07/04/13

TUNISI

DICHIARAZIONE DELL'INIZIATIVA INTERNAZIONALE  DONNE
 AL FORUM SOCIALE MONDIALE

Tunisi, 30 marzo 2013
Ci rallegriamo delle  folta presenza di donne, di associazioni di donne e di femministe che hanno partecipato al Forum Sociale Mondiale a Tunisi nel marzo 2013 ed hanno espresso la loro solidarietà a tutte le lotte delle donne in ogni parte del mondo, in particolare a quelle nella regione araba.
Le diverse iniziative che si sono tenute nella settimana di attività del Forum Sociale hanno messo in evidenza una comunanza di analisi su quanto segue:
- le politiche di austerità e il neoliberismo mondializzato toccano soprattutto le donne e colpiscono sempre più duramente i popoli;
- le  guerre in ogni luogo del mondo   (Palestina, Siria, Libano, Mali, Congo…) utilizzano i corpi delle donne come armi  da guerra e aumentano lo sfruttamento sessuale ( stupri, matrimoni forzati e/o precoci);
- l'influenza sempre maggiore  dei fondamentalisti e del potere religioso sulla politica , che s'inscrive  nel quadro di una ristrutturazione del mercato globale , minaccia fortemente l'emancipazione delle donne. L'obiettivo di tale influenza è quello di instaurare una società post rivoluzionaria fondata su un nuovo potere teocratico che metta  in discussione lo Stato di diritto e consenta  al sistema patriarcale di  avvalersi di un'impronta di religiosità.
La posta in gioco sono i diritti delle donne messi in discussione dal diffondersi di una violenza quotidiana che tende ad escludere le donne dalla sfera pubblica; queste politiche reazionarie sono parte integrante delle politiche neoliberiste che vogliono imporre l'austerità in tutto il mondo.

06/04/13

Grecia ai tempi della Troika

Contro il debito che uccide una sola speranza : 

solidarietà attiva e resistere tutte insieme!

di Sonia Mitralia
(Iniziativa delle donne contro il debito e le misure d’austerità, Grecia)
Trad. a cura di Rete di donne nella crisi, Firenze

In Grecia noi donne stiamo subendo un regresso storico senza precedenti nei nostri diritti e nella nostra vita quotidiana. Ed ecco in cosa si riassume questa vita quotidiana nella Grecia ai tempi della Troika: insicurezza e miseria estreme, repressione e dipendenze, violenze, esclusione dall’accesso alle cure e…disperazione!
Disperazione perché la Troika e i suoi servitori locali persistono, sadicamente e sempre di più, in questa politica catastrofica e improduttiva che ha già demolito lo stato previdenziale in meno di tre anni, ha fatto andare in pezzi l’economia, ha provocato la recessione, la disoccupazione di massa…
Le cifre del debito sono spietate: il debito pubblico era di 299 miliardi di dollari nel 2009, ossia il 129,3 del PIL prima degli accordi con la Troika. Nell’anno 2011, secondo le cifre del governo, ha superato i 368 miliardi, 169% del PIL e secondo altre stime potrebbe superare il 200% nel 2020.
Come non disperarsi, quando la maggioranza schiacciante della popolazione, uomini e donne,subisce gli effetti disastrosi di queste politiche, che non risolvono il problema del debito e ci fanno sempre di più sprofondare nella crisi umanitaria, nel caos, sempre di più, e tutto ciò… per niente!

04/04/13

Dieci saggi per l'Italia

SAGGI SI... SAGGE NO?

di Antonia Sani
Il Paese delle Donne on line, http://www.womenews
 
Non si hanno parole per questa nomina unisex di 10 saggi per dipanare l’intricata matassa della formazione del nuovo governo. Ma come? Se le donne sono considerate le vere artefici di possibili percorsi di pace nelle situazioni di conflitto...Evidentemente il nostro presidente Napolitano non ha mai letto la famosa delibera dell’ONU (CSUN n.1325 /2000) di cui tutto il mondo si occupa, che attribuisce alle donne ruoli fondamentali nella prevenzione e gestione dei conflitti...non solo armati.

24/03/13

Palestina

Giornata della Terra

In Medio Oriente la tragedia dell'esilio del popolo palestinese è iniziata nel 1948 con la guerra arabo-israeliana; durante tale conflitto più di 700.000 arabi palestinesi abbandonarono o furono espulsi dalle loro città e dai loro villaggi e si videro rifiiutare il diritto al ritorno nelle proprie terre, sia durante sia al termine del conflitto.
In quell'occasione fu creata dalle Nazioni Unite una apposita agenzia (UNRWA), con il compito di assistere i rifugiati palestinesi e i loro discendenti; il loro numero è cresciuto dalla cifra di 914.000 del 1950 a quella di oltre 5 milioni nel 2012. È da notare che la maggior parte di loro vive nei paesi arabi circostanti, e continua a subire le conseguenze delle varie guerre (Iraq, Libano, Siria...) che continuano ad avvenire in quella parte del mondo, essendo quindi costretti a fuggire nuovamente.
I palestinesi continuano ad essere legati alla loro terra di origine; il 30 marzo, infatti, celebrano la “Giornata della Terra”, che ricorda una strage avvenuta nel 1976 durante una manifestazione contro gli espropri.
Il loro legame non si limita alle parti di teritorio che hanno perso; comprende anche il sentimento di perdita delle radici storiche e culturali; per questo chiedono il diritto a ritornare nelle case e nei territori che gli sono stati tolti, ma anche di essere riconosciuti, di avere cittadinanza e pari diritti ovunque si siano stabiliti.

Donne in Nero della Casa delle Donne di Torino

Siria

Tragedie che non finiscono


La guerra in Siria ha compiuto due anni il 15 marzo ma ormai suscita ben poco interesse, eppure i rifugiati e profughi nei paesi vicini sono ormai oltre un milione, di cui il 75% donne e bambini.
Tre milioni sono gli sfollati interni e migliaia di persone continuano ad attraversare i confini ogni giorno.
I paesi circostanti, che accolgono un così grande numero di persone povere e disperate, hanno difficoltà a fornire loro il sostegno necessario: perché sono paesi con popolazioni piccole, hanno scarse risorse e possibilità ridotte di fornire energia, acqua, servizi sanitari ed educativi.
Ma ancora più pesante è l'impatto sulle persone costrette a fuggire perdendo la casa, tutti i loro beni, la rete delle relazioni famigliari, di amicizia, il lavoro, la scuola: in una parola tutto ciò che ha costituito la normalità delle giornate e della vita.
Queste situazioni non si risolvono in breve tempo: quasi sempre non finiscono con l'emergenza e durano decenni.

Donne in Nero della Casa delle Donne di Torino
http://www.casadelledonnetorino.it/

23/03/13

WILPF

Riflettendo su CSW 57: il bene e il male

di Maria Butler e Abigail Ruane
PeaceWomen Enews (Wilpf), Edition 147, March 2013

Due settimane di trattative, eventi, azioni di sensibilizzazione e networking presso la Commissione sullo Status delle Donne (CSW), sono giunti al termine. Migliaia di gruppi di donne e attivisti si sono riuniti a New York per lavorare per l'eliminazione e la prevenzione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. I giochi politici e le manovre durante i negoziati, hanno fatto sì che le Conclusioni concordate venissero contestate e il consenso fosse difficile. Tuttavia, alla fine, gli Stati sono riusciti a evitare di ripetere fallimento dello scorso anno e un accordo è stato raggiunto. Abbiamo certamente visto il bene e il male di negoziati politici sulla parità di genere.

22/03/13

Habemus Papam

Il patriarcato ha vinto su tutta la linea?

di Lidia Menapace
www.italialaica.it

Stavo guardando il tg3 delle 19, come sempre quando sono a casa ed  è arrivata la notizia e la vista della fumata bianca che ha mandato in pezzi tutti i discorsi  sul nuovo papa. Sono rimasta a seguire tutta la trasmissione fino alla fine.
Il nuovo papa mi ha fatto una grande impressione per la sua prestanza e imponenza fisica, soverchiava di tutta la testa i circostanti, era fermo e non emozionato. Ha mostrato subito una grande abilità comunicativa con il parlare  semplice e le battute, ha inaugurato un simbolico gestuale  notevole, come quello di chiedere al popolo che pregasse per lui e lo benedicesse prima che il papa benedicesse il popolo, ho notato che usa abitualmente il linguaggio inclusivo fratelli e sorelle, uomini e donne.

14/03/13

Wilpf Italia


Cara Teresa Mattei...


La WILPF Italia ha appreso con dolore la scomparsa dell’ultima “madre costituente” ancora in vita. Teresa Mattei è stata per noi tutte un simbolo di coerenza, mai incrinata nei suoi lunghi 92 anni. Partigiana nella resistenza, eletta con altre 20 donne all’Assemblea costituente all’età di 25 anni nelle liste del PCI, sappiamo che si era impegnata particolarmente nella redazione dell’art.3 della Costituzione , quello che imprime alla nostra Carta il peculiare carattere programmatico ponendo come primo compito della Repubblica la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese….