Visualizzazione post con etichetta 8marzo2025. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 8marzo2025. Mostra tutti i post

09/03/25

8 marzo a Beirut / Unire le forze contro la violenza e le molestie, per l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne

 


In occasione dell'8 marzo, Giornata internazionale della donna, su invito dell'Associazione Equality-Warda Boutros (MWB) si è tenuto a Beirut un incontro presso il centro FENASOL, che ha coinvolto un folto gruppo di rappresentanti di associazioni e sindacati libanesi e palestinesi.

 Partendo dalla lettura della situazione libanese in generale, la discussione si è concentrata in particolare sull'aggressione sionista e sulle sue ripercussioni sulle condizioni delle donne, a partire dallo sfollamento e dai suoi effetti, soprattutto nelle aree rurali, fino alla crisi economica e alla violenza nei luoghi di lavoro.

 È emersa la priorità di muoversi nei confronti del governo libanese perché firmi la Convenzione OIL 190, che chiede l'eliminazione di tutte le forme di violenza e molestie, in particolare la violenza di genere.

È stata anche ribadita l'importanza della lotta per emendare la legge sulla nazionalità emanata nel 1925, in modo da stabilire il diritto delle donne libanesi a trasmettere la propria nazionalità ai propri figli, e la legge per proteggere le donne dalla violenza domestica e dal femminicidio.

Un piano d'azione annuale per promuovere tali proposte è stato concordato fra le organizzazioni partecipanti.

Beirut, 9 marzo 2025


08/03/25

Libano / 8 marzo 2025

 Nella Giornata Internazionale delle Donne, insieme lottiamo per una nuova società umana, dove regni l’uguaglianza a scapito della discriminazione, della violenza, dell’aggressione e dello sfruttamento.


Equality-Warda Boutros Association
Beirut, 8 marzo 2025

07/03/25

8 marzo 2025 / Donne contro il riarmo

 Saremo in piazza contro la guerra e il riarmo, sì, ma l’otto marzo! In risposta a una chiamata, venuta da una tribuna mediatica improvvisata, a manifestare il 15 marzo prossimo a Roma in nome di un ambiguo e ingiustificato “orgoglio europeo”,  una dichiarazione pubblica è stata lanciata da un gruppo di donne per motivare il NO deciso al piano di riarmo europeo.


Il 15 marzo c'è chi ci chiama in piazza per manifestare “l’orgoglio europeo”. 

Orgogliose di cosa? Siamo, invece, stanche di guerra: di quelle neocoloniali lontane, in Africa, e di quella più vicina in Ucraina; siamo indignate per la violenza genocida di Israele sul popolo palestinese e per le complicità del governo italiano, della UE e degli USA, che opera attraverso l'invio di armi ad Israele o un silenzioso immobilismo; siamo arrabbiate per la retorica guerresca e la militarizzazione delle coscienze in atto. 

Vogliamo denunciare invece la fortezza Europa responsabile della strage di migranti nei Mediterraneo. Ci scandalizzano gli 800 miliardi che l'imperturbabile Presidente della Commissione Europea ha destinato al piano detto ReArmEurope. Per continuare la guerra in Ucraina e per difendere la UE da non si sa quale incombente minaccia? Soldi che verranno sottratti alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali che già le politiche austere fondate sul debito hanno duramente colpito? 

Noi non saremo in quella piazza. Non si scherza con la guerra. Non si prende in giro la pace.

 Prime firmatarie: Paula Beatriz Amadio, Giuliana Beltrame, Carla Coletti, Ada Donno, Chiara Giunti, Paola Guazzo, Nora Hydez, Alessandra Mecozzi, Sabina Petrucci, Barbara Pettine, Barbara Piccininni, Nicoletta Pirotta, Carla Quaglino, Rosa Rinaldi, Gabriella Rossetti, Patrizia Sentinelli, Gianna Tangolo,…

Per adesioni: femmsdc@gmail.com