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28/09/25

Assata Shakur, presente!

Assata Shakur, al secolo JoAnne Chesimard, militante del movimento di liberazione afro americano negli anni ‘70, è deceduta il 26 settembre a L’Avana, all’età di 78 anni.

Assata Shakur Foto: thewisdomdaily

Condannata negli Usa all’ergastolo, era riuscita ad evadere dalla prigione nel 1984, mediante un’azione a cui prese parte anche l’italiana Silvia Baraldini, e ad espatriare. 

Si rifugiò a Cuba, dove le fu concesso asilo politico e dove ha vissuto al sicuro dalle persecuzioni statunitensi (sulla sua testa l'Fbi aveva messo una taglia da un milione di dollari), continuando ad incarnare gli ideali della liberazione nera che aveva abbracciato fin dal suo primo attivismo nel Black Panther Party. 

Il suo motto era: "Non abbiamo nulla da perdere se non le nostre catene". Il suo esempio continuerà a ispirare chi lotta per la dignità e la libertà dei popoli oppressi e per la giustizia in tutto il mondo. 


31/01/25

OGE (Grecia) / Denunciamo Trump per il reinserimento di Cuba nella “lista dei paesi terroristi”

 Awmr Italia - Donne della Regione Mediterranea si associa alla denuncia della Federazione delle donne greche (OGE) contro la nuova amministrazione Trump negli Stati Uniti e la sua spregevole decisione, fin dal primo giorno del suo mandato, di reinserire Cuba nella lista degli "stati terroristi".

La denuncia delle donne greche prosegue: « Condanniamo inoltre l'atteggiamento ipocrita dell'amministrazione Biden, che ha rimosso Cuba dalla lista appena cinque giorni prima dell'insediamento della nuova amministrazione statunitense. Non dimentichiamo che Biden ha mantenuto Cuba nella lista degli "stati terroristi" durante i suoi quattro anni di mandato e ha attuato le 243 misure punitive adottate dalla prima amministrazione Trump contro Cuba.

«Esprimiamo la nostra piena solidarietà al popolo cubano, in particolare alle donne cubane che subiscono le conseguenze delle barbare decisioni statunitensi e dell'embargo imperialista.

«Intensifichiamo la nostra lotta per la revoca di questa decisione inaccettabile della nuova amministrazione statunitense e per porre fine all'embargo criminale. Continueremo a difendere il diritto del popolo cubano a proseguire sulla strada che ha scelto per sé senza ingerenze straniere.»


31/12/22

Ufficiale: nell’anno nuovo Ana Belén Montes sarà una donna libera

Ana Belén Montes. Foto/Facebook
L’8 gennaio 2023 sarà finalmente scarcerata Ana Belén Montes, ex analista dell'intelligence statunitense presso la Defense Intelligence Agency (DIA), che ha trascorso oltre 20 anni di detenzione nelle condizioni umane più avverse in un carcere manicomiale di massima sicurezza in un'unità militare statunitense. 

Arrestata nel settembre 2001 con l’accusa di "cospirazione a scopo di spionaggio” per aver fornito a Cuba informazioni sui piani di aggressione degli Stati Uniti contro l'isola, Ana Belén Montes fu condannata l’anno dopo. 

Con grande coraggio si dichiarò colpevole delle accuse che le erano state mosse, pur sapendo che avrebbero potuto valerle la pena di morte, così esprimendosi davanti al tribunale federale di Washington DC, il 16 ottobre 2002: «Vostro Onore, mi sono impegnata nell'attività che mi ha portato davanti a voi perché ho obbedito alla mia coscienza piuttosto che alla legge. Ritenendo che la politica del nostro governo nei confronti di Cuba sia crudele e ingiusta, profondamente ostile, mi sono ritenuta moralmente obbligata ad aiutare l'isola a difendersi dai nostri tentativi di imporle i nostri valori e il nostro sistema politico. Abbiamo mostrato intolleranza e disprezzo verso Cuba… non abbiamo mai rispettato il diritto di Cuba a definire il proprio destino, i propri ideali di uguaglianza e giustizia».

Ana Belén Montes fu infine condannata a 25 anni di carcere, a seguito del patteggiamento con la pubblica accusa. Avrebbe potuto essere scarcerata già alla fine del 2021 per buona condotta e inviata agli arresti domiciliari, ma ha dovuto trascorrere ancora un anno in prigione per l’accanita opposizione del tribunale federale. Se non ci saranno ulteriori impedimenti, Ana Belén Montes potrà festeggiare il suo 66° compleanno con la sua famiglia, il 28 febbraio prossimo, per la prima volta dopo 21 anni.

#LibertadParaAnaBelenMontes #Nobloqueo

Qui sotto l’articolo di #Cubainformacion.

06/11/21

CUBA / Addio, Dorita Carcaño

 

Dora Carcaño a Roma nel novembre 2006, durante i lavori del consiglio direttivo della FDIM/WIDF, presso la  Casa internazionale delle Donne  

L’Awmr Italia esprime profonda tristezza per la scomparsa della cara compagna di lotta Dora Carcaño, per molti anni Segretaria Generale della Federazionedelle Donne Cubane e prima coordinatrice dell'Ufficio Regionale per America e Caraibi della Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM).  

Rivoluzionaria della prima ora, Dora nel 1959 aderì alla gioventù socialista cubana e nel 1960 fu tra le fondatrici della Federazione delle Donne Cubane, accanto a Vilma Espín de Castro, divenendone nel 1967 segretaria generale. Mantenne questo incarico fino al 1990, contribuendo fattivamente alla realizzazione delle politiche del governo rivoluzionario che hanno profondamente cambiato la vita delle donne cubane sul piano sociale, giuridico, culturale e simbolico. Nello stesso anno 1990 fu eletta coordinatrice dell'Ufficio regionale per l'America Latina e i Caraibi nella Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM), incarico che le permise di dispiegare anche nelle sedi internazionali le sue riconosciute e apprezzate competenze e capacità.

Addio Dorita. Insieme alle donne cubane trasformeremo il dolore in forza e coltiveremo la grande eredità che ci lasci. Continueranno ad ispirarci la tua tenacia, le tue preziose qualità di mediatrice e di guida che si sono rivelate tanto grandi – specialmente nei momenti difficili che la FDIM ha attraversato – quanto le tue apprezzate doti di sobrietà e semplicità, la tua speciale attitudine ad entrare in comunicazione con le nuove generazioni, consapevole della necessità di trasmettere loro i valori del socialismo rivoluzionario.  Continuerà ad ispirarci il tuo esempio di vita e di lotta radicato nella storia del movimento di liberazione delle donne, delle classi e dei popoli oppressi, per un mondo più solidale, più giusto e più umano.

La presidenza dell’AWMR Italia

6 Novembre 2021

05/11/21

Cuba / Hasta siempre Dora Carcaño

 

Dora Carcaño (nella foto con Ada Donno) a L'Avana
1° dic. 2015 -70° anniversario della FDIM



Un adiós a Dora Carcaño, difensora ad oltranza dei diritti delle donne, per molti anni segretaria generale della Federazione delle donne cubane e prima coordinatrice dell'Ufficio regionale della FDIM per America e Caraibi

 



Con mucho pesar informamos a las organizaciones afiliadas a la FDIM de América y el Caribe, del fallecimiento esta madrugada de la compañera Dora Carcaño.

Dorita, quien fuera por muchos años Secretaria General de la Federación de Mujeres Cubanas, fue fundadora junto a Vilma, y su primera coordinadora, de la Oficina Regional FDIM América yCaribe.

Mujer comprometida con los intereses de las mujeres del mundo, contribuyó con creces al fortalecimiento de la FDIM.

Aún se siente a  Dorita en el hacer de la Fdim América Caribe. Para nosotras las que continuamos su obra, el compromiso de seguir su legado revolucionario y feminista.

Hasta siempre compañera. Por siempre seguiremos su ejemplo.

La Habana, 4 de noviembre de 2021

ORFDIM - Oficina de Coordinación Regional Federación Democrática Internacional de Mujeres América y Caribe 

29/07/21

La Federazione delle Donne Greche (OGE) dice: Cuba non è sola!

Anche il governo greco si è unito alla carovana dei paesi reazionari e pseudo progressisti che hanno co-firmato la dichiarazione del Dipartimento di Stato Usa sulla presunta "repressione del diritto di espressione" a Cuba…


CUBA NON È SOLA!
La recente escalation aggressiva imperialista contro Cuba, il suo popolo e il suo governo è un piano ben organizzato e graduale da parte degli Stati Uniti e degli altri governi dell'UE. Un piano che viene da lontano e punta a colpire il popolo cubano e le conquiste della sua rivoluzione.

Provocatoriamente, nell'attacco si mandano avanti i “diritti umani”, le “libertà” e le “condizioni di vita” del popolo cubano, che da più di 60 anni si trova ad affrontare un blocco economico - commerciale multiforme e unico nella Storia.

Il governo greco che si è precipitato in appoggio degli Stati Uniti cofirmando la dichiarazione congiunta del Dipartimento di Stato e di altri 19 ministri degli esteri, non poteva mancare in questa “carovana” imperialista contro Cuba di reazionari e falsi “progressisti” che accusano Cuba di “arresti di massa” e chiedono “libertà di accesso a internet”….

La dichiarazione congiunta è stata cofirmata dai governi di Stati Uniti, Austria, Brasile, Colombia, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Ecuador, Estonia, Guatemala, Grecia, Honduras, Israele, Lettonia, Lituania, Kosovo, Macedonia del Nord, Bosnia, Polonia, Corea del Sud e Ucraina.

Nello stesso momento in Grecia, per dirne una, si moltiplicano le leggi anti-lavoro, si “arricchisce” la povertà e si intensifica lo sfruttamento dei lavoratori. Il diritto allo sciopero e alle manifestazioni viene ingessato e la gestione antipopolare della pandemia è costata finora la vita a quasi 13mila persone.

Anche il partito Syriza - che ha fatto la sua parte nell’aggravare la politica antipopolare in Grecia - vuole mostrarsi “sostenitore” del popolo cubano. Ma le sue dichiarazioni mancano di riferimenti che dispiacerebbero ai suoi amici transatlantici del governo Biden.

In sostanza Syriza assume la tattica dell’equidistanza “vedendo” nelle immagini distorte della propaganda imperialista e dei troll di internet “le proteste dei cittadini cubani che devono essere trattate nel rispetto della libertà di espressione”.

L'amministrazione Biden non solo mantiene ma rafforza le 243 sanzioni aggiuntive imposte dall'amministrazione Trump nel periodo 2017-2021 che impongono nuove barriere all'accesso di Cuba al carburante e nuove sanzioni alle imprese che commerciano con Cuba. Di queste misure, 50 sono state attuate durante la pandemia.

Gli Stati Uniti, con oltre 600mila morti per coronavirus, vedono nella pandemia un'opportunità per darsi più da fare per "strangolare" il popolo cubano.

Il popolo cubano che con le unghie e i denti, in condizioni avverse e infrastrutture carenti, non solo è riuscito ad affrontare la pandemia molto meglio di altri potenti paesi capitalisti - Cuba ha proceduto in massa alla vaccinazione generale, con una mortalità dello 0,7% (gli USA sono il 2% e in Grecia il 2,6%) -  ma ha anche offerto la sua concreta solidarietà. Come dimenticare l'anno scorso la brigata medica di solidarietà al popolo italiano, che ha contato decine di migliaia di morti per la pandemia?

Così, dopo decenni di blocchi e sanzioni, piani di sovversione dall'interno e dall'esterno, il governo degli Stati Uniti trova…. deficienze a Cuba!! Biden ha affermato provocatoriamente che “gli Stati Uniti stanno dalla parte del popolo di Cuba e della sua richiesta di libertà e liberazione dalla tragica morsa della pandemia e dai decenni di repressione e difficoltà economiche subite dal regime autoritario”!

Da parte sua il capo della politica estera dell'UE Borrell chiede al governo cubano di "ascoltare le proteste" mentre l'UE contribuisce attivamente allo "strangolamento" del popolo cubano.

Ma allo stesso tempo, erompe l'ondata di solidarietà dei popoli del mondo contro tutti questi esponenti dello sfruttamento, dell'ingiustizia, della disuguaglianza, degli embarghi, delle ingerenze e dei piani imperialisti.

Il movimento popolare in Grecia, il movimento femminile della Federazione delle Donne di Grecia (OGE) che nel corso degli anni hanno solidarizzato concretamente col popolo cubano, stanno come sempre dalla parte di Cuba e contro il fronte delle contese e pretese imperialiste globali. Perciò gridiamo:

CUBA NON È SOLA!

Federazione delle donne greche (OGE)

Atene, luglio 2021

25/07/21

Centro Regionale Arabo della WIDF / Gli Usa non piegheranno Cuba, isola della dignità

 


Il Centro Regionale Arabo della Federazione Democratica Internazionale delle Donne, segue con grande preoccupazione le provocazioni che si stanno orchestrando contro Cuba, dagli Stati Uniti d'America, volte a ingenerare malessere e malcontento dentro Cuba, approfittando della complessa situazione economica e finanziaria, derivante dalla pandemia di Covid-19 e dalle necessarie misure di prevenzione sanitaria, le chiusure e restrizioni per far fronte al virus, che hanno comportato una significativa riduzione delle entrate, particolarmente dal turismo.

 Oggi, approfittando della situazione determinata dall'ingiusto blocco economico e commerciale imposto a Cuba più di 60 anni fa, che complica la vita dei cubani aggrappati a difendere la loro Rivoluzione e le sue conquiste e a preservare la dignità, la sovranità e la libertà del popolo di Cuba ariosa e ferma nell’affrontare il paese economicamente, finanziariamente, commercialmente e militarmente più potente del mondo, gli Stati Uniti intensificano il blocco dell'isola con l’intento di sottrarre alla popolazione i requisiti  di fermezza costringendola ad arrendersi e a cambiare il sistema sociale liberamente scelto esercitando il suo diritto all'autodeterminazione, a favore di un altro dipendente e al servizio degli interessi nord-americani.

Come se l'amministrazione statunitense non fosse soddisfatta di ciò che ha combinato in passato e di ciò che sta facendo nel presente per soggiogare l'isola della libertà e imporre il suo dominio! Oggi arriva Joe Biden con la sua intenzione di imporre nuove sanzioni contro persone ed entità a Cuba, proclamando che è solo l'inizio!

Di fronte a tutto questo, il Centro Regionale Arabo della Federazione Democratica Internazionale delle Donne,

- dichiara la sua solidarietà con Cuba della Rivoluzione, della giustizia, dell'uguaglianza e dell'impegno ad assicurare una vita dignitosa ai suoi cittadini. Cuba con il suo sistema sanitario avanzato, Cuba che ha inviato le sue brigate mediche a chi ne aveva bisogno, Cuba che è sempre stata al fianco del popolo palestinese in lotta contro l'occupazione e per stabilire il proprio Stato sul suo territorio nazionale; Cuba che è sempre stata al fianco dei paesi arabi nella loro lotta contro le politiche aggressive, colonizzatrici ed espansionistiche dei sionisti e contro la lotta di liberazione dei loro popoli; Cuba che è donna in lotta per un mondo più giusto per le donne e i loro diritti e libero da sfruttamento e discriminazione; Cuba che ha preparato giovani uomini e donne di tanti paesi sottosviluppati ad importanti carriere universitarie...

- Esprime il suo sostegno al popolo cubano contro la recente decisione del Presidente Biden di imporre nuove sanzioni a persone ed entità a Cuba, condanna la sua minaccia di ulteriori misure, condanna i tentativi degli Stati Uniti d'America di destabilizzare Cuba per minarne il sistema politico.

- Allo stesso modo, condanna il prolungamento del blocco criminale, motivo principale di ogni carenza di risorse che sta vivendo Cuba, soprattutto alla luce della pandemia di Covid-19, e chiede all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di tener fede alla risoluzione votata, ed esigerne l’attuazione, sulla necessità di togliere immediatamente il blocco, accolta quasi all'unanimità con l’eccezione degli Stati Uniti e dell'entità sionista, fatto che ci induce a riflettere sull’efficacia di un'Organizzazione delle Nazioni Unite che prevede nei suoi regolamenti la possibilità di annullare i suoi stessi obiettivi e cancellare la sua stessa funzione.

- Saluta le donne di Cuba con rispetto e stima e, in solidarietà con l’eroico popolo cubano, condanna fermamente l'ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni di Cuba e le loro campagne destabilizzanti.

Centro Regionale Arabo della Federazione Democratica Internazionale delle Donne

Beirut, 23 luglio 2021

22/06/21

Il blocco imposto dagli Stati Uniti contro Cuba è illegale, immorale, criminale e va tolto!



Il 23 giugno Cuba presenterà alle Nazioni Unite il rapporto: «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba».

AWMR Italia-Donne della Regione Mediterranea, MDM-Movimiendo Democratico deMujeres (Spagna) e MDM-Movimento Democratico de Mulheres (Portogallo), unitamente alle altre organizzazioni europee della FDIM - Federazione Democratica Internazionale delle Donne, esprimono completa e incondizionata solidarietà alle donne e al popolo di Cuba, denunciando la lunga e crudele azione di blocco economico imposto dall'imperialismo statunitense. Da 60 anni gli Usa perseguono accanitamente l’obiettivo di indebolire e fiaccare lo sviluppo di Cuba come stato socialista e come nazione sovrana, esercitando pressioni sui propri alleati e applicando sanzioni e ritorsioni contro qualsiasi organizzazione commerciale, società o ente finanziario che stabilisca rapporti di scambio con Cuba.

A queste forme di assedio economico, si aggiungono forme nuove di guerra asimmetrica con azioni ostili di ogni genere, linciaggi mediatici, incitamento all'odio, diffamazione, tentativi di criminalizzare Cuba - come ogni altro stato che non si piega ai voleri imperiali e difende il proprio sviluppo sovrano –  con accuse di autoritarismo, mancanza di democrazia e libertà di espressione.

A tali azioni ostili si è aggiunta la risoluzione del Parlamento Europeo su "Situazione politica e diritti umani a Cuba" presentata a Bruxelles lo scorso 8 giugno. Invece di condannare la violazione flagrante e sistematica dei diritti dell'intera popolazione cubana da 60 anni unilateralmente sottoposta a blocco economico, commerciale e finanziario; invece di esigere dagli Stati Uniti di abrogare la legge Helms-Burton che crea gravi disagi alla popolazione cubana; invece di chiedere l'abolizione delle 243 misure applicate dall'ex presidente Donald Trump, e che l'attuale amministrazione Biden mantiene in vigore, l’Europarlamento è stato chiamato a discutere una risoluzione in cui – fra altre cose vergognose - si dichiara appoggio al sedicente movimento di San Isidro, notoriamente eterodiretto e finanziato da agenzie statunitensi, usato come testa d’ariete nell’azione di assedio.

Ma se gli USA possono piegare alla loro volontà i loro servi sciocchi e i loro alleati succubi, non potranno spezzare la determinazione e la tenacia del popolo cubano, che da 60 anni resiste e costituisce un esempio di resistenza per gli altri popoli.

Il blocco degli Stati Uniti contro Cuba non gode di nessuna legittimità nella più ampia comunità delle Nazioni Unite e non abbiamo dubbi sul sostegno che il rapporto riceverà questo 23 giugno, così com'è avvenuto negli anni precedenti.

Sappiamo anche che un grande sentimento di solidarietà umana e popolare circonda Cuba socialista da ogni parte nel mondo.

Tuttavia l’impatto del blocco è pesante e ricade ingiustamente e crudelmente sull’intera popolazione cubana: è illegale, è immorale, è criminale e va tolto. Perciò chiediamo ai governi europei di votare perché si ponga fine al blocco, alle sanzioni e ad ogni altra misura restrittiva nei confronti di Cuba. 


Es.  El bloqueo contra Cuba es ilegal, immoral, criminal y debe ser removido

El 23 de junio Cuba presentará el informe a las Naciones Unidas: "La necesidad de poner fin al bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por los Estados Unidos de América contra Cuba".

AWMR Italia-Mujeres de la Region Mediterranea, MDM-Movimiento Democratico de Mujeres (España), MDM-Movimento Democratico de Mulheres (Portugal)junto con otras organizaciones europeas de FDIM-Federacion Democratica Internacional de Mujeres, expresamos total e incondicional solidaridad con las mujeres y el pueblo de Cuba, denunciando la larga y cruel acción de bloqueo económico impuesto por los Estados Unidos, que desde hace 60 años persiguen el objetivo de debilitar y postrar a Cuba como estado socialista y como nación soberana, aplicando sanciones y represalias contra cualquier organización comercial, empresa o institución financiera que establezca relaciones comerciales con Cuba.

A estas formas de asedio económico se suman nuevas formas de guerra asimétrica con acciones hostiles de todo tipo, linchamientos mediáticos, discursos de odio, difamación, intentos de criminalizar a Cuba - como cualquier otro Estado que no se doblega a la voluntad imperial y defienda al propio desarrollo soberano - con acusaciones de autoritarismo, falta de democracia y libertad de expresión.

A las acciones hostiles de Estados Unidos se sumò la resolución sobre "Situación política y derechos humanos en Cuba" presentada en el Parlamento Europeo en Bruselas el pasado 8 de junio. En lugar de condenar la flagrante y sistemática violación de los derechos del pueblo cubano sometido al inmoral e ilegal bloqueo impuesto por el gobierno de Estados Unidos; en lugar de exigir a los Estados Unidos que derogue la ley Helms-Burton que genera serios inconvenientes para la población cubana; en lugar de pedir la abolición de las 243 medidas aplicadas por el expresidente Donald Trump, y que mantiene vigente la actual administración Biden, el Parlamento Europeo ha sido llamado a discutir una resolución en la que - entre otras cosas vergonzosas - se declara apoyo a el autodenominado "movimiento de San Isidro", que es notoriamente fomentado y financiado por agencias estadounidenses, y utilizado como cabeza de carnero en la acción de asedio imperialista.

Pero si Estados Unidos puede doblegar a sus sirvientes tontos y sus aliados súcubos a su voluntad, no podrán quebrar la determinación y tenacidad del pueblo cubano, que ha resistido durante 60 años y es un ejemplo de resistencia para todos los pueblos.

Sabemos que el bloqueo de Estados Unidos contra Cuba no goza de legitimidad en la vasta comunidad de la ONU y no tenemos dudas sobre el apoyo que recibirá el informe cubano el 23 de junio. También sabemos que un gran sentido de solidaridad humana y popular rodea a Cuba socialista de todo el mundo.

Sin embargo, el impacto del bloqueo pesa injusta y cruelmente sobre todo el pueblo cubano. Es un bloqueo ilegal, immoral, criminal y debe ser removido. Por tanto, pedimos a los gobiernos europeos que voten por el fin del bloqueo, las sanciones y todas las demás medidas restrictivas contra Cuba.

 Roma, 22 de junio de 2021

 

16/06/21

Venezuela / Verso il Congresso Bicentenario dei Popoli del Mondo

Il Congresso Internazionale Bicentenario dei Popoli del Mondo, che si terrà a Caracas dal 21 al 24 giugno, in coincidenza con il 200° anniversario della battaglia di Carabobo in cui il Venezuela si liberò dall'imperialismo spagnolo, apre l'opportunità a uno spazio intercontinentale di socialità , attivismo femminista e antimperialista, coordinato e forte, che consenta azioni globali contro attacchi globali ai diritti dell'umanità e alla sovranità dei popoli.


 di Cristina Simó Alcaraz MDM Movimiento Democrático de Mujeres (Spagna)

Chávez diceva che il socialismo o è femminista o non sarà. Noi del Movimento Democratico delle Donne di Spagna diciamo che non può esserci femminismo che non sia anticapitalista e antimperialista.

L'imperialismo funziona come il patriarcato, è il dominio e la sottomissione del più vulnerabile e chi si ribella sarà maltrattato o ucciso. Ci sono governi indegni e corrotti che servono il grande patriarca, l'alleanza imperialista egemonizzata dagli Stati Uniti. Governi prostituiti che sottopongono le loro popolazioni al pagamento di un debito che, anche volendo, non finiranno mai di pagare.

Per gli Stati Uniti e i loro accoliti non esiste una logica di vita, la loro logica è quella della guerra contro chi non si sottomette alla loro volontà e a quella della tortura contro i più deboli.

L'egemonismo economico consente a questa santa alleanza di comprare le volontà e il controllo dell'opinione pubblica. Sono padroni dei mezzi di comunicazione, manipolano e generano la cultura imperialista patriarcale. Milioni di persone mentre guardano la televisione non vedono milioni che muoiono, che soffrono la povertà, la tratta e lo sfruttamento sotto le grinfie dell'imperialismo patriarcale.

Non in nostro nome e non con il nostro silenzio! Gli Stati Uniti e gli stati europei che fanno parte di questa alleanza si dedicano a dissanguare popoli che cercano di attuare politiche che migliorino la vita delle persone più svantaggiate, che apprezzano la pace e la solidarietà.

Come femministe aspiriamo a una società egualitaria e valorizziamo il lavoro di cura invisibile cui la maggior parte delle donne contribuisce, lottiamo per un modello di società che metta la vita al centro. Sappiamo che solo da questa prospettiva sarà possibile sviluppare politiche che promuovano vite degne di essere vissute.

Siamo in presenza di una battaglia delle idee, una battaglia ideologica che vede a confronto il modello imperialista patriarcale e la visione femminista di classe e antimperialista.

Un modello sociale femminista di classe e antimperialista che privilegia la cura e l'attenzione alle persone. Che generi politiche corresponsabili e l'equa redistribuzione della ricchezza e la ricerca di un equilibrio tra tempo per vivere e tempo per il lavoro produttivo. Che valorizzi il pubblico, con servizi pubblici di qualità e impiego pubblico e che ponga fine alla privatizzazione dei servizi essenziali per la vita.

Siamo di fronte a un modello imperialista patriarcale che ha come priorità l'accumulazione del capitale a costo dell'oppressione e la negazione della libertà sovrana dei popoli di decidere sulla propria vita e sulle proprie risorse naturali.

Un modello che mira a depredare le risorse naturali di altri paesi attraverso guerre imperialiste. Lo abbiamo visto in Iraq e in Libia. Lo stiamo vedendo in Venezuela, uno dei paesi più ricchi al mondo di risorse naturali.

Un modello che approfondisce le disuguaglianze sociali e quelle tra uomini e donne. Nella logica che la vita delle persone povere non vale la pena di essere vissuta. Di fatto, il valore finisce per essere quello stabilito da chi può comprarle. Perché sono persone povere, sfrattate dalle loro terre, sfollate con la forza, profughe in fuga dalle guerre imperialiste, impoverite e più vulnerabili di fronte alle reti di trafficanti che, come avvoltoi, attendono i cadaveri di questo sistema. Sono donne che finiranno per essere vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e riproduttivo.

Paradossale è che questa alleanza criminale imperialista accusi paesi come Cuba o il Venezuela di non rispettare i diritti umani delle persone, mentre loro, nel mezzo di una pandemia globale, non solo continuano a strangolare questi Stati e a depredare i loro beni e risorse naturali, ma inaspriscono anche le sanzioni e applicano nuove e aggressive misure coercitive unilaterali contro di essi.

La crudeltà sta raggiungendo limiti insostenibili per la maggior parte delle persone che vivono in questi paesi. Le politiche criminali imperiali tentano di destabilizzare i governi sottoponendoli a vessazioni permanenti e soffocando le loro popolazioni.

Sono popoli coraggiosi che, stanchi di subire l'egemonismo economico, culturale e politico degli Stati Uniti, hanno deciso di intraprendere il loro cammino di liberazione e di autodeterminazione per un mondo più sociale, giusto e solidale. Confrontarsi con l'impero non è una novità per loro, lo portano nei loro geni di discendenti di coloro che hanno liberato i loro popoli dal giogo imperialista della monarchia spagnola.

Cuba, Venezuela o Nicaragua sono processi rivoluzionari diversi ma totalmente legittimi perché sono l'autentica espressione politica della maggioranza dei loro popoli.

È urgentemente necessaria un'alleanza sociale femminista antimperialista. Vogliamo tutelare i diritti della maggioranza dell'umanità e, in questa logica, l'ingerenza promossa dall'alleanza patriarcale imperialista non può più essere tollerata.

Lo abbiamo visto in Brasile, come hanno destabilizzato un governo di sinistra progressista usando tutti i mezzi possibili e criminali, le false accuse che hanno portato in carcere l'ex presidente Lula, impedendogli di guidare una lista elettorale che avrebbe avuto la maggioranza alle elezioni. Abbiamo visto l'enorme manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i media e i social network, che ha favorito la sconfitta della sinistra contro l'estrema destra di Bolsonaro, il quale coi suoi primi provvedimenti di governo ha messo la ricchezza del Brasile nelle mani degli Stati Uniti ed ha applicato politiche regressive sui diritti sociali e civili nel mezzo della pandemia, oltre a diffondere misoginia, omofobia e razzismo.

Sono le nazioni che non vogliono obbedire all'alleanza egemonizzata dagli Stati Uniti, che cercano di mantenere la propria sovranità, a dover subire periodicamente l’assalto della macchina propagandistica dell'alleanza imperialista, soprattutto quando devono affrontare processi elettorali cruciali. È il caso del Nicaragua, che affronterà le elezioni generali nel novembre di quest'anno, dove tutto indica, secondo i sondaggi, che Daniel Ortega e Sandinismo riconfermeranno la loro vittoria: la macchina imperiale è in moto per seminare dubbi sul risultato, è la stessa ricetta contro la sovranità e controrivoluzionaria.

Dall'altra, abbiamo i governi sbirri dell'imperialismo come quello della Colombia, che ha scatenato le sue forze di polizia repressive in attacchi senza pietà contro milioni di manifestanti che sono scesi nelle strade a protestare contro l'annuncio di una riforma fiscale che mirava ad aumentare le tasse sui prodotti essenziali e servizi pubblici in tempi di pandemia. Tuttavia, nonostante la riforma alla fine sia stata ritirata, non sono cessate le manifestazioni di malcontento verso l’insieme delle politiche antisociali, la persecuzione dei leader sociali, il mancato rispetto dell'accordo di pace e il massacro di coloro che hanno firmato quei patti.

Tuttavia, questi governi non vengono criminalizzati, né sottoposti a embargo o sanzionati. Invece, si applicano - in nome della difesa dei diritti umani! - sanzioni che uccidono le popolazioni privandole dei diritti fondamentali, come il diritto alla salute, al cibo e alla vita stessa. Blocchi economici che neppure in tempi di pandemia sono stati revocati per assicurare i necessari medicinali e aiuti umanitari, né per prevenire un'ulteriore diffusione della pandemia.

Contro lo Stato venezuelano, dalla dichiarazione di pandemia fino al marzo 2021, sono state emanate in totale 19 misure coercitive unilaterali. Misure contro le attività legate alla produzione, impiego, acquisto e vendita di petrolio incluso il blocco navale e marittimo contro il Venezuela che ostacola l'importazione di merci come medicinali e forniture industriali.

Di recente, un piccolo gruppo di eurodeputati che obbediscono all'agenda di Washington è arrivato a far includere nella prossima Assemblea plenaria del Parlamento europeo un punto relativo a “situazione politica e ai diritti umani a Cuba”. Si dicono preoccupati circa l'esercizio dei diritti umani a Cuba, un paese libero, indipendente e sovrano, dove democrazia significa giustizia sociale e solidarietà umana, dove le persone decidono dei loro destino.

Colpisce che europarlamentari così inquieti e preoccupati per i diritti umani a Cuba non abbiano convocato il Parlamento europeo per analizzare quella che è la principale violazione dei diritti umani subita dal popolo cubano, cioè il blocco genocida imposto da 62 anni e inasprito senza limiti nel mezzo di una pandemia.

Poiché ci temono, dobbiamo agire. Il Congresso Internazionale del Bicentenario dei Popoli delMondo, che si terrà a Caracas dal 21 al 24 giugno, in coincidenza con il 200° anniversario della battaglia di Carabobo in cui il Venezuela si liberò dall'imperialismo spagnolo, apre l'opportunità a uno spazio intercontinentale di socialità , attivismo femminista e antimperialista, coordinato e forte, che consenta azioni globali contro attacchi globali ai diritti dell'umanità e alla sovranità dei popoli.