06/03/24

8 marzo 2024 / Contro la loro economia di guerra, la nostra economia di cura!

 Appello dell’Assemblea Femminista del Forum Europeo delle forze progressiste, ambientaliste e di sinistra

Madrid novembre 2023, Forum Europeo delle forze di sinistra,verdi e progressiste (sessione per la Palestina)

Questo 8 marzo, l’Assemblea femminista del Forum Europeo delle forze progressiste, ambientaliste e di sinistra mette al centro l’economia della cura, che preserva la vita delle persone, degli animali e della natura in un mondo in PACE. Mentre le forze neoliberiste ottusamente patriarcali, in Europa e nel mondo, sostengono l’economia di guerra che uccide, sfrutta e sottomette le persone e il pianeta in un mondo in GUERRA.

Sosteniamo un’Europa femminista che difenda la pace contro le guerre, valorizzi la vita finanziando la cura e non gli armamenti e il militarismo!

Le guerre aggravano il fenomeno della femminilizzazione della povertà perché spostano gli investimenti verso le armi sottraendoli al sociale - di cui soprattutto le donne, in quanto più precarie, hanno bisogno - perché incentivano le migrazioni delle donne, che fuggono dai conflitti e finiscono per essere sfruttate sul lavoro o come vittime delle reti della tratta.

Loro, i signori della guerra, vogliono che siamo sfruttate in casa e sul lavoro. Vogliono che non siamo protette da ogni violenza sessista, quella domestica, quella sessuale fino al femminicidio. Ci vogliono senza diritti fondamentali, a partire dal diritto di decidere sul nostro corpo, sulla nostra maternità, sulla nostra sessualità o sul nostro orientamento sessuale e identità di genere. Ci vogliono schiave e al loro servizio sessuale e riproduttivo.

Noi femministe chiediamo che il lavoro di cura venga riconosciuto affinché smetta di essere un sovraccarico per le donne e che sia distribuito tra amministrazioni, uomini, donne e imprese.

La mancanza di corresponsabilità nel lavoro di cura aggrava la disuguaglianza di genere, perché toglie tempo alle donne che intendono dedicarsi alla propria formazione e ciò rende loro impossibile entrare nel mercato del lavoro a orario pieno, incidendo sulle loro carriere professionali, così che il divario salariale e pensionistico peggiora. Un lavoro di cura che, messo sul mercato, viene svolto in cambio dei bassi salari e di condizioni precarie che generalmente ricadono sulle donne migranti.

Chiediamo il riconoscimento del lavoro di cura e che gli Stati europei sviluppino azioni politiche che favoriscano la corresponsabilità della cura tra uomini, donne e aziende e la promozione di sistemi di assistenza pubblica universali.

Occorre garantire l’accesso ai servizi pubblici universali di sanità e istruzione e l’accesso ai beni naturali, per eliminare la povertà energetica di cui soffrono soprattutto le persone che vivono in nuclei familiari a bassa intensità di lavoro, tra cui soprattutto le donne anziane sole o con minori a loro carico.

Non possiamo parlare di progresso se non c’è pace. La pace è necessaria per garantire i diritti umani fondamentali e riaffermare i diritti umani delle donne. Nelle guerre economiche e militari, i diritti delle donne diventano invisibili.

Perché vogliamo un’Europa femminista che difenda i diritti umani di tutte le donne, perché vogliamo un’Europa che metta fine alla femminilizzazione della povertà, è urgente fermare l’avanzata dei governi fascisti in Europa e impedire l’avanzata dell’estrema destra al Parlamento europeo.

Perché vogliamo un’Europa rispettosa della sovranità dei popoli, perché vogliamo un mondo in Pace, questo 8 marzo dichiariamo lo sciopero femminista per i nostri diritti e in solidarietà con le donne palestinesi che vengono massacrate.

Gridiamo: cessate il fuoco in Palestina e aiuti umanitari urgenti!

#8M #8M2024


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