25/11/13
FEMMINICIDI
Casa delle Donne di Lecce: Amor Mortis: voci di donne tra albe e tramonti: ITACA MIN FARS HUS Gruppo Teatrale di Sperimentazione AMOR MORTIS VOCI DI DONNE TRA ALBE E TRAMONTI di: Anna Stomeo con: Barbara Castrign...
02/11/13
SALUTE
In Camper per Helleniko
LA SALUTE E’ UN DIRITTO UNIVERSALE
NO AI TAGLI ALLA SANITA’ PUBBLICA
Un CAMPER della rete “ donne nella crisi” sta attraversando l’Italia portando nelle diverse città una mostra sugli effetti delle politiche di austerità sui sistemi sanitari Europei e raccogliendo fondi per HELLENIKO, un presidio medico volontario che ad Atene presta assistenza sanitaria gratuita alle persone che non possono più usufruirne a causa dei tagli alla sanità pubblica.
Anche in Italia è in atto un attacco al sistema sanitario pubblico, frutto di dissennate misure anti-crisi incentrate solo sulla restrizione delle spese sociali e sull’aumento della pressione fiscale, con costi giganteschi per intere fasce sociali.
Le politiche di austerità, totalmente subalterne alle logiche del profitto privato, ci fanno avvicinare alla condizione della Grecia, paese in cui gran parte della popolazione ha perso il diritto all’assistenza sanitaria pubblica. La rete “donne nella crisi” già dal mese di marzo ha lanciato una campagna di solidarietà con le donne greche, che devono sostenere costi proibitivi per accedere all’assistenza sanitaria, compreso il parto assistito. Con tale campagna s’intende anche contribuire alla costruzione in Italia di movimenti di lotta di uomini e donne per la salute come diritto universale.
In Grecia come in Italia il mutuo soccorso accompagna e non sostituisce la lotta per un Servizio Sanitario Pubblico efficace.
Occorre una diversa politica economica che faccia pagare la crisi a chi l’ha prodotta: multinazionali, banche, politiche pubbliche inadeguate o complici , salvaguardando e rilanciando la sfera pubblica a garanzia dei bisogni e della crescita collettiva.
Serve una controffensiva democratica su scala europea che inauguri un diverso sistema di sviluppo economico e rimetta al centro il diritto dei/delle cittadini/e a decidere sulle politiche comuni secondo parametri non regolati dalla legge del profitto ma da equità e giustizia.
Per informazioni sulle tappe del Camper:
18/10/13
IRAN
Il parlamento iraniano approva una legge che viola i diritti delle ragazze
Il 14 ottobre 2013 l 'Organizzazione Democratica delle Donne Iraniane – una fra le prime organizzazioni aderenti alla Federazione Democratica Internazionale delle Donne (WIDF) – ha inviato alla stessa Federazione una lettera in cui si denuncia un fatto inquietante avvenuto in Iran.
“Nello stesso momento in cui le Nazioni Unite – si dice nella lettera - hanno designato l’11 ottobre 2013 come ‘Giornata Internazionale della ragazza’, al fine di richiamare l'attenzione sulle difficoltà che le donne più giovani incontrano e per contribuire a ridurre la violenza e il doppio sfruttamento che subiscono nel nostro paese, l’Iran, assistiamo ad uno degli esempi più eclatanti di violazione dei diritti dei minori. Il 2 ottobre 2013, il Consiglio dei Guardiani ha ratificato una legge sulla protezione dei bambini e dei giovani, che comprende la disposizione secondo cui un genitore adottivo può sposare suo/sua figlio/a adottivo (anche se il sesso non è specificato, ciò in effetti significa che un uomo può sposare la figlia adottiva) previa autorizzazione del tribunale. Questa legge reazionaria ha causato un'ondata di disagio pubblico e di proteste, soprattutto tra le donne e gli attivisti per i diritti dei minori; esperti di diritto hanno correttamente individuato in ciò non solo una violazione dei diritti delle donne, ma anche una grave violazione dei diritti dei minori. Il regime ha ignorato ogni protesta e indignazione, e alla vigilia della Giornata Internazionale della ragazza, il Consiglio dei Guardiani del regime reazionario ha giustificato la nuova legge con l'osservanza della Shari’a (la legge islamica) e “il rispetto dei diritti religiosi” e l’ha ratificata, ennesima legge misogina che è in realtà un esempio lampante di violenza legalizzata contro i/le minori.
SIRIA NO WAR 8
DELEGAZIONE DI SOLIDARIETA’ DELLA WIDF IN VISITA IN SIRIA
Con grande soddisfazione e orgoglio la Federazione Democratica Internazione delle Donne (WIDF) comunica che dal 19 a 24 ottobre prossimi una delegazione della Widf compirà una visita di solidarietà in Siria. La delegazione sarà accolta a Damasco da Majeda Kuteith, parlamentare siriana e presidente dell’Unione generale delle donne siriane.
La delegazione internazionale recherà alle donne siriane l’espressione della solidarietà, l’augurio di pace ed il rifiuto della guerra a nome delle donne di ogni parte del mondo e consegnerà loro attestazioni, mozioni e video di solidarietà provenienti da 52 paesi e 86 organizzazioni nazionali di tutti i continenti.
La delegazione giungerà dapprima a Beirut, dove sarà accolta dalla responsabile dell’Ufficio regionale della Widf per i paesi arabi e presidente della Lega delle donne libanesi. compagna Linda Mattar. Qui parteciperà ad una manifestazione di solidarietà con le donne profughe siriane, prima di proseguire per la Siria.
Della delegazione fanno parte: Marcia Campos, presidente della WIDF ; Annie Raja, vicepresidente della Widf e presidente dell’Unione donne dell’India ; Christina Scaloubaka , coordinatrice europea della WIDF e responsabile delle relazioni internazionali della Federazione donne greche; Tatiana Anjusha, presidente della Unione delle donne di Russia; Umut kurucumut dell’Unione delle donne per l’uguaglianza e la libertà di Turchia; Nawal Haddadin dell’Unione delle donne di Giordania ; Ghania Doughan e Wafy Ibrahim della Lega delle donne libanesi; Mercedes Lima del Collettivo femminile Ana Montenegro del Brasile.
Donne in Nero: Nessun essere umano è illegale
Donne in Nero: Nessun essere umano è illegale: Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene conse...
09/09/13
SIRIA NO WAR 7
Non un’arma, non una base, non un euro, né alcun supporto “giustificativo” dall’Italia all’intervento militare Usa contro la Siria!
Awmr Italia-Associazione Donne della Regione Mediterranea:
Il governo di Washington continua a perseguire l’annunciato attacco militare contro la Siria, anche senza la partecipazione degli alleati europei e della Nato, incurante dell’opposizione levatasi in tutto il mondo dai movimenti per la pace, dalle organizzazioni sindacali e del lavoro, dalle istituzioni internazionali, dai parlamenti, dalle autorità religiose e da molte personalità della cultura, della scienza e della politica.
Gli Usa utilizzano ogni occasione, come il G20 di San Pietroburgo, per disarticolare il fronte del NO alla guerra contro la Siria e tentare di giustificare agli occhi del mondo il salto qualitativo nella premeditata aggressione alla Siria.
L’accusa rivolta alla Siria di aver usato armi chimiche contro i ribelli, senza che siano stati appurati i fatti, è un pretestuoso scenario che abbiamo già visto in Iraq, in Libia, in Kossovo, in Afghanistan, e ancora più indietro nel tempo: viene creato il “casus belli” e s’impone l’azione militare “punitiva” contro il paese di turno, colpevole di resistere ai disegni imperialisti e colonialisti della superpotenza e dei suoi alleati. E a noi viene propinata, grazie all’attivo sostegno dei media compiacenti e asserviti, l’impostura della necessaria guerra “chirurgica e umanitaria”.
Come Awmr Italia abbiamo apprezzato la posizione autonoma assunta fin dal primo momento dalla ministra degli esteri italiana Emma Bonino, cha ha richiamato i governi degli altri paesi europei e NATO al rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Ma sottoscrivendo la dichiarazione “sull’uso delle armi chimiche in Siria”, a margine del G20 di San Pietroburgo, il governo italiano si è accodato al gruppo dei governi che “non partecipano, ma giustificano” l’intervento Usa.
L’Awmr Italia si unisce alle associazioni e organizzazioni di donne che in ogni angolo del pianeta, compresi gli Stati Uniti, gridano NO alla guerra, sostengono le ragioni della pace e dichiarano solidarietà alla popolazione siriana che, dopo due tragici anni di escalation del conflitto armato interno, ora vive sotto lo scacco dell’aggressione esterna.
Da oltre due anni gli Stati Uniti, la Francia il Regno Unito, la Turchia ed i loro alleati nella regione, il Qatar e l’Arabia Saudita, insieme ai sionisti d’Israele, s’ingeriscono pesantemente nella crisi interna siriana fomentando e strumentalizzando i conflitti etnici e religiosi, finanziando ed armando gruppi “ribelli” che terrorizzano la popolazione e combattono una guerra per procura contro il regime di Assad. L’obiettivo vero è smembrare la Siria, destabilizzare l’intera regione mediorientale e colpire infine l’Iran, per “ridisegnare il Medio Oriente”in maniera conforme ai loro interessi di saccheggio delle risorse energetiche, di controllo delle risorse idriche e delle rotte marittime nel Mediterraneo
Diciamo NO all’illegale e irresponsabile attacco Usa contro la Siria, basato su pretesti costruiti sulla menzogna, sulla premeditazione e sulla retorica della “giusta punizione”. Nessuna superpotenza può attribuirsi il ruolo di gendarme internazionale, nessuno può decidere unilateralmente chi va punito e chi invece merita l’impunità, nessuno può usare a propria discrezione esclusiva la forza militare contro un altro paese sovrano. Chi punirà il “punitore” che viola la legge internazionale ed i principi scritti nella Carta delle NU?
Un intervento militare in Siria non farà altro che esacerbare il conflitto, aggiungendo distruzione a distruzione, allontanare le prospettive di una trattativa diplomatica, accrescere le sofferenze dei civili, in modo particolare delle donne e dei bambini, come accade in ogni guerra.
Al governo italiano chiediamo di intensificare gli sforzi per fermare qualsiasi attacco contro la Siria, promuovere ogni possibile azione diplomatica volta ad una soluzione pacifica della crisi siriana sotto l’egida delle Nazioni Unite, mettere fine alla fornitura di armi sotto qualsiasi forma alle parti in conflitto in Siria, fare fronte agli obblighi internazionali sulla protezione dei civili e l’assistenza umanitaria alle donne, i bambini e tutti i civili.
Occorre prevenire ogni possibilità che l’Italia sia coinvolta, ancora una volta, in una guerra cieca di cui intanto avrà dimenticato i pretesti.
Non un’arma, non un soldato, non una base per l’intervento militare Usa in Siria!
No alla fornitura di armi, supporti logistici e di intelligence alle forze dissidenti in Siria!
Sì ad iniziative mirate ad una soluzione politica e diplomatica del conflitto. Sì a politiche di accoglienza verso i profughi di guerra.
No alle spese militari destinate a politiche aggressive! No all’acquisto dei cacciabombardieri F35! Sì ad investimenti nella spesa sociale, per il lavoro, la salute, l’istruzione, la casa, i bisogni della popolazione!
05/09/13
SIRIA NO WAR 6
Giù le mani degli Usa dalla Siria!
Alleanza Internazionale delle donne (IWA) *
L’Alleanza Internazionale delle Donne ( IWA ) si unisce alla protesta collettiva contro l'imminente guerra interventista che gli Stati Uniti stanno progettando di condurre contro il popolo siriano .
La recente approvazione da parte del Senato degli Stati Uniti di un attacco missilistico punitivo sulla Siria costituisce un atto diretto di aggressione mascherato da azione umanitaria . Nonostante la diffusa opposizione da parte della comunità internazionale e la mancanza di autorizzazione da parte delle Nazioni Unite , gli Stati Uniti restano decisi ad attaccare la Siria , sebbene i rapporti mostrino che i ribelli siriani finanziati dal governo saudita , stretto alleato degli Stati Uniti , sono stati i responsabili delle aggressioni chimiche simultanee in Aleppo e Ataybah il 19 marzo , che hanno lasciato sul terreno circa 26 persone, tra cui 16 soldati siriani, e 86 feriti gravi .
La recente approvazione da parte del Senato degli Stati Uniti di un attacco missilistico punitivo sulla Siria costituisce un atto diretto di aggressione mascherato da azione umanitaria . Nonostante la diffusa opposizione da parte della comunità internazionale e la mancanza di autorizzazione da parte delle Nazioni Unite , gli Stati Uniti restano decisi ad attaccare la Siria , sebbene i rapporti mostrino che i ribelli siriani finanziati dal governo saudita , stretto alleato degli Stati Uniti , sono stati i responsabili delle aggressioni chimiche simultanee in Aleppo e Ataybah il 19 marzo , che hanno lasciato sul terreno circa 26 persone, tra cui 16 soldati siriani, e 86 feriti gravi .
04/09/13
SIRIA NO WAR 5
Donne del mondo, fermiamo la guerra!
di Skevi Koukouma*
vicepresidente della WIDF
Tamburi di guerra rullano nel Mediterraneo Orientale. L’alleanza Usa-Nato-Unione Europea insieme alla monarchie del Golfo, che hanno finora istigato lo spargimento di sangue in Siria armando e finanziando i ribelli estremisti, ora entrano nella fase successiva dei loro piani a spese della Siria: l’intervento militare esterno che porterà allo smembramento del paese, con conseguenze imprevedibili, prima di tutto in Libano e poi nell’intera regione. E’ ovvio che il loro vero obiettivo è attaccare l’Iran, per controllarne le risorse. Isarele, il vero terrorista nell’area, se ne sta nell’ombra.
Non hanno difficoltà a trovare pretesti. Possono manipolare ed esagerare argomenti esistenti, o possono fabbricarne di nuovi.
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