05/01/23

NO armi all’Ucraina dall’Italia nel 2023! Non in nostro nome!

 


Il 10 gennaio sarà avviata nel parlamento italiano la discussione sul decreto legge n.185-2022 relativo all’invio di armi dall’Italia all’Ucraina per tutto il 2023, secondo quanto disposto in ambito NATO e Unione Europea.

Noi siamo decisamente contrarie a fornire altre armi all’esercito ucraino. Siamo convinte che alimentare il riarmo dell’Ucraina non aiuti a porre fine alla guerra in atto con la Russia, ma al contrario contribuisca ad allungare il conflitto armato, con il suo carico di morte, distruzione e sofferenze per i popoli.

L’opposizione all’invio di armi all’Ucraina è un sentimento diffuso fra le donne e nell’intera popolazione italiana, molto più di quanto i media mainstream non lascino trapelare: anche quando questo sentimento di opposizione si esprime in azioni di protesta, di esso non viene data notizia.

Non ci facciamo illusioni sul risultato della discussione parlamentare, ma non rinunceremo ad esprimere la nostra volontà contraria sia al riarmo ucraino per tutto il 2023 sia allo stato di cobelligeranza di fatto, deciso per il nostro paese dal governo di destra, in continuità col precedente governo.

Parteciperemo perciò al presidio di protesta che si terrà a Roma davanti al Senato il 10 gennaio e nelle settimane successive parteciperemo ai presidi di protesta che si terranno, per la durata della discussione parlamentare sul decreto legge, anche in altre città davanti ad altre sedi istituzionali, per dire: NON IN NOSTRO NOME!

Diciamo NO alla destinazione di ulteriori risorse economiche al riarmo, soprattutto in questo momento di eccezionali problemi economici per le classi sociali più svantaggiate. Chiediamo la riduzione delle spese militari e che maggiori risorse siano destinate alla sanità pubblica che è sull'orlo del collasso, all’istruzione pubblica che è fondamentale per il futuro delle giovani generazioni, al sostenimento di coloro non hanno il necessario per vivere.

Diciamo NO alle politiche belliciste dei governi europei e chiediamo con forza una efficace mediazione delle Nazioni Unite nel conflitto Ucraino perché si arrivi a una soluzione negoziata che ristabilisca la pace.

Unitamente alle altre forze sociali di opposizione parteciperemo alle azioni di lotta che nei prossimi mesi si svilupperanno per portare il nostro Paese fuori dalla guerra e fuori dalla NATO.

AWMR Italia – Donne della Regione Mediterranea

5 gennaio 2023

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