08/12/25

80 anni della FDIM / Un traguardo per una ripartenza

In occasione dell’80° anniversario della FDIM/WIDF, è stata pubblicata a cura dell’Organizzazione delle Donne Lavoratrici del Messico (OMTM), la traduzione in lingua spagnola del libro “La Federazione Democratica Internazionale delle Donne. Capitoli nella storia”, della storica russa Galina Galkina



Il volume, tradotto e stampato ai fini di una diffusione nelle organizzazioni affiliate alla FDIM in America Latina,  riproduce fedelmente l’edizione italiana del testo della Galkina, già pubblicata nel 2017, a cura di Ada Donno, da Il Raggio Verde Edizioni per AWMR Italia. L’edizione italiana è tuttora disponibile in versione e-book al seguente link: https://www.bookrepublic.it/book/9788899679286-la-federazione-democratica-internazionale-delle-donne  

Qui riportiamo il prologo di Ada Donno alla traduzione spagnola.

Questo libro raccoglie e ci restituisce gli eventi, le date, i documenti e gli esiti che hanno contrassegnato il percorso e l’esperienza collettiva della Federazione Democratica Internazionale delle Donne, iniziati il 1° dicembre 1945 e continuati nel nuovo millennio.

La narrazione degli 80 anni di vita e di lotta della FDIM e delle organizzazioni ad essa affiliate è frutto in massima parte della lunga e accurata ricerca compiuta dalla storica russa Galina Galkina, pubblicata in prima edizione dall’Unione delle donne russe (WUR), organizzazione affiliata alla FDIM, nel dicembre 2015 in occasione del 70° anniversario.

È una ricerca condotta con rigore, riportata nella sua cronologia essenziale e ordinata per capitoli, come dice il titolo ad essa apposto dall’Autrice, alla quale siamo grate per avercela consegnata e averci consentito di ripubblicarla in diverse lingue, in modo che possa essere conosciuta e letta da quante più donne possibile, alle diverse latitudini.

Se è vero che ogni anniversario è un appuntamento con la memoria, della quale ci sentiamo custodi responsabili, perché possa essere consegnata alla storia collettiva globale, la pubblicazione di questo libro risponde al nostro desiderio di consegnare il filo narrativo della grande storia della FDIM, che ci è stato trasmesso dalle nostre madri fondatrici, alle nuove generazioni di donne che oggi difendono con le loro lotte i loro diritti e le conquiste di emancipazione dalle catene dello sfruttamento e dell’oppressione capitalistica e patriarcale, con la raccomandazione di far sì che esso non si spezzi.

Tanto più che, oggi, l’imperversare nefasto dell’ideologia neoliberalista e l’uso manipolatorio dei grandi mezzi di comunicazione di massa agevolano lo “smarrimento della memoria” e incoraggiano il senso comune ad allontanarsi da un passato giudicato "inutilizzabile" per i bisogni del presente.

Tale operazione manipolatoria mira a nascondere le ragioni di quei soggetti collettivi – donne, classi lavoratrici, popoli oppressi – che si sono affacciati alla ribalta della storia grazie alla presa di coscienza collettiva e attraverso durissime lotte di liberazione. E a ricacciarne l’esistenza nelle forme tradizionali di subalternità, tornando ad imporre forme di sfruttamento ancora più pervasive, a tutela esclusiva dei privilegi delle vecchie élite dominanti.

Non a caso in coincidenza con il ritorno alla carica, a latitudini diverse, di una destra neofascista revanscista e violenta che vorrebbe riscrivere la storia a suo modo, nell’intento di cancellare dalla mappa concettuale delle nuove generazioni l’idea stessa – che guidò le nostre madri costituenti nella fondazione della FDIM ottant’anni fa – di una costruzione differente di futuro.

Nei primi quattro capitoli del libro, il percorso compiuto dalla fondazione fino all’ingresso nel terzo millennio è ricostruito per tematiche: la costituzione della FDIM, le lotte per l’uguaglianza dei diritti e la dignità delle donne, l’impegno per assicurare all’infanzia uscita dalla tragedia della seconda guerra mondiale un futuro felice, la mobilitazione per la pace e la sicurezza globale nel corso dei decenni.

Il cammino percorso riflette le ragioni e le finalità proclamate nella Carta adottata nel congresso costituente del 1945, alla quale la FDIM è rimasta fedele, nel difendere e promuovere i diritti delle donne in senso più ampio, agire contro ogni forma di discriminazione, razzismo e apartheid, lottare per la pace e il diritto all’autodeterminazione delle persone e dei popoli, come prerequisiti della piena uguaglianza; rendere realtà l’ambiziosa promessa di Eugenie Cotton, prima presidente della Federazione, di «preparare il mondo intero all’avvento della donna di domani».[1]

Nel volume troviamo il resoconto puntuale di innumerevoli eventi internazionali, nazionali e regionali, centinaia di seminari, tavole rotonde e convegni promossi dalle organizzazioni affiliate in Africa, Asia, America Latina ed Europa. Oltre che della partecipazione agli eventi convocati da altre organizzazioni internazionali, incluse le Nazioni Unite, di cui si dà conto puntualmente nel capitolo sesto dedicato alla cronologia degli eventi.

I congressi mondiali convocati dalla FDIM quasi sempre in coincidenza con i suoi congressi hanno scandito una progressione e sono stati testimonianza della crescente coscienza politica delle donne, della loro capacità di auto-organizzazione e del carattere di massa assunto dal movimento femminile internazionale. I congressi più rappresentativi – sottolinea l’Autrice – mai visti prima nella storia del movimento delle donne, delle istanze delle donne nei paesi capitalistici sviluppati, nei paesi coloniali e semicoloniali.

La FDIM ha preso parte attiva al Decennio delle NU sul Disarmo (1970-1980); al Decennio sullo Sviluppo (1980-1990); al Decennio d’azione contro il razzismo e le discriminazioni razziali (1973-1983); e naturalmente il Decennio per la Donna (1976-1985).

Nel libro si dà conto anche delle pubblicazioni della FDIM, a partire dalla rivista illustrata Donne di tutto il mondo in sei lingue – francese, inglese, spagnolo, tedesco, russo, arabo – che è stata per alcuni decenni la pubblicazione di donne più diffusa al mondo. E poi i bollettini di notizie, che informavano tempestivamente sugli eventi in preparazione, le speciali brochure dedicate agli eventi eccezionali e agli anniversari della FDIM festeggiati con cadenza decennale, fino alle decine di pubblicazioni edite dalle organizzazioni nazionali affiliate. 

Nel panorama del movimento femminile globale del ‘900 e del nuovo millennio, la FDIM ha incarnato in sé il nesso inscindibile fra contraddizione di genere e di classe e ha vissuto l’unicità di riunire attiviste provenienti da paesi a regime sociale differente, in via di sviluppo, socialisti e capitalisti, non allineati, del nord e del sud, dell’est e dell’ovest del mondo. Protagoniste delle lotte contro sfruttamento e discriminazione nei paesi capitalistici sviluppati, contro le “privazioni senza speranza, paure, analfabetismo, malattie, lavoro servile estenuante che era il destino di milioni di donne nei paesi colonizzati e dipendenti”.

Nel terzo capitolo trovano documentazione attenta le attività della FDIM per la sicurezza globale, il disarmo e la pace. «Le donne troveranno argomenti decisivi per far pendere la bilancia in favore della pace», aveva detto Eugenie Cotton.

In riconoscimento del ruolo attivo svolto per la pace come organizzazione non governativa internazionale negli anni ’80 (è stata fra le organizzazioni che hanno partecipato attivamente alle tre conferenze per il disarmo delle Nazioni Unite) nel 1987 è stata insignita del titolo onorifico di “Ambasciatrice di Pace” dalle Nazioni Unite.

Merito speciale riconosciuto alla FDIM è l’aver promosso la “Dichiarazione sulla partecipazione delle donne alla promozione della pace e della cooperazione internazionale”, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1981 (divenuta operante come Risoluzione 1325/2000 del Consiglio di Sicurezza). Traguardo di grande importanza strategica, che gettò le basi su cui è stata varata l’Agenda Donne Pace e Sicurezza (WPS), tuttora strumento attivo di cooperazione ed intervento delle donne nei processi di risoluzione dei conflitti interni ed internazionali. È proprio sotto l’egida dell’Agenda WPS delle Nazioni Unite che la FDIM ha realizzato a Bogotá – nello scorso mese di novembre 2024 – la sua Settima Missione Internazionale per la verifica degli accordi di pace che stanno portando alla ricomposizione in Colombia del cinquantennale conflitto armato interno.

L’eredità dell’impegno delle donne della FDIM si può rintracciare negli Atti delle Conferenze mondiali delle Nazioni Unite di Nairobi ‘85 e Pechino ‘95, nelle risoluzioni adottate dall’Assemblea Generale e nelle Convenzioni mondiali tuttora vigenti, come la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW). Nella stessa Carta delle Nazioni Unite ci sono tracce disseminate del loro contributo e perfino nelle Costituzioni e nelle leggi che sono state scritte col sudore e col sangue delle donne nelle infinite lotte e resistenze in tutti i paesi del mondo. 

Reca tracce della FDIM anche la Dichiarazione dei diritti delle donne (Copenhagen 1953), un documento di primaria importanza che non solo proclama diritti giuridicamente vincolanti, ma indica la via per la loro attuazione nella loro connessione con lo sviluppo umano, i diritti democratici e la pace. Sottolinea la creazione di condizioni economiche, sociali, culturali e psicologiche che permettano l’effettiva realizzazione dei diritti proclamati. Presupposto che l’uguaglianza sociale delle donne è un principio base della democrazia e senza di essa la realizzazione dei diritti umani fosse impossibile. La conquista della parità dev’essere vista come parte inalienabile del progresso sociale generale.

La FDIM può dire con orgoglio di aver dato impulso notevole a due eventi di portata storica: l’Anno internazionale per la Donna 1975 e il Decennio. Fu la FDIM a lanciare l’idea di proclamare l’Anno internazionale della donna fin dal novembre ’71 in un Memorandum alle NU. Nella 24° sessione della CSW 1972 a Ginevra avanzò una bozza di risoluzione sulla proclamazione e finalmente la Risoluzione 3010 fu approvata dall’AG il 18 dicembre di quell’anno che proclamava il 75 anno della donna.

Per iniziativa della FDIM, storici incontri internazionali sono stati realizzati a cavallo fra il primo e il secondo Decennio per le Donne proclamato dalle Nazioni Unite: il congresso mondiale delle donne a Berlino nel 1975, la conferenza mondiale per un avvenire pacifico e sicuro per l’infanzia (Mosca 1979), il Congresso mondiale delle donne: uguaglianza, indipendenza nazionale e pace (Praga 1981).

Oggi, mentre abbiamo quotidianamente negli occhi l’orrore dei bambini affamati e bombardati a Gaza, ci conforta la centralità dell’impegno dedicato dalla FDIM al futuro dell’infanzia, cui è dedicato il quarto capitolo. «I bambini non possono difendere da soli i loro diritti, il loro futuro felice di pende da noi donne» aveva detto Eugenie Cotton. La seconda guerra mondiale aveva lasciato una terribile eredità in molti paesi devastati, distrutti e saccheggiati dalle truppe hitleriane, bambini senzatetto, affamati, malati e abbandonati avevano bisogno di urgente assistenza.

Fu la FDIM nel ’49 a proporre il 1° giugno come giornata internazionale per la protezione dell’infanzia, sostenendo e promuovendo la sua proposta in una grande conferenza internazionale a Vienna nel ‘52 sulla tutela dell’infanzia e finalmente, fino a che nel ’54, una risoluzione dell’Assemblea Generale delle NU ne raccomandò l’adozione agli Stati membri. La FDIM figura anche tra le organizzazioni promotrici della “Dichiarazione sulla protezione delle donne e dei bambini nelle emergenze e nei conflitti armati”, adottata dall’Assemblea generale nel 1974.   

Il capitolo quinto dà conto dell’importanza e valore attribuiti alla cura della struttura organizzativa, vera “spina dorsale” della crescita progressiva, l’allargamento delle file, il rafforzamento ed estensione delle attività delle organizzazioni affiliate, la condivisione delle migliori pratiche di lavoro delle donne.

«Prima di tornare alle nostre case facciamo solenne giuramento di rendere possente questa organizzazione di donne che sorge sulle macerie della seconda guerra mondiale», avevano proclamato le fondatrici 80 anni fa nel congresso costituente.

La forza e l’autorevolezza dell’organizzazione internazionale e la stessa missione della FDIM può essere valutata non solo attraverso la lente della crescita delle singole organizzazioni affiliate, ma anche dall’attenzione prestata alla formazione di figure dirigenti del movimento delle donne e dell’organizzazione attraverso seminari, convegni tematici di livello regionale e territoriale, corsi formativi in ogni continente, scuole di pace. Tra le esperienze più efficaci quelle realizzate dal Centro Regionale per l’America Latina e i Caraibi e i corsi di formazione per attiviste dell’Asia, Africa e Medio Oriente, per formare donne leader competenti ed esperte, coraggiose e impegnate difensore dei diritti delle donne.

Un anniversario è anche occasione di bilanci. Riaffermare la fedeltà ad una proposta scritta 80 anni fa non implica necessariamente una valutazione acritica di quella proposta, al di là di quanto in essa possa essere datato e non più adeguato. «Non si può dire che sia stato un percorso senza nuvole né facile. Al contrario, essendo una grande organizzazione, ha incontrato ostacoli e problemi, per molte ragioni… Le sue attività non sempre hanno trovato comprensione presso i governi e la comunità internazionale. Ricordiamo le vicissitudini legate alla ferma denuncia all’opinione pubblica mondiale dell’intervento Usa in Corea e l’aspra reazione dei circoli reazionari americani. Il libro non si sottrae al dovere di dare conto dei difficili anni dei cambiamenti internazionali, al passaggio degli anni ’90, dei profondi cambiamenti sociali e politici indotti che obbligarono la FDIM a riesaminare criticamente la propria situazione, trarre lezioni, rivedere priorità e cercare nuovi approcci. L’Autrice ci ricorda che la FDIM e molte singole esponenti di essa hanno subito ritorsioni e persecuzioni affrontate con fermezza e coraggio e rende onore alle donne che dedicarono tutte le loro capacità ed energie alla FDIM.

Negli anni la FDIM è rimasta fedele agli obiettivi originari definiti nel congresso costituente e nello stesso tempo ha saputo rinnovarsi accogliendo le istanze inedite delle generazioni di donne che si sono affacciate a nuove forme di lotta per la loro liberazione, i diritti, la dignità, la pace. «La ricerca continua di vie di consolidamento e crescita della consapevolezza e dell’autostima delle donne hanno reso le associate in molti paesi portavoce delle speranze e aspirazioni delle donne.

Tuttavia resta la consapevolezza «di aver contribuito a scrivere, nell’arco di tempo della propria esistenza, alcune pagine gloriose della storia della lotta delle donne per i loro diritti, di aver contribuito in misura determinante a richiamare l’attenzione internazionale sull’acuto problema dei diritti negati all’infanzia, di aver dato un contributo significativo alla lotta per la pace globale e la distensione.

Solo conoscendo il nostro passato possiamo rivolgergli gli interrogativi utili a decifrare un presente che, nel momento in cui siamo ancora impegnate a percorrerne le tortuose strade, ci appare irto di incognite e sfide inedite. E la lettura di questa storia ci accompagna alle sfide del tempo d’oggi, quando i diritti politici, economici e civili, che le madri fondatrici giurarono solennemente di difendere, sono nuovamente sotto attacco e nuovamente si pone per le donne del mondo l’urgenza di “intensificare e coordinare i loro sforzi”.

Per tanto, nel momento in cui va in stampa questa riedizione del libro, ci auguriamo insieme all’Autrice che questo nostro giubileo 2025 «sia contrassegnato, sì, da festeggiamenti e celebrazioni ma soprattutto che esso sia sprone per la ripartenza e riattivazione di tutte le organizzazioni affiliate e dell’intera FDIM sulla via   già tracciata dell’uguaglianza e dei diritti delle donne, della democrazia, la pace e il progresso globale».



[1] Eugenie Cotton, Femmes du monde entier n.9, 1963.







 



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