Visualizzazione post con etichetta no guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta no guerra. Mostra tutti i post

06/06/26

Guerra in Ucraina / L'esercito ucraino ha un problema reale con i nazisti

"Nella loro smania di controbattere la propaganda russa, le élite occidentali hanno cercato di occultare il fatto che tra le fila del governo di Kiev agiscono gli epigoni del Terzo Reich". Di Marta Havryshko*

https://responsiblestatecraft.org/nazis-in-ukraine-military 

Quando Vladimir Putin lanciò la cosiddetta "operazione speciale" in Ucraina nel febbraio 2022, dichiarò che uno dei suoi obiettivi era la "denazificazione" del Paese. Marta Havryshko, in questo articolo che ci è segnalato dalla rete internazionale Global Women united for Peace against NATO (GWUAN) e che volentieri pubblichiamo, analizza quanto c’è di vero e plausibile in questa narrazione che tuttora il Cremlino utilizza a sostegno della sua propaganda di guerra.

Sia il governo ucraino che l'Occidente hanno reagito respingendo categoricamente l'affermazione, definendola un cinico abuso della storia dell'Olocausto. Politici, organi di stampa, accademici e istituzioni educative occidentali si sono affrettati ad argomentare che la dichiarazione di Putin era fraudolenta. 
Ma nella loro smania di smantellare la propaganda russa, le élite occidentali hanno creato un proprio mito propagandistico: in Ucraina non ci sono nazisti. O, se ci sono, si tratterebbe di eccentrici isolati e privi di influenza. 

Per sostenere questa finzione si è preteso di riabilitare la memoria di Azov, un'unità fondata nel 2014 dal gruppo neonazista Patrioti dell'Ucraina sotto la guida di Andriy Biletsky. Azov è diventata tristemente nota per la sua ideologia estremista, il simbolismo nazista e le accuse di crimini di guerra nel Donbass. Nel 2018, il Congresso degli Stati Uniti ha vietato che il gruppo ricevesse armi, finanziamenti o addestramento dagli Stati Uniti. 

Dopo l'invasione su vasta scala da parte della Russia, quello stigma è svanito quasi da un giorno all'altro. Kiev ha riorganizzato il movimento Azov, separando gli elementi più radicali in una nuova formazione, la 3ª Brigata d'Assalto. I media occidentali l'hanno riabilitata e ripulita. Il linguaggio della "deradicalizzazione" e della "depoliticizzazione" è diventato di uso comune. Mettere in discussione questa narrazione è diventato un tabù, etichettato come "propaganda russa". Il risultato è una cultura del silenzio deliberato. 

Le reti neonaziste sono profondamente radicate in alcune parti della struttura militare ucraina. La loro presenza è visibile in unità come Azov, la Terza Brigata d'Assalto, il Corpo dei Volontari Russi, Bratstvo, il Corpo dei Volontari Tedeschi, Karpatska Sich e altre. Eppure i sostenitori occidentali dell'Ucraina continuano ad armare, finanziare e addestrare queste unità senza un adeguato controllo. 

Ancora più sconcertante è la normalizzazione stessa dell'iconografia nazista. I canali militari ufficiali ucraini e i principali media pubblicano regolarmente immagini di soldati che indossano svastiche, insegne delle Waffen-SS e distintivi legati a gruppi neonazisti come Combat 18 e Misanthropic Division. Questo non è più considerato scandaloso. È stato normalizzato. La cosa più inquietante è che alcune unità militari ucraine hanno incorporato simboli legati al nazismo nelle loro insegne ufficiali.

07/03/25

8 marzo 2025 / Donne contro il riarmo

 Saremo in piazza contro la guerra e il riarmo, sì, ma l’otto marzo! In risposta a una chiamata, venuta da una tribuna mediatica improvvisata, a manifestare il 15 marzo prossimo a Roma in nome di un ambiguo e ingiustificato “orgoglio europeo”,  una dichiarazione pubblica è stata lanciata da un gruppo di donne per motivare il NO deciso al piano di riarmo europeo.


Il 15 marzo c'è chi ci chiama in piazza per manifestare “l’orgoglio europeo”. 

Orgogliose di cosa? Siamo, invece, stanche di guerra: di quelle neocoloniali lontane, in Africa, e di quella più vicina in Ucraina; siamo indignate per la violenza genocida di Israele sul popolo palestinese e per le complicità del governo italiano, della UE e degli USA, che opera attraverso l'invio di armi ad Israele o un silenzioso immobilismo; siamo arrabbiate per la retorica guerresca e la militarizzazione delle coscienze in atto. 

Vogliamo denunciare invece la fortezza Europa responsabile della strage di migranti nei Mediterraneo. Ci scandalizzano gli 800 miliardi che l'imperturbabile Presidente della Commissione Europea ha destinato al piano detto ReArmEurope. Per continuare la guerra in Ucraina e per difendere la UE da non si sa quale incombente minaccia? Soldi che verranno sottratti alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali che già le politiche austere fondate sul debito hanno duramente colpito? 

Noi non saremo in quella piazza. Non si scherza con la guerra. Non si prende in giro la pace.

 Prime firmatarie: Paula Beatriz Amadio, Giuliana Beltrame, Carla Coletti, Ada Donno, Chiara Giunti, Paola Guazzo, Nora Hydez, Alessandra Mecozzi, Sabina Petrucci, Barbara Pettine, Barbara Piccininni, Nicoletta Pirotta, Carla Quaglino, Rosa Rinaldi, Gabriella Rossetti, Patrizia Sentinelli, Gianna Tangolo,…

Per adesioni: femmsdc@gmail.com