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28/06/22

Madrid 2022 / Per una grande alleanza delle donne e dei popoli del mondo

Dal  Vertice per la Pace di Madrid riportiamo l’intervento di AdaDonno (vicepresidente FDIM per l'Europa) nel panel 8 su “Unità delle donne contro l’imperialismo”


Care compagne e cari compagni, vorrei aggiungere alcune rapide riflessioni, per punti, sul tema dell'unità delle donne contro l'imperialismo, che è molto vasto ed è stato già illustrato ampiamente dalla compagna Regina Marques.

Innanzitutto riguardo al momento politico che stiamo vivendo, che è cruciale. L'emergenza della pandemia fino a ieri, e ora la guerra in Ucraina insieme alle conseguenze economiche delle sanzioni contro la Russia, di cui sentiamo già gli effetti in Europa (e sempre più li sentiremo nei mesi futuri), hanno aggravato le disuguaglianze e le discriminazioni preesistenti legate alle politiche neoliberiste e all'ordine mondiale imperialista unipolare capeggiato dagli USA.

Sembra che ci troviamo di fronte a un'alternativa, dove la prima opzione è che il capitalismo patriarcale, sempre più autoritario e militarista occupi tutti gli spazi politici, criminalizzando le proteste sociali, riprendendo la brutale concentrazione della ricchezza, distruggendo la natura, commercializzando tutte le strutture di riproduzione della vita, lanciando nuove corse agli armamenti e nuove guerre.

In questa opzione, ovviamente, regrediranno anche i diritti sociali e i diritti delle donne.

Ada Donno vicepresidente FDIM Europa

L'altra opzione è che noi donne e i popoli del mondo, in una grande alleanza, riusciamo a raggiungere l’obiettivo di affermare un concetto diverso di sicurezza umana, smilitarizzata, come è stato detto ieri nella sessione di apertura di questo Vertice per la Pace.

Credo che noi femministe abbiamo parole decisive da dire al riguardo, perché siamo noi che abbiamo messo in discussione alle sue radici il vecchio ordine sociale patriarcale, su cui si è innestato il sistema dell'accumulazione capitalistica che per secoli ha escluso ed emarginato le donne.

Vorrei aggiungere che il nostro femminismo, il femminismo della FDIM, è un movimento mondiale capace di coniugare la visione del genere con quella di classe, la lotta di genere con la lotta di classe. È una visione che vuole che tutte e tutti, non solo le minoranze privilegiate, possano vivere una vita dignitosa in un ambiente sano, in una società giusta, equa e pacifica, in condizioni di vera sicurezza umana.

Il nostro impegno è perciò quello di costruire ovunque reti di donne più ampie e forti per affrontare la questione della sicurezza da una prospettiva di genere, con particolare attenzione ai bisogni delle comunità più vulnerabili nel mondo.

Cumbre por la Paz: Unidad de las mujeres en lucha contra el imperialismo

Madrid 25 giugno 2022. La FDIM  cura il panel 8 del Vertice per la Pace su "Unità delle donne in lotta contro l'imperialismo". La situazione delle donne in America e nei Caraibi nell'attuale contesto politico riferita da ALICIA CAMPOS PEREZ, di FDIM Cuba.



Da Cuba, ricordando il nostro José Martí che diceva "Patria è l'umanità", salutiamo questa opportunità d’incontrarci e riflettere sulla situazione che stiamo vivendo oggi, nonché di concepire azioni comuni alla ricerca di un mondo dove poter globalizzare la pace e la solidarietà.

Stiamo assistendo a una nuova ricomposizione geopolitica mondiale in uno scenario di gravi minacce alla pace, una crescente corsa agli armamenti, la riproposizione della guerra fredda e l’acuirsi delle contraddizioni tra i principali poli del potere.

La crisi sistemica e multidimensionale su scala globale, aggravata dall'impatto della pandemia di COVID-19, con le sue ondate cicliche di contagio, è proseguita, aggravando gli squilibri strutturali, le iniquità e le disuguaglianze che il capitalismo neoliberista ha imposto all'umanità.

La crisi economica, sociale e finanziaria che colpisce particolarmente le maggioranze espropriate, è riprodotta ed esacerbata dal grave deterioramento ecologico, dall'aumento dei flussi migratori incontrollati, dal terrorismo internazionale e dall'inasprimento dei conflitti regionali e internazionali.

In America Latina e nei Caraibi si è intensificata l'offensiva imperiale della destra e della estrema destra contro i movimenti progressisti e di sinistra, portando ingovernabilità, instabilità politica e disordini sociali.

Da ds. Ada Donno (Italia), Nirva Camacho (Venezuela), Lorena Peña
 presidente FDIM, Cristina Simò (Spagna), Regina Marques (Portogallo),
Alicia Campos Perez (Cuba)

Nonostante i pervicaci tentativi dell'impero e dei suoi alleati nella regione e nel mondo, e malgrado il disfattismo che essi riescono a imporre in molti circoli politici e intellettuali, la Rivoluzione Bolivariana in Venezuela e la rivoluzione democratica e culturale in Bolivia resistono e combattono con dignità; in Nicaragua, il processo sandinista resiste alla prolungata aggressione nordamericana e alla controrivoluzione interna; e la Rivoluzione Cubana continua il suo corso indefettibile e determinato verso il socialismo.

In questo quadro di lotte per preservare le suddette esperienze di governo di sinistra, progressista e antimperialista, diventa un imperativo politico articolare l'unità e la solidarietà più solida, coerente e sistematica con ciascuna di esse. L'imperialismo e i suoi alleati cercano di ottenere esattamente l'opposto. Ci sono abbastanza esempi nella storia dell'America Latina e dei Caraibi che dimostrano che quando c'è unità, leadership politica determinata e capace, obiettivi chiari di lotta e forza morale, si moltiplicano le opzioni per contenere qualsiasi offensiva controrivoluzionaria e, ancor più, per batterla.

Le nuove politiche interventiste oggi non si preoccupano di presentare argomentazioni o pretesti convincenti. Non esitano a utilizzare la cinica e aperta dichiarazione di minacce basate su pressioni di ogni tipo e sull'uso della forza -compresa quella militare- insieme alla reiterazione di menzogne ​​e calunnie, come supporti ideologici di una strategia destabilizzante, con l'appoggio degli sviluppi tecnologici e informatici. Le azioni sovversive contro la società civile latinoamericana vengono riprese con nuovi format, incentrati sui loro livelli di base, comunitari e territoriali; ancora una volta, si fa appello alla diplomazia pubblica e alla risignificazione di concetti come transizione democratica, cambio di regime e Stati falliti per legittimare l'ingerenza imperiale e la restaurazione neoliberista.

In questo contesto politico, nella nostra regione e nel mondo è sopraggiunta la terribile pandemia che ha mietuto troppe vittime e lasciato un segno profondo sulla salute fisica e psicologica degli individui e delle famiglie, lasciando il mondo in una profonda crisi economica.

La mancanza di volontà politica e l'incapacità di molti governi di agire secondo gli obblighi che derivano dalla loro responsabilità storica e dalla loro posizione attuale, continua a riflettersi nella pratica quotidiana, cosa che si evidenzia nell'aumento della povertà, della fame, della malnutrizione, disoccupazione, disuguaglianza e precarietà, il tutto aggravato dalle conseguenze dell'attuale crisi mondiale.

Dal punto di vista economico, la nostra regione non sembra essere la più colpita dalla crisi, ma nonostante i dati a livello macro rivelino una situazione di migliore condizione e funzionamento delle dinamiche economiche rispetto ad altre aree, continua ad essere quella con la maggiore iniquità, quella con la maggiore polarizzazione dell'appropriazione della ricchezza e della distribuzione del reddito.

Nella nostra regione la femminilizzazione della povertà diventa ogni giorno più visibile, le donne e le ragazze sono le più colpite dalla crisi, dalla pandemia, dalle guerre, dalle sparizioni forzate, dalle migrazioni, dalla tratta di esseri umani, dalla violenza di genere e intrafamiliare, dai femmicidi e femminicidi, e il godimento e il rispetto dei loro diritti umani.

Nel 2021 il tasso di partecipazione femminile all'occupazione era del 49,7% mentre quello maschile del 71,5%. C'è stato un forte rallentamento. Molte donne che hanno bisogno e vogliono lavorare non sono state in grado di farlo a causa del carico di mansioni di assistenza domiciliare (11,8%).

In America Latina, il tempo delle donne dedicato al lavoro domestico non retribuito rappresenta il 73% e quello degli uomini il 27%. Per le donne che lavorano nel settore formale dell'economia, le responsabilità lavorative, attraverso la modalità del "telelavoro", si aggiungono alla vita quotidiana come nuova forma di sfruttamento del modello neoliberista. Più del 50% delle donne in età produttiva, invece, lavora in modo informale, quasi il 40% è impiegata nel settore dei beni e servizi, del commercio, della ristorazione, del lavoro domestico, settori più colpiti dalla crisi economica per gli effetti del coronavirus.

In questo contesto politico, le donne si battono anche per il riconoscimento dei loro diritti umani e contro la disuguaglianza di genere, che sta aumentando a causa dell'impatto delle politiche neoliberiste.

In questo modo, in questo movimento sociale ampio, diversificato, attivo e in crescita, le donne costituiscono una forza fondamentale e la lotta al patriarcato è uno dei suoi assi principali, insieme all'antimperialismo e all'antineoliberismo.

09/06/22

VERTICE PER LA PACE A MADRID IL 24-25-26 GIUGNO

DONNE UNITE CONTRO LE GUERRE IMPERIALISTE E PER UNA SICUREZZA ALTERNATIVA  SMILITARIZZATA                 



PLATAFORMA POR LA PAZ, OTAN NO (Spagna) e altre organizzazioni internazionali convocano a Madrid per il 24, 25 e 26 giugno un Vertice per la Pace e contro laNATO, alternativo al Summit militarista dell'Alleanza Atlantica previsto a fine mese nella capitale spagnola.

La Federazione Democratica Internazionale delle Donne, che aderisce alla Piattaforma convocante attraverso il Movimiento Democrático de Mujeres (Spagna), partecipa al Vertice. 

Al centro del Vertice per la Pace, il confronto su un modello di sicurezza alternativo alla NATO, basato sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite, sulla smilitarizzazione della sicurezza e sulla costruzione di una Sicurezza Umana Condivisa, sul divieto e lo smantellamento ecologico dell'arsenale di armi di distruzione di massa, sulla drastica riduzione delle spese militari.

Venerdì 24, ore 17:30 - presso l'Auditorium Marcelino Camacho di Madrid, si terrà la sessione di apertura del Vertice per la Pace con gli interventi delle Piattaforme convocanti e delle organizzazioni internazionali.