10/02/15

Portogallo / MDM

1975-2015/ 40 °anniversario dell'Anno Internazionale della donna


Quest’anno ricorre il 40 ° anniversario dell'Anno internazionale della donna, proclamato dalla Assemblea generale  delle Nazioni Unite, che promossero nel 1975 la prima Conferenza internazionale e le successive Decadi delle Nazioni Unite per le donne (l’ultima fu aperta a Pechino venti anni fa). Per l’occasione del quarantennale, il Consiglio Nazionale del Movimento Democratico delle Donne portoghesi (MDM) in un comunicato auspica la piena realizzazione del dettato costituzionale nel proprio paese, nel ricordo di quell'evento storico, e il ritorno ai “percorsi di Aprile”, avviati in Portogallo con la Rivoluzione dei garofani rossi e che conducono ai diritti delle donne.

Il 1975 fu proclamato Anno internazionale della donna (AID) dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il 7 gennaio di quest'anno, una risoluzione del Consiglio dei Ministri (portoghese ndt) presieduto da Vasco Gonçalves ne ha ratificato la celebrazione in Portogallo "considerando l'alto significato e la tempestività degli obiettivi che l'Anno internazionale della donna si prefigge, vale a dire l'eliminazione di ogni discriminazione di diritto e di fatto nei confronti delle donne, la crescita della partecipazione delle donne alla trasformazione sociale."

09/02/15

Donne in Nero: GIORNATE DELLE MEMORIE

Donne in Nero: GIORNATE DELLE MEMORIE:   La mia grande lezione da Auschwitz è: chi vuole disumanizzare l'altro deve prima essere disumanizzato. Gli oppressori non sono più ve...

08/02/15

Gran Bretagna/ TTIP

Donne inglesi contro il TTIP: perché è una minaccia al nostro sistema sanitario pubblico e al welfare 

da Sisters, periodico della National Assembly of Women (NAW, Gran Bretagna) http://www.sisters.org.uk/

 L’Health and Social Care Act 2012 del governo inglese di coalizione  ha accelerato la svendita del Servizio Sanitario Statale (SSN) alle imprese sanitarie private. Il Transatlantic Trade and Investment Partnership,  partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, ora rischia di rendere ciò irreversibile.


05/02/15

BRUXELLES / SEMINARIO EUROPEO SULLA SALUTE DELLE DONNE


La lotta per un sistema sanitario pubblico e gratuito è una lotta per la vita stessa




Nei giorni 1 e 2 febbraio 2015 l’ufficio di coordinamento europeo della Women’s International Democratic Federation (WIDF) ha tenuto a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, un seminario sui servizi sanitari primari per le donne, con il motto: "La lotta per un servizio sanitario pubblico e gratuito è una lotta per la vita stessa". Al termine dell’incontro, è stata concordata la seguente RISOLUZIONE:

Bruxelles, 2 febbraio 2015

Noi donne riunite a Bruxelles, l’1 e il 2 febbraio 2015, in rappresentanza  delle organizzazioni dell'ufficio di coordinamento europeo della WIDF/FDIM, provenienti da Grecia, Cipro, Portogallo, Italia, Regno Unito, Russia, Spagna, Turchia, dopo ampia e approfondita discussione dichiariamo quanto segue:
La questione della salute, specialmente delle donne lavoratrici e loro famiglie, da lunga data è una delle questioni primarie del movimento internazionale delle donne e della WIDF/FDIM.
Nel corso degli ultimi anni si è registrato un graduale aumento della morbilità e deterioramento della salute soprattutto nei ceti popolari. Ciò va attribuito al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, così come ai cambiamenti drammatici nella sanità pubblica e nel sistema di welfare.
Le donne hanno esigenze aggiuntive e specifiche di assistenza sanitaria e di sicurezza sociale, sia nelle loro funzioni biologiche e sociali di madri sia per la loro posizione ineguale nella società.

L'Unione Europea, dal momento che è governata come unione transnazionale dei capitali e degli Stati che la compongono, come un’alleanza fra lupi, considera Sanità e Welfare non come un diritto sociale, ma come una merce da vendere e da cui ricavare profitti.

Per questo, l’attività di business nel settore della sanità è aumentata, mentre il Servizio sanitario pubblico è stato declassato, come imposto dalla strategia dell'UE: una strategia che obbedisce solo al criterio del rapporto "costi-benefici". In questo contesto, la promozione, la tutela e la salvaguardia della salute sono considerati dei costi per il capitale e un danno per la competitività. In questo senso, tutte le misure di prevenzione sanitaria, terapia e riabilitazione, non vengono adottate per coprire le reali esigenze delle famiglie lavoratrici. Il criterio è il profitto del capitale e la competitività delle imprese.

Anche il trattato attualmente in corso di negoziazione tra l'UE e gli USA (TTIP) costituisce una grave minaccia per la sussistenza di un servizio sanitario pubblico gratuito e deve essere contrastato.

Invece la sanità deve essere un bene sociale, un diritto di ogni essere umano e in particolare delle donne. Non può essere responsabilità di una singola famiglia o di un individuo. Deve essere responsabilità e obbligo dello Stato garantire la salute equamente e gratuitamente a ciascuno/a attraverso un sistema sanitario comune esclusivamente pubblico.

Noi rivendichiamo ciò che ci appartiene dando la priorità alla prevenzione sanitaria e al potenziamento del sistema sanitario pubblico; esigiamo tutto ciò che la scienza e la tecnologia ha da offrire oggi al fine di migliorare la vita di tutte le persone, in particolare quella delle donne dei ceti popolari e di coloro che, producendo tutta la ricchezza, sono oppressi dallo sfruttamento.

Chiediamo: 
- Un servizio sanitario universale sostenuto dalla fiscalità generale, pubblico e gratuito per tutti.
- Prestazioni mediche di prevenzione gratuite per tutte le donne e i bambini.
- Misure volte a garantire che i medicinali siano forniti ai servizi sanitari da un sistema pubblico e gratuito.
- Cure materno-infantili pre e post natali specialistiche gratuite.
- Ospedali e centri sanitari pienamente dotati del personale necessario per andare incontro alle esigenze degli utenti, impiegato a tempo pieno nelle strutture pubbliche.
- Accesso universale e gratuito ai servizi per la salute riproduttiva, ginecologica, per l’aborto e per la cura delle malattie a trasmissione sessuale (STD).
- Servizi di assistenza sanitaria su luoghi di lavoro, scuole, parchi giochi, palestre ecc. con personale specializzato ed esperto della sicurezza appartenente al sistema pubblico e non privato.
- Servizi di assistenza domiciliare pubblica gratuita.
- Abolizione dei ticket e di ogni forma di business nel settore medico sanitario e di welfare, in quanto questo è l'unico modo per ottenere servizi realmente di alto livello, globali e gratuiti per tutti e soprattutto per le donne ei bambini che ne hanno più bisogno.

La lotta per un servizio sanitario pubblico e gratuito è una lotta per la vita stessa, che continueremo a portare avanti senza compromessi

La risoluzione è stata sottoscritta dalle rappresentati delle organizzazioni europee della WIDF che vi hanno partecipato:
Skevi Koukouma, vicepresidente della WIDF e presidente dell’Organizzazione Pancipriota delle Donne (POGO, Cipro)
Ludmila Kuznetzova dell’Unione Donne di Russia  (WUR)
Anita Wright della National Assembly of Women  (NAW, Regno Unito)
Ada Donno dell’Awmr Italia - Associazione donne regione mediterranea.
Regina Marques del Movimento Democratico de Mulheres  (MDM, Portogallo)
Blanca Rivas Conzalez dell’Associazione Donne per i Socialismo (AMS, Spagna)
Cise Midoglu (dell’UWEF, Turchia)
Mairini Stefanidi  della Federazione Donne Greche (OGE) che coordina l’Ufficio Europeo della WIDF

29/01/15

DONNE D'EUROPA

Ora paghiamo il nostro debito alla Grecia!
Le donne tedesche di El-fem hanno inviato una lettera di felicitazioni alle amiche greche di Syriza, dopo la vittoria elettorale del 25 gennaio.

“Care donne di Syriza, le nostre congratulazioni più sentite e solidali per la vostra grande vittoria elettorale! Giorno dopo giorno siamo state letteralmente travolte dalla rapidità con cui Alexis Tsipras  e il suo governo stanno scompaginando in meglio la situazione sociale e politica in Grecia e mandando all’aria i vecchi schemi della Unione Europea neoliberista e antidemocratica. Grazie mille per il segnale chiaro che ci arriva: un'altra Europa è possibile! Ci auguriamo vivamente che tutti noi cogliamo questo segnale e sosteniamo il cambiamento in Grecia, dando nuovo impulso alla lotta nei nostri paesi.
Come donne tedesche ci sentiamo particolarmente in dovere di fare pressione sul nostro governo perché sia pagato il nostro debito di guerra alla Grecia e ci battiamo perché siano garantite alla Grecia le stesse condizioni che la Germania ebbe alla conferenza di Londra del 1953. Allora 21 stati occidentali cancellarono 22,4 miliardi di marchi del debito estero tedesco. I rimanenti 7,4 miliardi potettero essere restituiti a lungo termine, l’ultima rata è stata versata nel 1988. Tra il 1991 e il 1998 la Germania ha concluso accordi di risarcimento con stati come la Polonia, Russia, Ucraina, Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania. ma non con la Grecia! Solo il debito contratto dalla Grecia  per pagare i danni dell’occupazione nazifascista tedesca ammonta effettivamente a 55 miliardi di euro; aggiungendo le riparazioni e i risarcimenti fanno un totale di un numero a tre cifre di miliardi.

16/01/15

Charlie Hebdo

L’OGE condanna l'attentato a  Charlie Hebdo
Comunicato stampa del 10/01/2015

La Federazione delle donne greche (OGE) condanna l'attentato omicida nella redazione della rivista francese "Charlie Hebdo", che ha provocato la morte di 12 persone e il ferimento grave di altri quattro che sono in condizioni critiche, così come gli eventi che sono seguiti nei giorni successivi.

La situazione in Francia, così come in altri paesi europei, ha determinato un quadro di isteria del terrore che, col  pretesto di misure di repressione più efficaci, oggettivamente favorisce i disegni antipopolari, coltivando il clima adatto al razzismo e alla xenofobia.

La risposta a tutto ciò  non può essere che rafforzare la lotta dei lavoratori e delle donne degli strati popolari contro l'imperialismo.

La Federazione delle donne greche si appella alle organizzazioni della WIDF chiedendo il rafforzamento del movimento di solidarietà con i popoli che sono bersaglio dell'imperialismo, nonché la vigilanza davanti al rischio di nuove misure reazionarie adottate per far fronte a "fondamentalisti islamici", jihadisti e "terroristi" che sono creati e nutriti dall'imperialismo stesso.

Donne in Nero: Contro l'estremismo della guerra e dell'odio

Donne in Nero: Contro l'estremismo della guerra e dell'odio:   Ogni atomo di odio che aggiungiamo al mondo lo rende ancor più inospitale.    Nel dicembre di 2014, un gruppo di donne si...

09/01/15

Charlie Hebdo

Condanniamo il vile eccidio di Parigi
Awmr Italia

La nostra condanna per il vile eccidio di Parigi nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo è netta ed inequivocabile, come sempre inequivocabile è la nostra condanna di ogni forma di violenza terroristica, individuale o di Stato, sotto qualsiasi pretesto o motivazione sia perpetrata.
Nel momento in cui condanniamo il fanatismo  degli autori di questa ennesima  strage di uomini e donne inermi, scelti come bersaglio facile e nello stesso tempo di forte “visibilità”, la prima domanda che noi ci poniamo è:  chi ha seminato tanto odio?  Non è  forse esso il frutto marcio delle guerre di aggressione perpetrate dai governi occidentali  in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria?
Al contempo noi vediamo che in Francia, in Italia e negli altri paesi europei, la destra neofascista e neonazista ne approfitta e cerca di trasformare il sentimento di pietà per le vittime della strage di Parigi in una nuova mobilitazione  islamofobica di massa: volutamente esse seminano confusione e spingono i cittadini all'odio verso chiunque professi l'Islam, evocando inesistenti scontri di civiltà, richiedendo il ripristino della pena di morte e  rigide  misure  restrittive e repressive verso gli immigrati.
Si vuole in tal modo convincere l’opinione pubblica che è stata dichiarata una guerra contro la «civiltà e la democrazia»,  che l’Occidente deve «difendersi» potenziando le sue forze militari e proiettandole ovunque nel mondo tale «minaccia » si presenti .
Di fronte a tutto ciò,la seconda domanda che ci poniamo è: a chi giova? La responsabilità delle azioni terroristiche è di chi tira le fila di esse, scopertamente o stando nell’ombra, allo scopo di generare paura e spingere i popoli alla guerra.
Perciò, piangendo le vittime di questo ultimo attacco criminale,  diciamo con forza: basta col terrorismo, individuale e di Stato;  basta con chi soffia sul fuoco della guerra, basta con le guerre imperialiste sempre legate ad interessi economici e alimentate dallo sporco commercio internazionale delle armi.
La pace e l’amicizia fra i popoli prevarranno !


We condemn the Paris cowardly massacre
By AWMR Italy
Our condemnation of the cowardly massacre in Paris at the headquarters of the satirical magazine Charlie Hebdo is clear and unequivocal, as always unequivocal is our condemnation of all forms of individual or State terrorist violence, under any pretext or motivation is perpetrated.
At the time when we condemn the fanaticism of the authors of this latest massacre of unarmed men and women, chosen as easy target and at the same time for its strong "visibility", the first question we ask is: who has sown so much hatred? Is not it the rotten fruit of the aggressive wars perpetrated by US and European governments in Afghanistan, Iraq, Libya, Syria?
At the same time we see that in France, in Italy and in other European countries, the neo-Nazi and neo-fascists try to take advantage and transform the feeling of pity for the victims of this massacre in a new islamophobic mass mobilization: they deliberately are sowing confusion and pushing citizens to hate anyone who is Muslim, they are invoking nonexistent clashes of civilizations and are demanding the restoration of the death penalty and restrictive measures and repressive towards immigrants.
They also try to convince public opinion that a war has been declared against the  "civilization and democracy," so that the Western countries must "defend themselves" by strengthening their military forces and projecting them anywhere in the world this 'threat' is present.
Faced with all this, the second question we ask is: who benefits? Responsible for the terrorist actions is who is pulling the strings, openly or standing in the shadows, in order to generate fear and push the people to war.
Therefore, while crying the victims of this latest criminal attack, we cry out: stop with individual and State terrorism; stop with those who blow the fire of war; stop with the imperialist wars that always are linked to economic interests and fomented by the dirt international arms trade.
Peace and friendship among peoples will prevail!