In occasione dell’80° anniversario della FDIM/WIDF, è stata pubblicata a cura dell’Organizzazione delle Donne Lavoratrici del Messico (OMTM), la
traduzione in lingua spagnola del libro “La Federazione Democratica Internazionale
delle Donne. Capitoli nella storia”, della storica russa Galina Galkina.
Il volume, tradotto e stampato ai fini di una diffusione nelle organizzazioni affiliate alla FDIM in America Latina, riproduce fedelmente l’edizione italiana del testo della Galkina, già pubblicata nel 2017, a cura di Ada Donno, da Il Raggio Verde Edizioni per AWMR Italia. L’edizione italiana è tuttora disponibile in versione e-book al seguente link: https://www.bookrepublic.it/book/9788899679286-la-federazione-democratica-internazionale-delle-donne
Qui riportiamo il prologo di Ada Donno alla traduzione spagnola.
Questo libro raccoglie e ci restituisce gli eventi, le
date, i documenti e gli esiti che hanno contrassegnato il percorso e l’esperienza
collettiva della Federazione Democratica Internazionale delle Donne, iniziati
il 1° dicembre 1945 e continuati nel nuovo millennio.
La narrazione degli 80 anni di vita e di lotta della
FDIM e delle organizzazioni ad essa affiliate è frutto in massima parte della
lunga e accurata ricerca compiuta dalla storica russa Galina Galkina, pubblicata
in prima edizione dall’Unione delle donne russe (WUR), organizzazione affiliata
alla FDIM, nel dicembre 2015 in occasione del 70° anniversario.
È una ricerca condotta con rigore, riportata nella sua
cronologia essenziale e ordinata per capitoli, come dice il titolo ad essa
apposto dall’Autrice, alla quale siamo grate per avercela consegnata e averci
consentito di ripubblicarla in diverse lingue, in modo che possa essere
conosciuta e letta da quante più donne possibile, alle diverse latitudini.
Se è vero che ogni anniversario è un appuntamento con la memoria, della
quale ci sentiamo custodi responsabili, perché possa essere consegnata alla
storia collettiva globale, la pubblicazione di questo libro risponde al
nostro desiderio di consegnare il filo narrativo della grande storia della
FDIM, che ci è stato trasmesso dalle nostre madri fondatrici, alle nuove
generazioni di donne che oggi difendono con le loro lotte i loro diritti e le conquiste
di emancipazione dalle catene dello sfruttamento e dell’oppressione
capitalistica e patriarcale, con la raccomandazione di far sì che esso non si
spezzi.
Tanto più che, oggi, l’imperversare nefasto dell’ideologia
neoliberalista e l’uso manipolatorio dei grandi mezzi di comunicazione di massa agevolano
lo “smarrimento della memoria” e incoraggiano il senso comune ad allontanarsi
da un passato giudicato "inutilizzabile" per i bisogni del presente.
Tale operazione manipolatoria mira a nascondere le
ragioni di quei soggetti collettivi – donne, classi lavoratrici, popoli oppressi
– che si sono affacciati alla ribalta della storia grazie alla presa di
coscienza collettiva e attraverso durissime lotte di liberazione. E a ricacciarne
l’esistenza nelle forme tradizionali di subalternità, tornando ad imporre forme
di sfruttamento ancora più pervasive, a tutela esclusiva dei privilegi delle
vecchie élite dominanti.
Non a caso in coincidenza con il ritorno alla carica,
a latitudini diverse, di una destra neofascista revanscista e violenta che
vorrebbe riscrivere la storia a suo modo, nell’intento di cancellare dalla
mappa concettuale delle nuove generazioni l’idea stessa – che guidò le nostre
madri costituenti nella fondazione della FDIM ottant’anni fa – di una
costruzione differente di futuro.
Nei primi quattro capitoli del libro, il percorso
compiuto dalla fondazione fino all’ingresso nel terzo millennio è ricostruito per
tematiche: la costituzione della FDIM, le lotte per l’uguaglianza dei diritti e
la dignità delle donne, l’impegno per assicurare all’infanzia uscita dalla
tragedia della seconda guerra mondiale un futuro felice, la mobilitazione per
la pace e la sicurezza globale nel corso dei decenni.
Il cammino percorso riflette le ragioni e le finalità
proclamate nella Carta adottata nel congresso costituente del 1945, alla quale
la FDIM è rimasta fedele, nel difendere e promuovere i diritti delle donne in
senso più ampio, agire contro ogni forma di discriminazione, razzismo e
apartheid, lottare per la pace e il diritto all’autodeterminazione delle
persone e dei popoli, come prerequisiti della piena uguaglianza; rendere realtà
l’ambiziosa promessa di Eugenie Cotton, prima presidente della Federazione, di
«preparare il mondo intero all’avvento della donna di domani».