05/04/12

L'Awmr Italia al XV congresso della Fdim-Widf

La AWMR Italia partecipa con una sua delegazione al XV congresso della Fdim che si tiene a Brasilia dall’8 al 12 aprile 2012. In un comunicato inviato per l’occasione del congresso alla Newsletter della Fdim, il saluto dell’Awmr Italia.
Care donne del mondo intero, salutiamo il XV congresso della Fdim-Widf con allegria e piena consapevolezza dell’importanza del momento che stiamo per vivere insieme. Non era scontato.
Il nostro riconoscimento sentito e sincero va alle donne dell’America Latina, e in particolare alle donne brasiliane, per il grande sforzo che hanno sostenuto nell’ultimo decennio per consentire la rinascita della Federazione agli occhi del mondo. Dopo il XIV congresso di Caracas del 2007,  Brasilia è la seconda occasione d’incontro nel continente latino americano per le donne affiliate e associate alla Fdim provenienti da tutto il mondo.
A maggior ragione va a loro il nostro apprezzamento di donne europee, mediterranee, italiane che stiamo vivendo un momento non facile della nostra storia.
In Italia è in corso una grave crisi economica sociale e politica:  il nostro Paese è entrato nel tunnel della recessione di cui non si intravede ancora l’uscita , è oppresso da un gigantesco debito pubblico, la disoccupazione giovanile e femminile sta toccando livelli altissimi,  stiamo vivendo una profonda crisi della democrazia.
Le cause di questa situazione vanno cercate  nel quindicennio di governo Berlusconi, che ha  messo in ginocchio l’economia, la politica e la vita sociale e culturale del nostro paese. Da un anno a questa parte il nostro paese sembra essersi svegliato da un brutto sogno e ora s’interroga stupito  e attonito su come sia stato possibile che un solo uomo incolto, rozzo e immorale abbia potuto esercitare per quasi venti anni un potere quasi assoluto sulla vita economica e politica del paese.  Soprattutto attraverso il bieco controllo dell’80% dei mass media, specialmente televisioni e giornali, Berlusconi ha guadagnato il consenso elettorale della parte più arretrata e culturalmente debole della popolazione, che ha creduto alle sue false promesse , bugie e smargiassate. Ma ciò che più conta, egli è stato sostenuto dalla grande industria monopolistica e dall’alta borghesia finanziaria, che si è servita di lui per avere le mani libere per le sue speculazioni economiche e bancarie.
Inoltre, cosa di non poco conto, Berlusconi ha avuto a lungo l’appoggio del Vaticano, che ha apprezzato  la sua violenta campagna ideologica anticomunista e l’atteggiamento falsamente ossequioso dei dettami del cattolicesimo.  Questo sostegno è durato fino a che non sono venute allo scoperto tutta l’ipocrisia e l’immoralità dell’uomo in cui i vertici della Chiesa cattolica avevano confidato per tanti anni.
Ma  alla fine ogni aspetto del governo berlusconiano si è rivelato un gigantesco bluff e l’Italia si è svegliata sull’orlo del baratro.
Il primo segnale del risveglio l’hanno dato le donne e i giovani: il 13 febbraio del 2011 resta una giornata memorabile per il nostro paese, perché le donne scese nelle piazze di tutta l’Italia per gridare con lo slogan – Se non ora, quando? – tutta la loro indignazione e la rabbia per la lunga mortificazione sociale, politica e culturale che hanno dovuto subire sulla propria pelle per tanti anni. Il secondo segnale è venuto dalla vittoria nei referendum sulla politica energetica nucleare  e la privatizzazione dell’acqua nel giugno 2011, che hanno sconfessato la politica governativa e bloccato i suoi pericolosissimi piani.

Una svolta?
Nell’autunno scorso finalmente un nuovo governo di tecnici  e professori si è insediato, con l’incarico di evitare la catastrofe economica. Questo è dichiaratamente un governo di transizione, che durerà fino a quando avrà messo in atto le misure politiche necessarie per evitare la bancarotta totale  del paese. Sicuramente l’Italia sta ora riguadagnando il rispetto dell’opinione pubblica mondiale, che aveva perduto quando era rappresentata dalla buffonesca, incolta e immorale figura di Berlusconi. Tuttavia negli ultimi cinque mesi una tendenza appare sempre più evidente, che non ci piace affatto: la politica che il nuovo governo sta mettendo in atto mira a rastrellare il denaro necessario per sanare il debito pubblico soprattutto fra le classi sociali più deboli, i dipendenti pubblici ed i pensionati, senza toccare gli interessi dei grandi manager e le enormi ricchezze accumulate dall’alta borghesia  industriale e finanziaria. Il governo Monti si dichiara intenzionato a governare con mano ferma nel rispetto dei dettami dell’Unione Europea, ma questa fermezza si sta manifestando soprattutto nei confronti delle donne e uomini lavoratori e dei loro sindacati, al prezzo di una devastante disoccupazione di massa, soprattutto giovanile e femminile, al prezzo della perdita di molti diritti e garanzie democratiche che le lavoratrici italiane avevano conquistato in lunghi anni di lotte. Questo ci preoccupa molto e pertanto siamo pronte e ridiscendere nelle piazze per difendere i nostri diritti sociali e ripristinare le libertà democratiche.

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