10/02/15

Portogallo / MDM

1975-2015/ 40 °anniversario dell'Anno Internazionale della donna


Quest’anno ricorre il 40 ° anniversario dell'Anno internazionale della donna, proclamato dalla Assemblea generale  delle Nazioni Unite, che promossero nel 1975 la prima Conferenza internazionale e le successive Decadi delle Nazioni Unite per le donne (l’ultima fu aperta a Pechino venti anni fa). Per l’occasione del quarantennale, il Consiglio Nazionale del Movimento Democratico delle Donne portoghesi (MDM) in un comunicato auspica la piena realizzazione del dettato costituzionale nel proprio paese, nel ricordo di quell'evento storico, e il ritorno ai “percorsi di Aprile”, avviati in Portogallo con la Rivoluzione dei garofani rossi e che conducono ai diritti delle donne.

Il 1975 fu proclamato Anno internazionale della donna (AID) dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il 7 gennaio di quest'anno, una risoluzione del Consiglio dei Ministri (portoghese ndt) presieduto da Vasco Gonçalves ne ha ratificato la celebrazione in Portogallo "considerando l'alto significato e la tempestività degli obiettivi che l'Anno internazionale della donna si prefigge, vale a dire l'eliminazione di ogni discriminazione di diritto e di fatto nei confronti delle donne, la crescita della partecipazione delle donne alla trasformazione sociale."

 L’MDM ebbe la grande opportunità di partecipare quell’anno sia alla Conferenza di Città del Messico, sia di far parte nel proprio paese della Commissione per le celebrazioni dell’AID che  aprì nuovi orizzonti di lotta e di  uguaglianza delle donne a tutti i livelli della società.
Trascorsi 40 anni, l’MDM considera importante rilanciare gli obiettivi dell’AID riportando alla memoria  collettiva la lettura dei propositi politici che animarono la Rivoluzione dell’Aprile 1974, propositi che non sono stati compresi e in parte sono stati dimenticati.
Infatti, se 40 anni fa la condizione discriminata delle donne era una preoccupazione per il governo, oggi il governo non può cavarsela solo con discorsi giustificativi nei confronti delle politiche attuate in anni di governo del Paese.
Sono ben note le discriminazioni vessatorie e ingiuste sul posto di lavoro, il disprezzo per la funzione sociale di maternità / paternità, le discriminazioni nella remunerazioni e nelle carriere che recano disagi alla grande maggioranza delle donne di tutte le età e professioni. Sono le donne che ricevono salari più bassi, riforme e pensioni. Sono le donne che soffrono fisicamente, ma anche per la vergogna di vivere la penuria, la povertà e la fame in famiglia.
Nonostante il grande valore dimostrato dalle donne, la loro riconosciuta competenza e qualità
nell’esercizio delle loro attività professionali e la loro maggiore partecipazione politica, in realtà la disoccupazione e precarietà del lavoro, il mancato sviluppo della carriera, il congelamento e la riduzione dei salari, la deregolamentazione degli orari, causano malessere, scoraggiamento, sconforto e anche rivolta, in tutte le dimensioni della loro vita e riflettono un’enorme regressione sociale e di civiltà.
Poiché è essenziale che il governo assuma le misure politiche e di bilancio che occorrono per porre fine alla mortificazione e l'umiliazione delle donne, il Consiglio Nazionale dell’MDM, riunito il 17 gennaio 2015 ha deciso di chiedere udienza alla Presidente dell'Assemblea nazionale della Repubblica, al fine di presentare un appello ai deputati perché sia rispettato il dettato costituzionale e si torni a percorrere la via dell’Aprile convergente con la spinta principale di dell’Anno Internazionale della Donna e con le successive Conferenze delle Nazioni Unite sui diritti delle donne.
Il Movimento Democratico delle Donne

Lisbona, 19 gennaio 2015

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