Visualizzazione post con etichetta MDM Portogallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MDM Portogallo. Mostra tutti i post

25/06/26

Venezuela / Solidarietà con le vittime, non strumentalizzazione politica della sofferenza

 Di fronte alla tragedia, la risposta prioritaria è la solidarietà”. Dichiarazione della Segreteria Nazionale del Movimento Democratico delle Donne del Portogallo (MDM) sul catastrofico terremoto in Venezuela.


Di fronte a una tragedia della portata di quella che sta colpendo il popolo venezuelano, la risposta fondamentale è la solidarietà, il cordoglio condiviso e la mobilitazione di ogni risorsa possibile per salvare vite, proteggere i sopravvissuti e ricostruire ciò che è andato distrutto. Qualsiasi tentativo di strumentalizzare questa sofferenza a fini politici distorce la realtà e dimostra una profonda mancanza di rispetto verso le vittime.

Nelle ultime ore, in Portogallo, abbiamo assistito a una narrazione mediatica e istituzionale pericolosamente semplicistica, che tenta di collegare la catastrofe sismica in Venezuela al cosiddetto "chavismo" e alla Cina, insinuando che tali governi abbiano sistematicamente ignorato o violato le norme antisismiche di costruzione. Questa narrazione è priva di fondamento in analisi serie e trasforma una tragedia umana in uno strumento di propaganda.

L'ingegneria sismica e le normative antisismiche sono il frutto di decenni di lavoro da parte di comunità scientifiche, università e istituzioni statali in diversi paesi, tra cui Venezuela e Cina. Ridurre l'impegno di migliaia di tecnici, ricercatori e lavoratori a una caricatura politica significa sminuire il lavoro concreto di chi opera sul campo per rendere le città più sicure.

È fuorviante suggerire che solo alcuni paesi o modelli politici "non rispettino le regole". La vulnerabilità sismica è legata a fattori strutturali complessi. Invece di puntare il dito contro il popolo venezuelano, occorre riconoscere la natura strutturale di queste minacce e discutere di soluzioni concrete: prevenzione, finanziamenti, consolidamento degli edifici e sostegno internazionale.

In questo momento, dai media portoghesi e dalle istituzioni pubbliche ci si attende rigore, rispetto e senso di responsabilità. Invece di strumentalizzare la tragedia per lanciare attacchi o allinearsi ad agende geopolitiche, dovrebbero fornire informazioni serie su ciò che è noto e su ciò che ancora non lo è, diffondere le modalità per offrire sostegno, ascoltare le voci venezuelane e rispettare la sovranità di un paese che sta affrontando una situazione drammatica. Un terremoto non è un argomento politico; è una realtà che richiede umanità, scienza e cooperazione.

È anche il momento di riaffermare che il popolo venezuelano vanta una lunga storia di organizzazione di base, movimenti sociali, partecipazione democratica e difesa della propria indipendenza. Tale storia è presente oggi nel modo in cui i vicini si aiutano a vicenda, in cui i volontari si uniscono alle squadre di soccorso e in cui il Paese cerca di ricostruire — con i mezzi a sua disposizione — case, strade e vite distrutte. 

Il coraggio venezuelano non necessita di convalide da parte di osservatori esterni; esso vive nella quotidianità di chi rifiuta di abbandonare il prossimo.

La speranza che affermiamo non è mera retorica. È la fiducia che il popolo venezuelano

— con le sue istituzioni, le organizzazioni di base e la sua storia di resistenza — sarà capace di ricostruire una società caratterizzata da maggiore giustizia, uguaglianza e sicurezza. 

Dal Portogallo, è nostro dovere essere all'altezza di tale coraggio: rifiutando narrazioni stigmatizzanti, denunciando la strumentalizzazione politica della sofferenza e impegnandoci in una solidarietà concreta — che si manifesti attraverso sostegno materiale, cooperazione tecnica, rispetto della sovranità e ascolto delle voci provenienti dal Venezuela.

Oggi, come MDM dichiariamo con chiarezza: siamo al fianco del popolo venezuelano. Piangiamo le vite spezzate, condividiamo l'angoscia di chi cerca i propri familiari dispersi e celebriamo la forza di coloro che, tra le macerie, continuano a credere che la ricostruzione sia possibile. È proprio da questa forza e da questa speranza che desideriamo veder nascere un rapporto di solidarietà e uguaglianza tra i popoli: un rapporto che rifiuti di farsi strumentalizzare da agende che utilizzano la sofferenza come argomento politico.

 

Segreteria nazionale del Movimento Democratico de Mulheres (MDM)

25 giugno 2026

22/06/24

Webinar europeo della FDIM/WIDF / “No alla guerra! Solidarietà dei popoli contro l’imperialismo!”

 

L’Ufficio regionale europeo della Federazione Democratica Internazionale delle Donne invita al webinar che si terrà sabato 29 giugno 2024, dalle ore 18 (ora della Grecia) alle 21, sul tema: “Mobilitiamoci contro la guerra. Rafforziamo la nostra solidarietà con tutti i popoli che subiscono l’aggressione e l’occupazione imperialista. No alla guerra!”.



Interverranno: le organizzazioni europee della FDIM/WIDF, la presidente della FDIM/WIDF, rappresentanti di organizzazioni della FDIM/WIDF da America Latina e Caraibi, Paesi arabi, Africa, Asia; del Consiglio Mondiale della Pace (CMP), della Federazione Sindacale Mondiale (FSM), della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD). 

AGENDA (provvisoria):
- Benvenuto di Christina Skaloubaka, presidente della Federazione delle Donne di Grecia (OGE).
- Introduzione di Mairini Stefanides, co-coordinatrice della regione europea FDIM/WIDF per conto della Federazione delle donne greche (OGE)
- Intervento di Lorena Peña Mendoza, Presidente della FDIM/WIDF.
- Saluto di Iraklis Tsavdaridis, Segretario Esecutivo del World Peace Council (CMP/WPC).
- Saluto di Cinzia Della Porta, del Segretariato della Federazione Mondiale dei Sindacati (FSM/WFTU) e Coordinatrice del Segretariato delle Donne della FSM.
 
Relatrici:
- Ada Donno, vicepresidente della FDIM/WIDF per l’Europa, presidente dell'Associazione Donne della Regione Mediterranea (AWMR), Italia.
- Liz Payne presidente dell'Assemblea Nazionale delle Donne in Gran Bretagna (NAW).
- Eleni Evagorou segretaria organizzativa del Movimento delle donne POGO, Cipro.
- Regina Marques, Movimento Democratico delle Donne (MDM), Portogallo.
- Aslıhan Çakaloğlu dei Comitati di Solidarietà delle Donne (UWEF) Turchia.
- Marta Martin del Movimento Democratico delle Donne (MDM), Spagna.
- Nisreen Morqus, Presidente del Movimento Democratico delle Donne (MDWI), Israele.
- Azar Sepehr dell'Organizzazione democratica delle donne iraniane in Gran Bretagna (DOIW).
Interventi di saluto:
- Intisar Elwazir vicepresidente della FDIM/WIDF per i Paesi Arabi, presidente dell’Unione Generale delle Donne Palestinesi
- Anahí Arizmendi portavoce del Frente Bicentenario de Mujeres 200, Venezuela
- Fernanda Larrainzar, Presidente della Organizacion de Mujeres Trabajadoras de Mexico (OMTM)
- Chiusura e proposta di piano d'azione a cura di Christina Skaloubaka presidente della Federazione delle Donne di Grecia (OGE)
 
È prevista inoltre la presenza di:
Marcia Campos, ex-Presidente della WIDF
Skevi Koukouma, vicepresidente FDIM/WIDF e Segretario generale di POGO, Cipro
• Sig.ra Nguyen Phuong Nhung, Unione Donne del Vietnam (VWU)
• Sig.ra Nguyen Hoang Bich, dell’Unione Donne del Vietnam (VWU)
Elena Linarez, presidente del Movimento delle Donne “Clara Zetkin”, Venezuela
Milena Fiore, AWMR Italia
Rita Carole Rojas Farfan, dell'Union Popular de Mujeres Peruanas, Perù
Yoshiko Saeki, Federazione giapponese delle organizzazioni femminili (FUNDAREN)
Pam Flynn – responsabile del lavoro per la pace nella NAW, Gran Bretagna
Bernadette Keaveney - esecutivo della NAW, Gran Bretagna
Mor Stoller, Movimento Democratico delle Donne (MDWI), Israele
Omiama abu Ras del Movimento Democratico delle Donne (MDWI), Israele
Angela Brandão, Movimento Democratico delle Donne (MDM), Portogallo
Gizem Batı, Comitati di solidarietà femminile (UWEF Turchia)
Serap Emir, Comitati di solidarietà femminile (UWEF Turchia)
 
I lavori si svolgeranno con traduzione simultanea in inglese, spagnolo, arabo.
Per info e richiesta di partecipazione scrivere entro il 25 giugno a: oge.greece@gmail.com

#FDIM/WIDF

09/10/23

MDM Portogallo / Per la Palestina una pace che richiede tempo ed è urgente

 Il grido delle donne per la pace nella Palestina libera e indipendente


Comunicato della segreteria nazionale del Movimento Democratico de Mulheres del Portogallo - 8 ottobre 2023

La recrudescenza improvvisa dello scontro tra Hamas (Palestina) e lo Stato di Israele ha già causato migliaia di morti e feriti e indicibili distruzioni in entrambi i territori.

Ma nulla accade per caso. Ci sono ragioni, che non possiamo ignorare, che hanno portato a questo risultato preoccupante per il popolo della Palestina e del Medio Oriente, ma anche per il popolo di Israele. Gli attacchi delle forze di occupazione israeliane agli insediamenti palestinesi e ai campi profughi, così come la violenza dei coloni e gli arresti arbitrari sono la vita quotidiana che i palestinesi, uomini e donne, giovani e bambini, affrontano ogni giorno. 

Si tratta di un conflitto permanente e umiliante che dura da decenni. Per andare al lavoro. Per andare negli ospedali e nelle scuole.  Gli si impedisce di viaggiare su strade destinate esclusivamente agli israeliani e li si obbliga a lunghe code e ore di attesa ai posti di blocco e ad altre barriere nel proprio paese. Città e persone vivono separate da muri invalicabili ed elettrificati.

L’immediato sostegno dei paesi “occidentali”, e in primo luogo degli Stati Uniti d’America e dell’“impareggiabile” presidente dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen, indica la volontà di intensificare la guerra a favore degli interessi dell’industria degli armamenti, a scapito delle persone.

Israele è attualmente la più grande potenza militare della regione e l’unica a possedere armi nucleari, il che aumenta paure e pericoli. Se alle centinaia di Risoluzioni approvate alle Nazioni Unite fosse seguita la realizzazione di due Stati liberi e indipendenti, non ci troveremmo oggi di fronte all’ennesima ribellione degli oppressi e stremati, in una terra dove già regna l’apartheid.

Il popolo palestinese resiste da decenni a questa oppressione e umiliazione. A nostro avviso, la guerra dichiarata da Israele non farà altro che aggravare il malcontento, la rivolta e la violenza.
Il Movimento Democratico de Mulheres riafferma la sua solidarietà con le donne e il popolo palestinese nel loro diritto inalienabile alla resistenza contro l’occupazione israeliana e riafferma la sua solidarietà con le donne e il popolo israeliano, anch’essi vittime di uno Stato occupante e aggressore.

MDM Portogallo chiede negoziati di pace e la fine della guerra. Solo la pace in Medio Oriente con la soluzione della questione palestinese nel rispetto delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e del diritto internazionale garantirà i diritti inalienabili del popolo palestinese ad una patria libera e indipendente e ad una pace giusta e duratura. 

MDM Portogallo chiede al governo portoghese di assumersi la propria responsabilità costituzionale, intervenendo a favore della creazione dello Stato di Palestina entro i confini del 1967 e con capitale a Gerusalemme Est, garantendo il ritorno dei profughi, la liberazione dei prigionieri, la consacrazione del diritto alla terra e ad una vita dignitosa. 

28/06/22

Cumbre por la Paz: Unidad de las mujeres en lucha contra el imperialismo

Madrid 25 giugno 2022. La FDIM  cura il panel 8 del Vertice per la Pace su "Unità delle donne in lotta contro l'imperialismo". La situazione delle donne in America e nei Caraibi nell'attuale contesto politico riferita da ALICIA CAMPOS PEREZ, di FDIM Cuba.



Da Cuba, ricordando il nostro José Martí che diceva "Patria è l'umanità", salutiamo questa opportunità d’incontrarci e riflettere sulla situazione che stiamo vivendo oggi, nonché di concepire azioni comuni alla ricerca di un mondo dove poter globalizzare la pace e la solidarietà.

Stiamo assistendo a una nuova ricomposizione geopolitica mondiale in uno scenario di gravi minacce alla pace, una crescente corsa agli armamenti, la riproposizione della guerra fredda e l’acuirsi delle contraddizioni tra i principali poli del potere.

La crisi sistemica e multidimensionale su scala globale, aggravata dall'impatto della pandemia di COVID-19, con le sue ondate cicliche di contagio, è proseguita, aggravando gli squilibri strutturali, le iniquità e le disuguaglianze che il capitalismo neoliberista ha imposto all'umanità.

La crisi economica, sociale e finanziaria che colpisce particolarmente le maggioranze espropriate, è riprodotta ed esacerbata dal grave deterioramento ecologico, dall'aumento dei flussi migratori incontrollati, dal terrorismo internazionale e dall'inasprimento dei conflitti regionali e internazionali.

In America Latina e nei Caraibi si è intensificata l'offensiva imperiale della destra e della estrema destra contro i movimenti progressisti e di sinistra, portando ingovernabilità, instabilità politica e disordini sociali.

Da ds. Ada Donno (Italia), Nirva Camacho (Venezuela), Lorena Peña
 presidente FDIM, Cristina Simò (Spagna), Regina Marques (Portogallo),
Alicia Campos Perez (Cuba)

Nonostante i pervicaci tentativi dell'impero e dei suoi alleati nella regione e nel mondo, e malgrado il disfattismo che essi riescono a imporre in molti circoli politici e intellettuali, la Rivoluzione Bolivariana in Venezuela e la rivoluzione democratica e culturale in Bolivia resistono e combattono con dignità; in Nicaragua, il processo sandinista resiste alla prolungata aggressione nordamericana e alla controrivoluzione interna; e la Rivoluzione Cubana continua il suo corso indefettibile e determinato verso il socialismo.

In questo quadro di lotte per preservare le suddette esperienze di governo di sinistra, progressista e antimperialista, diventa un imperativo politico articolare l'unità e la solidarietà più solida, coerente e sistematica con ciascuna di esse. L'imperialismo e i suoi alleati cercano di ottenere esattamente l'opposto. Ci sono abbastanza esempi nella storia dell'America Latina e dei Caraibi che dimostrano che quando c'è unità, leadership politica determinata e capace, obiettivi chiari di lotta e forza morale, si moltiplicano le opzioni per contenere qualsiasi offensiva controrivoluzionaria e, ancor più, per batterla.

Le nuove politiche interventiste oggi non si preoccupano di presentare argomentazioni o pretesti convincenti. Non esitano a utilizzare la cinica e aperta dichiarazione di minacce basate su pressioni di ogni tipo e sull'uso della forza -compresa quella militare- insieme alla reiterazione di menzogne ​​e calunnie, come supporti ideologici di una strategia destabilizzante, con l'appoggio degli sviluppi tecnologici e informatici. Le azioni sovversive contro la società civile latinoamericana vengono riprese con nuovi format, incentrati sui loro livelli di base, comunitari e territoriali; ancora una volta, si fa appello alla diplomazia pubblica e alla risignificazione di concetti come transizione democratica, cambio di regime e Stati falliti per legittimare l'ingerenza imperiale e la restaurazione neoliberista.

In questo contesto politico, nella nostra regione e nel mondo è sopraggiunta la terribile pandemia che ha mietuto troppe vittime e lasciato un segno profondo sulla salute fisica e psicologica degli individui e delle famiglie, lasciando il mondo in una profonda crisi economica.

La mancanza di volontà politica e l'incapacità di molti governi di agire secondo gli obblighi che derivano dalla loro responsabilità storica e dalla loro posizione attuale, continua a riflettersi nella pratica quotidiana, cosa che si evidenzia nell'aumento della povertà, della fame, della malnutrizione, disoccupazione, disuguaglianza e precarietà, il tutto aggravato dalle conseguenze dell'attuale crisi mondiale.

Dal punto di vista economico, la nostra regione non sembra essere la più colpita dalla crisi, ma nonostante i dati a livello macro rivelino una situazione di migliore condizione e funzionamento delle dinamiche economiche rispetto ad altre aree, continua ad essere quella con la maggiore iniquità, quella con la maggiore polarizzazione dell'appropriazione della ricchezza e della distribuzione del reddito.

Nella nostra regione la femminilizzazione della povertà diventa ogni giorno più visibile, le donne e le ragazze sono le più colpite dalla crisi, dalla pandemia, dalle guerre, dalle sparizioni forzate, dalle migrazioni, dalla tratta di esseri umani, dalla violenza di genere e intrafamiliare, dai femmicidi e femminicidi, e il godimento e il rispetto dei loro diritti umani.

Nel 2021 il tasso di partecipazione femminile all'occupazione era del 49,7% mentre quello maschile del 71,5%. C'è stato un forte rallentamento. Molte donne che hanno bisogno e vogliono lavorare non sono state in grado di farlo a causa del carico di mansioni di assistenza domiciliare (11,8%).

In America Latina, il tempo delle donne dedicato al lavoro domestico non retribuito rappresenta il 73% e quello degli uomini il 27%. Per le donne che lavorano nel settore formale dell'economia, le responsabilità lavorative, attraverso la modalità del "telelavoro", si aggiungono alla vita quotidiana come nuova forma di sfruttamento del modello neoliberista. Più del 50% delle donne in età produttiva, invece, lavora in modo informale, quasi il 40% è impiegata nel settore dei beni e servizi, del commercio, della ristorazione, del lavoro domestico, settori più colpiti dalla crisi economica per gli effetti del coronavirus.

In questo contesto politico, le donne si battono anche per il riconoscimento dei loro diritti umani e contro la disuguaglianza di genere, che sta aumentando a causa dell'impatto delle politiche neoliberiste.

In questo modo, in questo movimento sociale ampio, diversificato, attivo e in crescita, le donne costituiscono una forza fondamentale e la lotta al patriarcato è uno dei suoi assi principali, insieme all'antimperialismo e all'antineoliberismo.

28/05/21

Seminario Internazionale a Lisbona / Saluto del Movimento democratico delle donne in Israele


28 maggio 2021, sessione d'aperura presso la Camera Municipale di Loures (Lisbona) del seminario internazionale Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa organizzato da Movimento Democratico de Mulheres insieme a Federacion Democratica Internacionale de Mujeres, doppia modalità on line e in presenza 




Seminário Internacional As mulheres e o mundo do trabalho em Portugal e na Europa 
Acompanhe em directo YouTube https://youtu.be/e97frO7Jxs4

Messaggio di saluto inviato al Seminario dal Movimento delle donne democratiche d’Israele

Care sorelle della WIDF/FDIM e del MDM (Portogallo)

Vogliamo ringraziarvi per il vostro invito a partecipare al seminario internazionale del 28 maggio. Ci scusiamo per il ritardo della nostra risposta e della mancata registrazione per partecipare al seminario, dovuta alle condizioni di insicurezza prevalenti nelle ultime due settimane e della guerra lanciata da Israele contro il popolo palestinese - che subisce l'occupazione israeliana dal 1967- iniziata con le provocazioni di coloni ebrei estremisti a Gerusalemme sotto la protezione della polizia e delle forze armate. Il governo ha ordinato di evacuare decine di case palestinesi nel quartiere di Sheikh-jarrah a Gerusalemme e di impedire ai musulmani di pregare nella moschea di Al-Aksa nel mese più sacro per i musulmani, il Ramadan.

Questa escalation ha causato un'ondata di protesta tra i palestinesi nella regione e nel mondo.

Gaza ha pagato il prezzo più alto: edifici, case, stabilimenti sono stati distrutti dagli aerei militari israeliani, circa 250 persone sono state uccise, tra cui 40 donne, 65 bambini, 20 anziani; 1750 sono i feriti. Inoltre, diverse persone sono state uccise a Gerusalemme e in Cisgiordania nella repressione delle manifestazioni di protesta da parte delle forze di sicurezza israeliane.

Per quanto riguarda i palestinesi in Israele (20 per cento della popolazione) che hanno iniziato a manifestare pacificamente per esprimere la loro solidarietà alla loro gente e contro i bombardamenti aerei su Gaza, l'ingerenza della polizia ha causato due morti, decine di feriti e centinaia di fermi. Azioni violente contro i palestinesi da parte di bande di estremisti sionisti incoraggiati da ministri e membri di destra della Knesset hanno avuto luogo in tutto il paese. Queste azioni hanno causato un'atmosfera di paura e isolamento. Molti lavoratori sono inoltre disoccupati poiché la maggior parte degli imprenditori sono ebrei, i media israeliani pubblicano ancora messaggi razzisti e di incitamento contro i palestinesi che vivono in Israele. La situazione è molto pericolosa nelle città miste, Haifa, Jaffa, Lod e Acri, dove i palestinesi vengono minacciati quotidianamente.

Vi chiediamo di esprimere una condanna della politica di guerra e occupazione del governo israeliano. E anche di trasmettere messaggi alle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza e alla comunità internazionale perché eserciti pressioni su Israele affinché si attenga alle risoluzioni internazionali che hanno stabilito l'istituzione dello Stato palestinese dentro i confini del 1967, con Gerusalemme est come capitale e di garantire una soluzione giusta per milioni di profughi palestinesi.

Questa soluzione giusta e importante salverà l'area da ulteriori guerre e violenze.

Auguriamo al vostro seminario molto successo e vi saremo grate se ci invierete materiali e documentazione relativi al seminario.

La segreteria del Movimento delle donne democratiche d’Israele 







26/05/21

Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa / Programma del seminario


Si tiene con doppia modalità - in video conferenza e in presenza - a Loures (Lisbona) il 28 maggio 2021 il Seminario Internazionale su Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato dal Movimento Democratico de Mulheres insieme alla Federacion Democratica Internacional de Mujeres.
Obiettivo del seminario è offrire uno spazio di riflessione, a partire dal contributo dell'MDM e di altre organizzazioni affiliate e non affiliate alla FDIM, al fine di descrivere evalutare la situazione e i diritti lavorativi delle donne in Portogallo e in altri paesi europei, nell'intento favorire relazioni di alleanza internazionale delle donne nella lotta per il diritto a un lavoro dignitoso, condizione basilare per la promozione e l'esercizio di tutti i diritti e per la crescita sociale.



Sarà possibile seguire il seminario in diretta su.




Qui il programma del seminario:

Seminário Internacional As mulheres e o mundo do trabalho em Portugal e na Europa

28 MAIO 2021 Loures / Portugal

09.30h – Abertura

Bernardino Soares. Palavras do Senhor Presidente da Câmara de Loures

Ana Souto. Palavras de boas-vindas. Objetivos do Seminário. Direcção Nacional do MDM

Ada Donno. Palavras da Vice-Presidente da Federação Democrática Internacional de Mulheres

 

Mesa 1: 10.00h -12.30h

Moderação: Ana Margarida Lopes, Direcção Nacional do MDM.

Ana Isabel Oliveira. Economista bolseira de doutoramento Universidade do Porto.

Os impactos das novas tecnologias nos processos e organização do trabalho das mulheres.

Ada Donno.  Presidente da Associação de Mulheres da Região do Mediterrâneo, AWMR. O efeito do plano financeiro da união europeia, sobre o emprego das mulheres em Itália

Laura Tarrafa. Engenheira do Ambiente. Direcção da Associação de Mulheres Agricultoras e Rurais Portuguesas, MARP. Um campo com direitos. A luta das mulheres agricultoras e rurais.

Brigitte Triems. Presidente da União Democrática de Mulheres da Alemanha, Equilíbrio trabalho-vida – 
reconciliação da vida professional, familiar e pessoal 

Margarida Ferreira. Técnica assessora do Departamento de Ensino Superior e Investigação do SPGL/ FENPROF. Mulheres trabalhadoras do ensino superior e investigação científica em Portugal.

Mina Rasteen, Democratic Organization of Iranian Women, DOIW. Trabalho precário e mulheres no Irão

Raquel Gallego. Enfermeira. Sindicalista, Conselheira Nacional do MDM. Braga: mulher, trabalho e luta.

Mairini Stefanidis. Federação das Mulheres da Grécia, OGE.  A política da União Europeia sobre o trabalho das mulheres é contra a igualdade das mulheres

Sandra Benfica. Direcção Nacional do MDM. Trabalho com direitos, condição fundamental para vencer violências

Rosa Peças. Direcção Nacional do MDM.  O direito das mulheres à proteção social, à reforma e a uma pensão digna.

Maria Alberto Branco. Direcção Nacional do MDM.  Discriminações no mercado de emprego – reflexões e dúvidas.

Fátima Messias. Coordenadora da Comissão para a Igualdade entre Mulheres e Homens, CGTP-IN. A situação das mulheres trabalhadoras em Portugal e o seu papel nos sindicatos.

 

INTERVALO: 12.30h – 14.00h

Mesa 2: 14.00h -16.30h

Moderação: Maria Teresa Neves, Direcção Nacional do MDM.

Sandra Ribeiro. Presidente da Comissão para a Cidadania e a Igualdade de Género, CIG.

Cristina Simó. Presidente de Movimiento Democrático de Mujeres, MDM España. La conciliación y la corresponsabilidad: redistribución de la riqueza y el reparto equitativo del trabajo.

Joana Tomé. Designer, Conselheira Nacional do MDM. A mulher trabalhadora no sector da Cultura – luta e emancipação.

Rita Duarte. Arquitecta. Membro do Movimento dos Trabalhadores em Arquitectura – MTA. Precariedade no trabalho e na vida das jovens mulheres qualificadas. Realidades no sector da arquitectura

Zoraima Prado. Dirigente do Sindicato Enfermeiros Portugueses, Conselheira Nacional do MDM. A situação das enfermeiras, lutas e reivindicações antes e depois COVID19.

Aslihan Cakaloglu – Organização das Mulheres Turcas. Women struggle in Turkey during the pandemic.

Luísa Alves. Dirigente sindical dirigente sindical do CESP. A realidade das trabalhadoras no sector do comércio retalhistas, nas grandes superfícies e no sector social

Tânia Mateus.  Direcção Nacional do MDM. O direito das trabalhadoras à articulação entre a vida profissional, pessoal e familiar em Portugal.

Sandra Pereira. Deputada no Parlamento Europeu. As mulheres. A União Europeia e a luta pela igualdade.

Catarina Morais. Economista, assessora técnica CGTP-IN, Direcção Nacional do MDM. O peso das trabalhadoras por grandes sectores de actividade económica. Emprego/desemprego. A desvalorização do trabalho das mulheres, salários, horários, precariedade. Efeitos Covid 19, teletrabalho, layoff. 

Laura Bottai. Assembleia das Mulheres Comunistas, ADOC. As condições de trabalho na Itália e a crise sanitária, social e económica determinada pela pandemia

Isabel Cruz. Direcção Nacional do MDM. Pelos direitos das mulheres. Por uma verdadeira política de igualdade. 

16.30h – Encerramento

Vereador da Câmara Municipal de Loures*  (sujeito a confirmação)

Lorena Peña. Presidente da Federação Democrática Internacional de Mulheres.

Regina Marques.  Direcção Nacional do MDM. A centralidade do trabalho na vida das mulheres: questionamentos e saídas para a luta emancipadora das mulheres e dos povos. O papel do MDM.

23/05/21

Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa /Seminario


 

Un Seminario Internazionale su Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato da Movimento Democratico de Mulheres insieme alla Federacion Democratica Internacional de Mujeres, si terrà il 28 maggio 2021 con doppia modalità – in videoconferenza e in presenza - nel rispetto delle raccomandazioni sanitarie, a Loures (Lisbona).

Obiettivo del seminario è offrire uno spazio di riflessione, basato sul contributo dell'MDM e di altre organizzazioni affiliate e non affiliate alla FDIM, al fine di valutare la situazione e i diritti lavorativi delle donne in Portogallo e in altri paesi europei. È intento dichiarato delle organizzatrici favorire relazioni di solidarietà nella lotta delle donne per il diritto a lavorare con dignità e diritti, condizione basilare per la promozione e l'esercizio di tutti i diritti civili e sociali e per la crescita sociale complessiva.

Le battute d'arresto nei diritti lavorativi e sociali che contrassegnano la crisi del sistema capitalistico, aggravata dalla pandemia di COVID-19, hanno ripercussioni notevoli con l'aumento delle ingiustizie e delle disuguaglianze e il degrado delle condizioni di lavoro e di vita delle donne di tutte le generazioni in Europa. Sono aumentate la povertà, l'esclusione sociale, le migrazioni, la tratta di esseri umani e la violenza multiforme, la mercificazione del corpo e di tutte le sfere della vita umana, il non rispetto della sovranità dei popoli e della pace nel mondo.

Il seminario si propone di affrontare gli aspetti che consentano di descrivere e valutare la situazione attuale e i diritti delle donne sul lavoro, come ad esempio:

- Aspetti specifici e comuni della situazione e dei diritti delle lavoratrici per professione, qualifica ed età, nonché l'evoluzione del peso delle lavoratrici per ampi settori di attività economica.

- Occupazione e disoccupazione delle donne, peso della precarietà, bassi salari e discriminazioni, le loro conseguenze sul degrado dello status socio-professionale e l'impatto sul diritto alla vita personale, professionale e familiare in relazione all'autonomia economica e sociale, ed in particolare:

- Varie forme di sfruttamento delle lavoratrici nell'industria, nell'agricoltura, nel commercio e nei servizi, la precarietà e i suoi effetti sull'organizzazione e sul progetto di vita delle donne.

- Bassi salari e discriminazione salariale tra donne e uomini, come riflesso delle disuguaglianze e dell'ingiustizia nella distribuzione della ricchezza.

- La deregolamentazione dell'orario di lavoro e la conciliazione tra vita professionale, familiare e personale.

- Limitazioni ai diritti di maternità e paternità, impatti sulla nascita, violenza sul lavoro e le diverse forme che assumono.

- Diritti dei lavoratori e delle lavoratrici in materia di protezione e previdenza sociale, maternità e paternità, disoccupazione, malattia e pensionamento per malattia o vecchiaia.

- Infrastrutture sociali pubbliche nella realizzazione dei diritti delle lavoratrici, dei bambini, delle famiglie monoparentali e dei più vulnerabili.

- Impatti delle nuove tecnologie sui processi e sull'organizzazione del lavoro, in particolare sull'esperienza del telelavoro in condizioni di pandemia.

- La lotta delle lavoratrici per il diritto a lavorare con diritti, per l'aumento dei salari, per i diritti sindacali e sindacali e la contrattazione collettiva, contro la discriminazione salariale e il lavoro precario, e il contributo delle mobilitazioni dell'8 marzo in ogni paese alla difesa dei diritti delle donne e all'espressione delle loro concrete istanze.