Il 19 dicembre a Lecce il teatro Astràgali ospita “Con gli occhi di Gaza”, un incontro dedicato al genocidio del popolo palestinese raccontato attraverso il cinema e l’esperienza del Gaza International Festival for Women’s Cinema (GIFWC), svoltosi lo scorso ottobre nella Striscia di Gaza.
L'incontro di Lecce costituisce una tappa del progetto internazionale Gaza International Women's Film Festival (GIFWC), promosso in Italia dall'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), con la partnership di diverse realtà associative, fra le quali la Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM/WIDF). Il progetto è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura palestinese e con l'Associazione Fikra per le Arti e l'Istruzione, per dare la possibilità a donne e ragazze palestinesi di lavorare nel mondo del cinema.
Per le donne palestinesi, il cinema è un mezzo potente per esprimere la propria identità, le proprie lotte e le proprie esperienze di vita, poiché contribuisce a raccontare le loro storie e a mettere in luce i loro problemi, oltre a consentire loro di svolgere un ruolo attivo nel settore della produzione cinematografica.
All'incontro partecipano Ada Donno docente, giornalista e attivista impegnata da decenni nei movimenti femministi, co-fondatrice dell’Association of Women of the Mediterranean Region (AWMR Italia), e Marisa Manno docente, attivista, fondatrice di “Donne per la Palestina”. Intervengono Milena Fiore, responsabile dell’area tecnica della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) e nella rete di coordinamento internazionale del Gaza International Festival for Women’s Cinema (GIFWC) e Monica Maurer, regista e ricercatrice, presidente onoraria del Festival. In programma le proiezioni di Born out of death (Monica Maurer), Exception (Ezzaldeen Shalh), Drawing for better dreams (May Odeh, Dia Azzeh), The Orphan (Jordan Karr-Morse) e Un giorno nella tenda (Haneen Koraz).
Il GIFWC ha presentato 79 film da 28 paesi, dando voce alle
donne palestinesi e affermando, tra macerie e tende degli sfollati, una tenace
volontà di resistenza culturale.

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