15/06/13

DONNE SAHARAWI


40 anni di violazione dei diritti da parte del Marocco

France Libertés (Fondazione Danielle Mitterrand), nella sua relazione alla ventitreesima sessione del Consiglio dei Diritti umani svoltasi a Ginevra dal 27 maggio al 14 giugno 2013, relazione pubblicata sul sito web del Consiglio, ha esortato le Nazioni Unite ad assumersi le proprie responsabilità rispetto al Sahara occidentale e a proteggere i cittadini saharawi dalla sistematica repressione esercitata contro di loro, in particolare contro le donne saharawi.
Nella relazione intitolata "La situazione delle donne in Sahara occidentale ", France Libertés ha sottolineato come la destabilizzazione delle donne saharawi dura da più di 40 anni nei territori occupati del Sahara Occidentale, un territorio non autonomo  che il regno del Marocco occupa illegalmente dal 1975.
A più di 20 anni di distanza  dall’approvazionein seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite della Convenzione contro tutte le forme di discriminazione contro le donne, la situazione delle donne Sahrawi si va deteriorando sempre più pericolosamente a causa della politica di occupazione marocchina.

Non potendo esporre tutte le forme di violazione esercitate dal Marocco contro le donne Saharawi, France Libertés ne  focalizza alcune, richiamando l’attenzione  sulla  materia delle sparizioni forzate, i sequestri e le torture (che comprendono vari casi di morti), le violazioni e la privazione dei diritti civili, politici e sociali.
France Libertés ha quindi chiesto con forza alle Nazioni Unite, al Consiglio dei Diritti umani di monitorare la situazione delle donne saharawi nel quadro di una ricerca esaustiva sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, l'ultima colonia in Africa.
Insieme a France Libertés altre organizzazioni internazionali, tra cui in particolare la Federazione Democratica Internazionale della Gioventù, il Movimento contro il razzismo, il Movimento di studenti delle Nazioni Unite e la Lega internazionale di donne per la pace e la Libertà, hanno partecipato ai vari workshop della 23a sessione  sui diritti umani dove  sono state  denunciate le violazioni sistematiche dei diritti umani nel Sahara occidentale da parte del Marocco.
L'avvocata dei diritti umani e presidente del CODESA (collettivo di difensori dei diritti umani), Aminatou Haidar, la rappresentante dell’Unione Nazionale delle Donne Saharawi in Spagna Jadiyetu il Mohtar, e Mohammed Lehdía Dafa, Presidente dell’Associazione Sahara Medical hanno presentato diverse interrogazioni nei gruppi di lavoro sulla situazione delle donne saharawi, sia nei campi profughi che nei territori occupati.
Da parte loro, gli attivisti dei diritti umani Sultana Khaya, componente del  Comitato dei Familiari dei Detenuti di Izik Gdim, e Mustafa Almashdufi hanno inoltre partecipato al seminario sulle violazioni dei diritti delle Organizzazioni Sindacali, organizzato dalla Federazione internazionale  della Gioventù Democrática.

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