Come ha osservato Skevi Koukouma nel suo
report sull’incontro, De Santis "in modo entusiastico e orgoglioso" ha
passato in rassegna la storia della NATO con riferimenti a diversi periodi e
poi ha dato la parola alle partecipanti per un breve intervento, ciascuna delle
quali ha fatto riferimento a diverse questioni relative alla propria area
geografica. Io, come colonnello dell'esercito americano in pensione che nel
1970 ha prestato servizio nel sottocomando della NATO delle forze alleate
dell'Europa centrale, ho detto al signor de Santis e alle quattro persone del
suo staff presenti, che le massicce manovre di guerra della NATO al confine
della Federazione Russa e le due nuove basi militari statunitensi in Polonia e
Romania non erano "difensive" ma "offensive" in ogni senso
della parola. Quando ho fatto presente a de Santis che mi sono dimessa da
diplomatico americano nel 2003, all’inizio della guerra in Iraq, egli ha
risposto: «Lo so».
Il report di Skevi Koukouma continua:
«Tutte le intervenute hanno evidenziato l'escalation crescente dell'aggressione
della NATO, la destinazione, insieme all'Unione Europea, di ingenti somme di denaro
ad investimenti nell'industria bellica e nella tecnologia, allo sviluppo dello
scudo antimissile e alla creazione di una rete di basi militari in tutto il
mondo. Ulteriori questioni sollevate sono state il tentativo della NATO di
globalizzare le sue attività, sia attraverso la sua costante espansione verso
est, sia attraverso la creazione di vari partenariati regionali e programmi
satellitari. Coinvolgendo il maggior numero possibile di Stati nei raid e nelle
missioni della NATO per esigenze operative, la NATO si crea una legittimità
politica per i suoi interventi e mina il diritto internazionale e i principi su
cui è stata costruita l'ONU. Dall'Ucraina alla Siria e dall'Africa al Mar
Cinese Meridionale, le forze della NATO svolgono i compiti del braccio armato
dell'imperialismo occidentale. L’andamento della discussione, con i commenti di
De Santis ad ogni intervento, ha fatto capire che i funzionari della NATO
avevano esplorato la biografia di ciascuna delle partecipanti».
L’incontro si è concluso con
l’evidente disaccordo sulla missione della NATO e con l'impegno delle Global
Women di continuare a informare le proprie comunità sul pericolo che la NATO
rappresenta per la pace.
Lasciando il quartier generale della
NATO, abbiamo aperto lo striscione "Ban Uranium Weapons", per
ricordare le ben note orribili conseguenze sanitarie e ambientali delle armi
contenenti uranio impoverito.
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| Nella foto: Bruxelles, 7 luglio 2023. Ada Donno -Italia, Vera Zalka-Ungheria, Ann Wright-USA, Ulla Klotzer-Finlandia, Lea Launokari- Finlandia davanti al quartier generale della NATO. |
Secondo panel:
un webinar sulla NATO in Africa
Link al video: https://youtu.be/iTwK6sBanNw
Il secondo dei panel si è incentrato
sull'Africa. Ricordando che il decennio delle Nazioni Unite per le persone di
origine africana è iniziato il 1 ° gennaio 2015 e terminerà il 31 dicembre
2024, le relatrici hanno confermato il messaggio del decennio delle Nazioni
Unite che chiede "Riconoscimento, sviluppo, giustizia" oltre che di porre
fine alle operazioni militari della NATO e dell'AFRICOM.
Hanno coordinato il webinar: Theresa Al-Amin (virtuale) di Southern
Anti-Racism Network e WILPF USA); George
Friday (virtuale) di National Peace Action Board e WILPF USA; Ernest Gibson Kpordotsi (presente a
Bruxelles) di Global Peace Association of Ghana e dell'International Peace
Bureau, direttore di programmi e progetti presso il Bureau of African Peace in
Ghana.
Sono intervenuti: Nomazotsho Memani, ex membro della legislatura provinciale in Sud
Africa 1994-1999, attivista e avvocato dell'Alta Corte in Sud Africa. Dr. Gnaka Lagoke, docente di storia e di
studi panafricani presso la Lincoln University (PA), nonché membro fondatore
della Convenzione per il Panafricanismo e il Progresso (CPP), www.cpp-ubuntu.org ; Edwick
Madzimure, fondatrice di WILPF Zimbabwe e rappresentante regionale di WILPF
Africa; Khadija Ryadi, difensora dei
diritti umani in Marocco, vincitrice del Premio ONU per la causa dei diritti
umani nel 2013; Coordinatrice del CMODH.
Flash mob in
Piazza Albertina, Bruxelles: “NATO? No, grazie. Investiamo nella pace”
Rivedi il video della manifestazione
qui: https://vimeo.com/843423637
Nel tardo pomeriggio del 7 luglio, le Global
Women, in un evento collaterale alla conferenza, si è unita agli attivisti per
la pace di Bruxelles in una vivace manifestazione nel centro di Bruxelles con
striscioni, musica e azioni interattive.
Le organizzazioni pacifiste e
femminili belghe e internazionali hanno chiesto un'azione di protesta contro i
piani della NATO volti ad aumentare ulteriormente le spese militari al prossimo
vertice di Vilnius. L'aumento della spesa militare non può essere giustificato
mentre le esigenze di bilancio per asili nido, trasporti pubblici, istruzione, accoglienza
dei richiedenti asilo, assistenza sanitaria, misure per la mitigazione del
cambiamento climatico sono così alte. Chiediamo ai responsabili politici di
frenare l'aumento delle spese militari e rendere la sicurezza umana una
priorità investendo nella protezione sociale e ambientale.
Programma
serale – NATO globale o pace globale?
A conclusione dell'intera giornata di
lavori, presso la Pianofabriek si è
tenuto un evento comunitario organizzato da "No to War No to NATO" e Vrede
Belgian peace organization.
Qui si può vedere la registrazione video: https://youtu.be/0rDyBIycrM8
Sono intervenuti: Ludo De Brabander (Vrede vzw – Belgio); Ann Wright (Veterans for Peace – Stati Uniti); Reiner Braun (IPB – Germania); Sophie
Bolt (CND – Regno Unito)
Ha moderato: Lode Vanoost (De
Wereld Morgen – Belgio)
I relatori hanno discusso i principali
problemi della NATO ed esplorato come il movimento per la pace possa essere
rafforzato per raggiungere un sistema di sicurezza internazionale non
militarizzato basato sulla giustizia, la solidarietà e la sostenibilità nel
rispetto delle persone e dell'ambiente. Come contrastare la NATO globale e
rafforzare il movimento per la pace?
Solo pochi anni fa perfino dei leader
potenti hanno dichiarato la NATO "obsoleta" e addirittura
"cerebralmente morta". Dall'invasione russa dell'Ucraina, la
credibilità e la legittimità dell'alleanza militare occidentale sembrano in
crescita più che mai. La Finlandia, tradizionalmente un paese neutrale, è
divenuta un nuovo membro. La Svezia seguirà presto. L'opposizione politica al
massiccio armamento dell'Ucraina – che alimenta la guerra in corso – all'aumento
dei bilanci militari e alla militarizzazione dell'Europa è praticamente
inesistente all'interno degli stati della NATO.
Guidata dagli Stati Uniti, la NATO si
sta sempre più presentando come un attore globale per la difesa della
democrazia e degli interessi dei suoi alleati. La portata globale della NATO e
dei suoi potenti membri alimenta nuove tensioni con potenze rivali come la
Russia e la Cina. Il suo status di possessore di armi nucleari solleva la
terrificante prospettiva di una guerra nucleare.
Il vertice della NATO a Vilnius si
prefigge di confermare e rafforzare il potere della NATO e l'influenza del suo
complesso industriale militare a livello globale. Ciò va a scapito di
un'architettura di sicurezza alternativa basata sulla coesistenza e la
sicurezza umana. L'unilateralismo della NATO sta minando il sistema politico
multilaterale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite.
8 luglio
2023, seconda giornata seminariale
Nella giornata dell’8 luglio si sono
svolti i tre webinar relativi alle aree geografiche di Asia e Indo Pacifico,
America Latina, Usa e Canada.
Il primo – “Asia e Pacifico contro il militarismo” – è stato coordinato da
Ann
Wright di Pacific Peace Network e Veterans
for Peace (Usa) e Dragana Zivancevic di Raising Peace Network (Australia)
Link per rivedere il webinar: https://youtu.be/SXW-zQEktkM
Sono intervenuti: Joy Enomoto – moderatrice virtuale dalle Hawaii, che ha dato il benvenuto
e introdotto il tema con una panoramica su Asia e Pacifico; Dr. Melinda Mann – una donna Darumbal e
South Sea Islander – vincitrice del premio di dottorato Tracey Banivanua Mar
2020 per la sua eccezionale tesi sulle transizioni educative dei giovani
indigeni; Mililani Ganivet – diTahiti, che ha lasciato all'età di 17 anni
per studiare alla Sorbona – studiosa delle vicende e le eredità dei test
nucleari francesi nella Polinesia francese; Monaeka / Naek Flores – artista queer CHamoru e organizzatore di
Guåhan – membro di organizzazioni comunitarie dinamiche che si concentrano
sull'autodeterminazione di CHamoru, sulla giustizia ambientale e sulla
protezione dei siti sacri; Prutehi
Litekyan – Save Ritidian e Independent Guåhan; Judy Ann Miranda – dalle Filippine, Vice Presidente del Partido
Manggagawa, leader sindacale, attivista, difensora dei diritti umani e
femminista; Sung-hee Choi –
partecipa alla lotta contro la base navale di Jeju e la militarizzazione di
Jeju. È anche membro del consiglio coreano del Global Network against Weapons
and Nuclear Power in Space. Vedi www.savejejunow.org ; Shinako Oyakawa è una madre indigena
Ryukyuan, attivista, scrittrice, co-direttrice dell'Associazione di studi
completi per l'indipendenza dei Lew Chewans (ACSIL) e docente dell'Università
di Okinawa, specializzata nella rivitalizzazione della lingua, nella
smilitarizzazione e nella decolonizzazione delle isole Ryukyu; Hanaloa Hēlela, nativo hawaiano
provieniente da una famiglia militare statunitense, è attivo nella
smilitarizzazione delle Hawaii.
Il webinar ha generato numerosi
commenti dal pubblico dal vivo e zoom.
La crescente
presenza della NATO in America Latina
Il successivo webinar geografico è
stato sulla crescente presenza della NATO in America Latina
Facilitatrice: Kristine Karch, co-presidente della rete internazionale "No
alla guerra – NO alla NATO".
Sono intervenuti: Laura Capote (Colombia) giornalista, membro dell'OBSAL
(Osservatorio sulla Congiuntura dell'America Latina e dei Caraibi)
dell'Istituto Tricontinentale e dell'IEALC – UBA (Workgroup on Colombian
Critical Thinking); Rosa Elva Zúñiga
López (Messico), educatrice popolare femminista, segretaria generale del
Consiglio per l'educazione popolare in America Latina e nei Caraibi – CEAAL; Julieta Daza (Colombia/Venezuela),
membro di Juventud Rebelde Colombia e attivista politica e sociale residente in
Venezuela.
Sono pervenuti all’evento saluti da Ucraina, Russia, Afghanistan. Hanno
partecipato di persona a Bruxelles e preso la parola anche donne provenienti da
Afghanistan, Russia e Ucraina che hanno raccontato le loro esperienze nei loro paesi
in guerra.
Nadiia Yefymyshch è nata nell'URSS ed è di nazionalità Komi. Si
è laureata presso l'Università statale di Kiev, in Ucraina, ed è rimasta all'università
come docente. È stata a capo di un progetto educativo a Kiev, il Centro russo
per la scienza e la cultura. Ha partecipato a un progetto di "educazione
ai diritti umani" con il Consiglio d'Europa e il Centro Europeo della
Gioventù di Budapest. È stata moderatrice di "Prevenzione della tratta
delle donne" dal 2018 al 2021 ed è stata vicepresidente del Consiglio
delle minoranze nazionali dell'Ucraina prima di lasciare l'Ucraina. Ora vive a
Budapest, in Ungheria.
Nazia Noory
dall'Afghanistan, attivista della società civile sulle tematiche giovanili e di
genere (UNWomen), fondatrice dell'Afghan Women Alliance for Peace and
development (AWAPD) e attivista della WILPF. Ora vive in Germania, ma gran
parte della sua famiglia rimane in Afghanistan.
Terzo webinar:
fermare la partecipazione di Stati Uniti e Canada alle guerre della NATO
Gli Stati Uniti e il Canada sono
membri chiave dell'organizzazione bellica NATO. Attivisti provenienti da Stati
Uniti e Canada hanno discusso la storia del coinvolgimento dei loro paesi nella
NATO e nelle guerre in Europa e in Afghanistan, chiedendo la fine della NATO
guerrafondaia.
Link al video: https://youtu.be/ddKue3bqeFE
Hanno coordinato il webinar : Ann Wright (Usa), ex colonnello
dell'esercito americano ed ex diplomatica statunitense, s è dimessa nel 2003 in
opposizione alla guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq ; Alley McDonald (Canada, virtuale), Coordinatrice nazionale della Voce
canadese delle donne per la pace (on-line)
Sono intervenuti: Medea Benjamin, attivista politica americana e co-fondatrice di
CodePink: Women For Peace; Joseph Gerson,
direttore del Programma di Sicurezza Economica e di Pace dell'American Friends
Service Committee nel New England, USA; Tamara
Lorincz, dottoranda in Global Governance presso la Balsillie School of
International Affairs della Wilfrid Laurier University, attivista di Canadian Voice
of Women for Peace e della sezione canadese della WILPF; Shivangi Misra, presidente della Lega Internazionale della Lotta
dei Popoli, Canada e avvocato internazionale per i diritti umani con sede a
Ottawa.
9 luglio 2023:
Pianificando future attività comuni
Dopo tre giorni di eventi, domenica 9
luglio 2023 le Global Women for Peace United Against NATO si sono riunite in
assemblea per pianificare azioni future.
In vista del prossimo vertice NATO
previsto a Washington DC, la rete Global Women lancerà la proposta di darsi
appuntamento lì nel luglio 2024. Seguiranno maggiori dettagli.
Intanto si sono costituiti comitati di
lavoro per continuare la riflessione e la discussione sui seguenti temi:
– Militarizzazione delle scuole:
Cristina Ronchieri/Italia, Patrizia Sterpetti/Italia, Dragana
Zivancevic/Australia, Vera Zalka/Ungheria,
– Violenza (NATO) contro le donne e
risoluzione ONU 1325: Alessandra Mecozzi/Italia, Paola Melchiori/Italia, Ada
Donno/Italia, Khadija Ryadi/Marocco
– NATO killer climatico: Tamara
Lorincz/Canada, Liisa Taskinen/Finlandia, Patrizia Sterpetti/Italia, Marinella
Correggia/Italia
– Relazioni col Sud del mondo e movimenti
non allineati: Paola Melchiori/Italia, Patrizia Sterpetti/Italia, Franziska
Kleiner/Germania, Claire Delstanche/Belgio
No alle bombe
a grappolo e alle armi all'uranio impoverito
Con l'annuncio degli Stati Uniti e del
Regno Unito che stavano inviando bombe a grappolo e armi all'uranio impoverito
in Ucraina, la rete Global Women for Peace united against NATO ha adottato una dichiarazione nella quale denuncia l'invio di bombe a grappolo e di armi
all'uranio impoverito e l'uso di queste armi.
Per
saperne di più visita il sito: https://womenagainstnato.org/