamente per esprimere la loro solidarietà alla loro gente e contro i bombardamenti aerei su Gaza, l'ingerenza della polizia ha causato due morti, decine di feriti e centinaia di fermi. Azioni violente contro i palestinesi da parte di bande di estremisti sionisti incoraggiati da ministri e membri di destra della Knesset hanno avuto luogo in tutto il paese. Queste azioni hanno causato un'atmosfera di paura e isolamento. Molti lavoratori sono inoltre disoccupati poiché la maggior parte degli imprenditori sono ebrei, i media israeliani pubblicano ancora messaggi razzisti e di incitamento contro i palestinesi che vivono in Israele. La situazione è molto pericolosa nelle città miste, Haifa, Jaffa, Lod e Acri, dove i palestinesi vengono minacciati quotidianamente.

Vi chiediamo di esprimere una condanna della politica di guerra e occupazione del governo israeliano. E anche di trasmettere messaggi alle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza e alla comunità internazionale perché eserciti pressioni su Israele affinché si attenga alle risoluzioni internazionali che hanno stabilito l'istituzione dello Stato palestinese dentro i confini del 1967, con Gerusalemme est come capitale e di garantire una soluzione giusta per milioni di profughi palestinesi.

Questa soluzione giusta e importante salverà l'area da ulteriori guerre e violenze.

Auguriamo al vostro seminario molto successo e vi saremo grate se ci invierete materiali e documentazione relativi al seminario.

La segreteria del Movimento delle donne democratiche d’Israele 







26/05/21

Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa / Programma del seminario


Si tiene con doppia modalità - in video conferenza e in presenza - a Loures (Lisbona) il 28 maggio 2021 il Seminario Internazionale su Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato dal Movimento Democratico de Mulheres insieme alla Federacion Democratica Internacional de Mujeres.
Obiettivo del seminario è offrire uno spazio di riflessione, a partire dal contributo dell'MDM e di altre organizzazioni affiliate e non affiliate alla FDIM, al fine di descrivere evalutare la situazione e i diritti lavorativi delle donne in Portogallo e in altri paesi europei, nell'intento favorire relazioni di alleanza internazionale delle donne nella lotta per il diritto a un lavoro dignitoso, condizione basilare per la promozione e l'esercizio di tutti i diritti e per la crescita sociale.



Sarà possibile seguire il seminario in diretta su.




Qui il programma del seminario:

Seminário Internacional As mulheres e o mundo do trabalho em Portugal e na Europa

28 MAIO 2021 Loures / Portugal

09.30h – Abertura

Bernardino Soares. Palavras do Senhor Presidente da Câmara de Loures

Ana Souto. Palavras de boas-vindas. Objetivos do Seminário. Direcção Nacional do MDM

Ada Donno. Palavras da Vice-Presidente da Federação Democrática Internacional de Mulheres

 

Mesa 1: 10.00h -12.30h

Moderação: Ana Margarida Lopes, Direcção Nacional do MDM.

Ana Isabel Oliveira. Economista bolseira de doutoramento Universidade do Porto.

Os impactos das novas tecnologias nos processos e organização do trabalho das mulheres.

Ada Donno.  Presidente da Associação de Mulheres da Região do Mediterrâneo, AWMR. O efeito do plano financeiro da união europeia, sobre o emprego das mulheres em Itália

Laura Tarrafa. Engenheira do Ambiente. Direcção da Associação de Mulheres Agricultoras e Rurais Portuguesas, MARP. Um campo com direitos. A luta das mulheres agricultoras e rurais.

Brigitte Triems. Presidente da União Democrática de Mulheres da Alemanha, Equilíbrio trabalho-vida – 
reconciliação da vida professional, familiar e pessoal 

Margarida Ferreira. Técnica assessora do Departamento de Ensino Superior e Investigação do SPGL/ FENPROF. Mulheres trabalhadoras do ensino superior e investigação científica em Portugal.

Mina Rasteen, Democratic Organization of Iranian Women, DOIW. Trabalho precário e mulheres no Irão

Raquel Gallego. Enfermeira. Sindicalista, Conselheira Nacional do MDM. Braga: mulher, trabalho e luta.

Mairini Stefanidis. Federação das Mulheres da Grécia, OGE.  A política da União Europeia sobre o trabalho das mulheres é contra a igualdade das mulheres

Sandra Benfica. Direcção Nacional do MDM. Trabalho com direitos, condição fundamental para vencer violências

Rosa Peças. Direcção Nacional do MDM.  O direito das mulheres à proteção social, à reforma e a uma pensão digna.

Maria Alberto Branco. Direcção Nacional do MDM.  Discriminações no mercado de emprego – reflexões e dúvidas.

Fátima Messias. Coordenadora da Comissão para a Igualdade entre Mulheres e Homens, CGTP-IN. A situação das mulheres trabalhadoras em Portugal e o seu papel nos sindicatos.

 

INTERVALO: 12.30h – 14.00h

Mesa 2: 14.00h -16.30h

Moderação: Maria Teresa Neves, Direcção Nacional do MDM.

Sandra Ribeiro. Presidente da Comissão para a Cidadania e a Igualdade de Género, CIG.

Cristina Simó. Presidente de Movimiento Democrático de Mujeres, MDM España. La conciliación y la corresponsabilidad: redistribución de la riqueza y el reparto equitativo del trabajo.

Joana Tomé. Designer, Conselheira Nacional do MDM. A mulher trabalhadora no sector da Cultura – luta e emancipação.

Rita Duarte. Arquitecta. Membro do Movimento dos Trabalhadores em Arquitectura – MTA. Precariedade no trabalho e na vida das jovens mulheres qualificadas. Realidades no sector da arquitectura

Zoraima Prado. Dirigente do Sindicato Enfermeiros Portugueses, Conselheira Nacional do MDM. A situação das enfermeiras, lutas e reivindicações antes e depois COVID19.

Aslihan Cakaloglu – Organização das Mulheres Turcas. Women struggle in Turkey during the pandemic.

Luísa Alves. Dirigente sindical dirigente sindical do CESP. A realidade das trabalhadoras no sector do comércio retalhistas, nas grandes superfícies e no sector social

Tânia Mateus.  Direcção Nacional do MDM. O direito das trabalhadoras à articulação entre a vida profissional, pessoal e familiar em Portugal.

Sandra Pereira. Deputada no Parlamento Europeu. As mulheres. A União Europeia e a luta pela igualdade.

Catarina Morais. Economista, assessora técnica CGTP-IN, Direcção Nacional do MDM. O peso das trabalhadoras por grandes sectores de actividade económica. Emprego/desemprego. A desvalorização do trabalho das mulheres, salários, horários, precariedade. Efeitos Covid 19, teletrabalho, layoff. 

Laura Bottai. Assembleia das Mulheres Comunistas, ADOC. As condições de trabalho na Itália e a crise sanitária, social e económica determinada pela pandemia

Isabel Cruz. Direcção Nacional do MDM. Pelos direitos das mulheres. Por uma verdadeira política de igualdade. 

16.30h – Encerramento

Vereador da Câmara Municipal de Loures*  (sujeito a confirmação)

Lorena Peña. Presidente da Federação Democrática Internacional de Mulheres.

Regina Marques.  Direcção Nacional do MDM. A centralidade do trabalho na vida das mulheres: questionamentos e saídas para a luta emancipadora das mulheres e dos povos. O papel do MDM.

05/03/21

OTTOMARZO 2021 / Federazione delle donne greche / La via è la lotta collettiva per la salute, la vita e i nostri diritti


OGE - 8 marzo 2021


SPEZZIAMO LE CATENE DELLE VIE INDIVIDUALI 

RAFFORZIAMO LA LOTTA COLLETTIVA
PER LA SALUTE E LA VITA  
CON I DIRITTI

Ci rivolgiamo a te,

lavoratrice, disoccupata, autonoma in città e in campagna, studentessa, giovane madre, pensionata, immigrata e rifugiata.

L'8 marzo, Giornata internazionale della donna, è una giornata dedicata alle lotte delle donne per i loro diritti sul lavoro, per la loro uguaglianza nella società. A 111 anni dal suo lancio, su proposta di Clara Zetkin, il messaggio dell’otto marzo rimane vivo e rilevante perché la disuguaglianza delle donne vive e regna.

Individualmente non possiamo sfuggire alle difficoltà della vita quotidiana, allo sfruttamento e alla oppressione. L'insicurezza e il risentimento per le condizioni di vita e di lavoro delle donne possono trovare una via d'uscita nella lotta collettiva per ciò di cui abbiamo bisogno nel 21° secolo. In queste difficili condizioni non sei solaLa Federazione delle Donne Greche (OGE) con le sue associazioni e sezioni è al tuo fianco ed esige misure per proteggere la nostra salute e i nostri diritti.

La pandemia ha messo a nudo le cause della barbarie che stiamo vivendo. L'UE e i governi considerano la nostra salute e quella delle nostre famiglie un "costo" per lo Stato e un "vantaggio" per i gruppi di imprese attivi nel settore sanitario. Da un lato regalano milioni di euro ai proprietari di cliniche, miliardi di euro alle aziende farmaceutiche e alle attrezzature della NATO, e dall'altro tagliano la spesa statale per la sanità (96 milioni di euro sono stati tagliati quest'anno nel settore delle cure primarie). Per questa ragione:

- Stiamo restando senza medici e visite di controllo, in particolare controlli prenatali, poiché i servizi di assistenza sanitaria di base sono a corto di personale, senza attrezzature o addirittura inesistenti. Ci spingono a pagare “in oro” alla sanità privata.

- Migliaia di lavoratrici del settore sanitario stanno crollando per la stanchezza fisica e mentale e il superlavoro, poiché sono costrette a coprire l'enorme carenza di personale al di là delle loro possibilità.

- Ci sentiamo insicure per i genitori anziani, le persone con bisogni speciali, i malati cronici, a causa della mancanza di infrastrutture moderne, pubbliche e gratuite per il loro monitoraggio e cura. Queste esigenze vengono caricate sulle nostre spalle.

Con lo sviluppo che la scienza e la tecnologia hanno raggiunto nel 21° secolo, è evidente che la salute delle nostre famiglie è incompatibile con le leggi del mercato e del profitto. Per questo motivo non ci accontenteremo di nulla di meno che la piena copertura dei nostri bisogni, nulla di meno che la sicurezza della nostra uguaglianzaOggi si evidenzia più che mai la necessità di un sistema sanitario di base esclusivamente pubblico e gratuito, che copra i bisogni speciali di donne e bambini per la prevenzione, la cura, la riabilitazione e la promozione della salute.

Non permetteremo che i nostri diritti vengano messi in quarantena.

Le lotte per il diritto al lavoro e un orario di lavoro umano, sostenute nel secolo scorso dalle lavoratrici che si sollevarono contro il padronato e le sue istituzioni, illuminano ancora oggi la necessità delle donne lavoratrici e disoccupate di organizzarsi e lottare. Stiamo alzando il tono della lotta in modo che imprese e governo non carichino di nuovo le conseguenze della crisi finanziaria e la gestione della pandemia sulle nostre spalle. L'attacco ai nostri diritti sta già gettando la sua ombra pesante con:

- Migliaia di licenziati o contratti sospesi

- Generalizzazione della flessibilità, intensificazione del telelavoro.

- Peso ulteriore sulla salute fisica e mentale delle donne perché l'orario di lavoro diventa elastico e il tempo libero reale scompare.

Il governo offre nuove armi ai gruppi imprenditoriali perché possano approfittarsi di noi senza freni. Lavorare 10 ore se richiesto dai datori di lavoro con aumento degli straordinari e prolungamento del lavoro alla domenica ed essere “retribuite” con pause, ferie .... quando lo decideranno, a scapito della nostra salute, dato che non avremo un minuto per prendere fiato dal lavoro. Stanno preparando nuove misure per colpire la sindacalizzazione, il diritto di sciopero, l'azione sindacale, perché ci vogliono isolate e spaventateMa non importa quali misure prenderanno, non reprimeranno le nostre lotte. Né la violenza di Stato né quella padronale ci chiuderà la bocca.

- I piani del governo, dell'UE, della grande impresa non devono trovarci disarmate e disilluse.

- La lotta per il futuro nostro e dei nostri cari deve trovarci forti e attive.

- Prendiamo posizione nella lotta collettiva per una vita con diritto al lavoro stabile, per la riduzione dell'orario di lavoro, misure per la salute e la sicurezza sul lavoro, a tutela del corpo femminile e della maternità.

SPEZZIAMO LE CATENE DELLA VIA INDIVIDUALECoraggio, resistenza, liberazione da ogni tipo di pressione e violenza che le donne ricevono sul posto di lavoro, nell'istruzione, nello sport possono fiorire solo nella terra della collettività e della solidarietà. Il vero scudo si forgia nella lotta collettiva per una vita senza sfruttamento e oppressione, consona alle esigenze e alle potenzialità esistenti oggi, nel 21° secolo.