“Di fronte alla tragedia, la risposta prioritaria è la solidarietà”. Dichiarazione della Segreteria Nazionale del Movimento Democratico delle Donne del Portogallo (MDM) sul catastrofico terremoto in Venezuela.
Di
fronte a una tragedia della portata di quella che sta colpendo il popolo
venezuelano, la risposta fondamentale è la solidarietà, il cordoglio condiviso
e la mobilitazione di ogni risorsa possibile per salvare vite, proteggere i
sopravvissuti e ricostruire ciò che è andato distrutto. Qualsiasi tentativo di
strumentalizzare questa sofferenza a fini politici distorce la realtà e
dimostra una profonda mancanza di rispetto verso le vittime.
Nelle
ultime ore, in Portogallo, abbiamo assistito a una narrazione mediatica e
istituzionale pericolosamente semplicistica, che tenta di collegare la
catastrofe sismica in Venezuela al cosiddetto "chavismo" e alla Cina,
insinuando che tali governi abbiano sistematicamente ignorato o violato le
norme antisismiche di costruzione. Questa narrazione è priva di fondamento in
analisi serie e trasforma una tragedia umana in uno strumento di propaganda.
L'ingegneria
sismica e le normative antisismiche sono il frutto di decenni di lavoro da
parte di comunità scientifiche, università e istituzioni statali in diversi
paesi, tra cui Venezuela e Cina. Ridurre l'impegno di migliaia di tecnici,
ricercatori e lavoratori a una caricatura politica significa sminuire il lavoro
concreto di chi opera sul campo per rendere le città più sicure.
È
fuorviante suggerire che solo alcuni paesi o modelli politici "non
rispettino le regole". La vulnerabilità sismica è legata a fattori
strutturali complessi. Invece di puntare il dito contro il popolo venezuelano,
occorre riconoscere la natura strutturale di queste minacce e discutere di
soluzioni concrete: prevenzione, finanziamenti, consolidamento degli edifici e
sostegno internazionale.
In questo
momento, dai media portoghesi e dalle istituzioni pubbliche ci si attende
rigore, rispetto e senso di responsabilità. Invece di strumentalizzare la
tragedia per lanciare attacchi o allinearsi ad agende geopolitiche, dovrebbero
fornire informazioni serie su ciò che è noto e su ciò che ancora non lo è,
diffondere le modalità per offrire sostegno, ascoltare le voci venezuelane e
rispettare la sovranità di un paese che sta affrontando una situazione
drammatica. Un terremoto non è un argomento politico; è una realtà che richiede
umanità, scienza e cooperazione.
È anche il momento di riaffermare che il popolo venezuelano vanta una lunga storia di organizzazione di base, movimenti sociali, partecipazione democratica e difesa della propria indipendenza. Tale storia è presente oggi nel modo in cui i vicini si aiutano a vicenda, in cui i volontari si uniscono alle squadre di soccorso e in cui il Paese cerca di ricostruire — con i mezzi a sua disposizione — case, strade e vite distrutte.
Il coraggio venezuelano non necessita di convalide da parte di osservatori esterni; esso vive nella quotidianità di chi rifiuta di abbandonare il prossimo.
La
speranza che affermiamo non è mera retorica. È la fiducia che il popolo
venezuelano
— con le sue istituzioni, le organizzazioni di base e la sua storia di resistenza — sarà capace di ricostruire una società caratterizzata da maggiore giustizia, uguaglianza e sicurezza.
Dal Portogallo, è nostro dovere essere all'altezza di tale coraggio: rifiutando narrazioni stigmatizzanti, denunciando la strumentalizzazione politica della sofferenza e impegnandoci in una solidarietà concreta — che si manifesti attraverso sostegno materiale, cooperazione tecnica, rispetto della sovranità e ascolto delle voci provenienti dal Venezuela.
Oggi, come MDM dichiariamo con chiarezza: siamo al fianco del popolo venezuelano. Piangiamo le
vite spezzate, condividiamo l'angoscia di chi cerca i propri familiari dispersi
e celebriamo la forza di coloro che, tra le macerie, continuano a credere che
la ricostruzione sia possibile. È proprio da questa forza e da questa speranza
che desideriamo veder nascere un rapporto di solidarietà e uguaglianza tra i
popoli: un rapporto che rifiuti di farsi strumentalizzare da agende che
utilizzano la sofferenza come argomento politico.
Segreteria
nazionale del Movimento Democratico de Mulheres (MDM)
25 giugno 2026

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