20/11/19

Non una di meno a Roma il 23 novembre



Contro la vostra violenza, la nostra rivolta! Manifestazione nazionale convocata da Non una di meno

Il prossimo 23 novembre la marea femminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza patriarcale, economica, istituzionale al grido di Non Una Di Meno. Scendiamo in piazza per affermare che l'unico cambiamento possibile è a partire dalla rivolta permanente: dalle pratiche, dalle lotte, dalla solidarietà femministe.

Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa; il 63% degli stupri è commesso da un partner o ex partner; continuano le violenze di matrice omolesbotransfobica. La violenza non ha passaporto né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni.

Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato. Difendiamo e moltiplichiamo gli spazi femministi e transfemministi, come la casa delle donne Lucha y Siesta di Roma sotto minaccia di sgombero!

L'indipendenza economica e la libertà di movimento sono le condizioni fondamentali per affrancarsi dalla violenza. Ma servono atti concreti: un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno. Serve abolire i decreti sicurezza e le leggi che mantengono in condizione di ricattabilità le persone migranti, e in particolare le donne!

Porteremo in piazza i simboli che il movimento ha costruito, i pañuelos fuxia mutuati dalla campagna argentina per l'aborto legale, i pugni di fuoco simbolo di rivolta, le maschere delle luchadoras della campagna per Lucha y Siesta. Saremo in piazza senza spezzoni organizzati né bandiere e simboli di partito e sindacali.

Il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale nel quartiere San Lorenzo, per preparare lo sciopero globale femminista dell'8 marzo 2020.
Il 22 novembre, Non Una di Meno parteciperà alla Trans Freedom March a Roma.

#23N #nonunadimeno #rivoltapermanente


L’Ufficio stampa di «Non Una di Meno»

13/11/19

Bolivia / #Noalcolpodistato / CMB



Ripudiamo il colpo di stato orchestrato dall'impero e dalle élites della regione americana contro il popolo boliviano e il presidente Evo Morales




La Confederazione delle Donne Brasiliane (CMB), affiliata alla Federazione Internazionale Democratica Femminile (WIDF), condanna categoricamente il colpo di stato perpetrato in Bolivia dalle élites economiche locali e regionali, supportate dal governo degli Stati Uniti, contro il legittimo presidente Evo Morales. 

Tra i progressi e le battute d'arresto della lotta popolare latinoamericana, il colpo di stato che ha portato il presidente Evo Morales fuori dal governo boliviano è senza dubbio uno dei contraccolpi più violenti degli ultimi tempi. Il 10 novembre, il malcontento di quelle élites si è tradotto nell'ultimatum ant-patriottico e antidemocratico lanciato al governo popolare.

Noi crediamo che la leadership di Evo Morales abbia assicurato alla Bolivia un governo che ha rappresentato gli interessi della maggioranza della popolazione, dei popoli indigeni, dei lavoratori/lavoratrici e dei giovani; esso ha operato per assicurare la fine dell'analfabetismo, per realizzare urgenti politiche sociali in un paese ricco ma disuguale, conseguire risultati costituzionali storici come la nazionalizzazione delle risorse energetiche nazionali più strategiche, il rafforzamento dell’economia pubblica.

La Bolivia è il paese in cui le donne sono la maggioranza in parlamento. È il paese che ha drasticamente ridotto la povertà.

A questo punto, chiediamo che sia rispettata la democrazia e sia fermata l’ondata di violenza e razzismo scatenati nei confronti dei settori sociali più vulnerabili. Chiediamo alle forze politiche e sociali di non regredire rispetto ai progressi sociali e culturali raggiunti.

Sollecitiamo le organizzazioni internazionali e i governi democratici della regione americana a contribuire al ripristino della democrazia e delle garanzie per tutti di una vita in pace, giustizia sociale e convivenza democratica nel paese fratello.

San Paolo del Brasile, novembre 2019

12/11/19

Bolivia/No al colpo di stato /FDIM




La Federazione Democratica Internazionale delle Donne-FDIM condanna il colpo di stato consumato in Bolivia contro il presidente Evo Morales e il vicepresidente Alvaro Garcia Linera, promosso dalle élites fasciste, oligarchiche e razziste che, con la complicità dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), pretendono di ripristinare i privilegi perduti e il controllo sulle risorse naturali e di sottomettere le popolazioni indigene che costituiscono la maggioranza assoluta della popolazione Boliviana.

Condanniamo le persecuzioni e i crimini che in questo momento si stanno commettendo da parte delle forze armate e della polizia boliviana, contro i simpatizzanti e gli attivisti del Movimento al Socialismo (MAS), che reclamano il ritorno della democrazia e del compagno Evo Morales Ayma.

Denunciamo davanti alla comunità internazionale il sequestro, gli attacchi e i saccheggi commessi contro i funzionari del governo di Evo Morales e dei suoi familiari, così come il moltiplicarsi di gruppi terroristi paramilitari che colpiscono e massacrano la popolazione civile.

Chiamiamo la comunità internazionale a sostenere il popolo boliviano, a denunciare questo colpo di stato e ad esigere che cessi la persecuzione e la mattanza da parte delle forze di repressione fasciste.

Esigiamo che gli organismi internazionali preposti a vigilare sul rispetto dei diritti umani e delle libertà politiche e civili si pronuncino e non riconoscano nessun governo golpista che pretenda di imporsi col terrore e la repressione.

Non permettiamo il ritorno delle dittature golpiste in America Latina!
Respingiamo il razzismo, la misoginia, il fascismo in tutto il mondo! No pasarán!

#ElPuebloBolivianoNoEstáSolo
#EvoNoEstáSolo
Presidenza della FDIM
El Salvador, 11 novembre 2019