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03/03/26

Lettera dal Libano / Aiutateci a fermare l’occupazione sionista del territorio libanese

 Marie Nassif-Debs, presidente di Equality-Wardah Boutros Association for Women's Action, componente del Centro Regionale Arabo della Federazione DemocraticaInternazionale delle Donne, lancia un accorato allarme ricordando al mondo che il piano sionista di occupazione totale dei Territori Palestinesi e del Sud del Libano, risalente ad oltre un secolo fa, rischia di realizzarsi oggi grazie all’appoggio degli Stati Uniti e all’inerzia complice di chi sta a guardare senza reagire.


Care sorelle del mondo arabo e del mondo intero,

vorrei rammentarvi che il Libano è vittima di un crimine gravissimo: l'entità sionista israeliana non solo ha bombardato il sud, la valle occidentale della Bekaa e la periferia meridionale di Beirut, ma ha anche costretto i cittadini libanesi a fuggire da oltre 90 città e villaggi nel sud e nell'ovest della valle della Bekaa.

Da quel momento, le truppe d'aggressione hanno iniziato a penetrare in alcune città e villaggi sotto l'occhio vigile delle forze delle Nazioni Unite (UNIFIL). Secondo le prime stime, il numero di sfollati supera le 200.000 persone, di cui 40.000 nei rifugi e molte altre nei loro veicoli o per strada.

La minaccia di occupazione di parti del sud e della valle occidentale della Bekaa è reale e il presidente degli Stati Uniti Trump la sta incoraggiando pienamente.

Vi chiediamo di esprimere la vostra solidarietà alle donne e al popolo libanese. Vi invitiamo inoltre a condividere questa mappa, che illustra le ambizioni sioniste riguardo alle acque e al territorio libanesi risalenti al 1919, dopo la fine della prima guerra mondiale.

Per il Centro Regionale Arabo della WIDF/FDIM

Marie Nassif-Debs

Beirut, 3 marzo 2026



20/03/25

Dopo Gaza, il Libano?

 È una domanda legittima, dopo la brutale aggressione sionista del 18 marzo a Gaza.Un'aggressione che ha portato al martirio e al ferimento di centinaia di persone e che è stata preceduta da una chiara minaccia formulata dal nuovo inviato degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff...

di Marie Nassif Debs

Non contento di aver sollecitato il massacro dei figli e delle figlie di Gaza, Witkoff ha fatto seguire la sua minaccia da un'altra contro il Libano e il suo popolo, invitando il presidente della repubblica e il primo ministro a "indirizzarsi verso negoziati politici diretti e faccia a faccia", aggiungendo che i sionisti rimarranno nelle cinque colline occupate e che gli stati arabi del Golfo si asterranno dal contribuire alla ricostruzione del sud "prima che il nuovo processo politico si cristallizzi".

Questi diktat, accompagnati dal divieto alla popolazione del sud di tornare nei propri villaggi situati al confine con la Palestina occupata, riportano alla mente la dichiarazione di Trump durante la sua campagna elettorale in un ristorante di Detroit. Quel giorno, molti, tra cui alcuni funzionari libanesi, hanno applaudito il "candidato" di Trump e hanno invitato i libanesi-americani a dargli il loro voto, poiché aveva promesso che era giunto il momento per i libanesi di vivere in pace “con i loro vicini”…

Ed ecco che sta mantenendo la promessa fatta, che noi siamo stati gli unici a interpretare come un invito chiaro ed esplicito a “normalizzare” i rapporti con il nemico: ed è ciò che Steve Witkoff ci dice oggi a nome di Donald Trump.

Ci dice questo: o vi unite al coro dei regimi normalizzatori e accettate i piani dell'amministrazione statunitense, a partire dal ripristino del fatidico accordo del 17 maggio e poi accettando di concedere i 13 punti che i sionisti aspirano a incassare, o le conseguenze saranno disastrose per voi...

Purtroppo, la dichiarazione dell'inviato statunitense è passata "inosservata" e non ha ricevuto alcuna reazione ufficiale... Anche i media, con poche eccezioni, hanno per lo più omesso di evidenziare o richiamare l'attenzione su questo evento.

Pertanto, invitiamo le istituzioni interessate alla nostra sorte ad assumere una posizione chiara ed esplicita... Soprattutto perché il nuovo inviato degli Stati Uniti ha collegato le sue indicazioni relative ai rapporti con l'entità occupata con il riferimento alla demarcazione dei confini libanesi con la Siria e Cipro e ci ha chiesto di "leggere bene le variabili prima di passare a un altro argomento".

Diciamo NO al ritorno agli accordi del 17 maggio! Nessuna normalizzazione col sionismo!

Beirut, 19 marzo 2025

20/03/24

I bambini di Gaza…o come morire di fame

 


di Marie Nassif-Debs*

Dall’8 ottobre 2023, agli occupanti sionisti non sono bastati i crimini che hanno messo fine alla vita di oltre trentamila persone nella Striscia di Gaza, preoccupandosi poco del fatto che tra le vittime ci siano più di undicimila bambini e ragazzi con meno di quindici anni, ma hanno aggiunto a questo genocidio, considerato da generazioni e generazioni uno dei crimini più orribili, un nuovo “fatto d’armi”… quello di eliminare un’intera popolazione con la fame e la sete.

È vero che non conosciamo ancora il numero reale dei bambini morti perché i sionisti hanno negato loro ogni possibilità di nutrirsi: alcuni dicono che questo numero ha superato i trentamila, altri dicono che è addirittura maggiore. Possiamo solo dire è che la verità è che la carestia si sta diffondendo molto rapidamente a Gaza, dove centinaia di bambini stanno già iniziando ad assomigliare a Yazan Kafarna, Anhar Chanbari, Jana Koudeih e Ahmad Kanaan, così come ad altri bambini le cui foto hanno girato sui media e sui social network. Tutto perché Netanyahu e la sua banda si rifiutano, ancora e ancora, di inviare loro qualsiasi aiuto alimentare. Oltre tutto, hanno ordinato alle loro truppe di bloccare al valico di Rafah i camion che trasportano cibo per la popolazione, che stanno deliberatamente affamando.

E mentre continuano a sganciare sulla striscia già devastata centinaia di tonnellate di bombe di ogni genere, che gli aerei americani ed europei forniscono dalle basi Nato, sparse dalla Germania al Mediterraneo (soprattutto in Italia, Grecia, Turchia e Cipro), e mentre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ordina ai suoi soldati di costruire un “ponte” tra Cipro e Gaza per realizzare il piano pensato da anni e mirato al “trasferimento” della popolazione di Gaza, i regimi arabi asserviti all’imperialismo, da parte loro, continuano a posizionarsi in una apparente neutralità che di fatto sostiene i piani dell’aggressore.

Jonathan Crickx, portavoce dell'UNICEF in Palestina, ha dichiarato pochi giorni fa di temere il dilagare della carestia e, di conseguenza, la morte nella Striscia di Gaza se le potenze interessate non decideranno di costringere i capi sionisti a porre fine alla loro aggressione e ad agevolare l'ingresso degli aiuti umanitari, soprattutto nella parte settentrionale della Striscia... Ma il rumore assordante delle esplosioni indica che i criminali attuano la loro oscura agenda e non si fermeranno, se non di fronte ad una opposizione pratica, giuridica e politica muscolare.

Beirut, 18 marzo 2024

*Associazione Moussawat Wardah Boutros per il lavoro delle donne


15/03/24

Gaza / Gli "aiuti umanitari" dell'imperialismo Usa

 "Ci rubano il gas e ci mandano... pantofole di plastica e cibo per cani!"

Striscia di Gaza foto ANSA.it

di Marie Nassif-Debs *

Stamattina la sorpresa! Un video, diffuso dal sito "Ya Sour", mostra un pescatore libanese della città di Tiro che parla di pacchi di aiuti "umanitari" sganciati da aerei statunitensi nel Mare di Gaza, alcuni dei quali spiaggiati qui, proprio nel momento in cui i sacchetti di plastica strappati, contenenti pantofole di plastica e lattine di cibo per... cani, si aprivano davanti ai nostri occhi sbalorditi!

Questo video mi ha ricordato una caricatura di Plantu, pubblicata qualche anno fa, in cui si vedeva un giovane africano, emaciato e affamato, aprire una borsa, sganciata lì anche essa da un aereo "di beneficenza", contenente un vecchio computer!

Questi sono sempre stati i “doni” che i colonialisti e gli imperialisti hanno fatto ai popoli del Sud del pianeta. Degli avanzi, insieme alle bombe che seminano morte e distruzione.

Dovremmo forse aggiungere che l’imperialismo americano in particolare è specializzato nella scelta di doni al veleno offerti ai popoli della terra, dalla bomba atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki al napalm che ha bruciato Vietnam, Laos e Cambogia, fino alle bombe a grappolo e a fissione e fosforo bianco che hanno incendiato la Palestina e il Libano, ma anche altri paesi arabi… senza dimenticare l’appoggio incondizionato dato ai sionisti nel genocidio perpetrato contro le donne e i bambini di Gaza, lasciati morire di fame dall’esercito occupante, al quale Washington nella sua magnanimità lancia ciabatte e scatolette per cani per permettergli di combattere la fame e la sete...

Per di più, Biden e la sua amministrazione parlano di un ponte che colleghi Cipro a Gaza, presuntamente per facilitare l'arrivo degli aiuti umanitari, ma in realtà per cercare di agevolare l'entità israeliana nel suo piano di "trasferimento" degli abitanti di Gaza fuori dal loro paese.

Perciò consigliamo agli abitanti di Gaza, che certo non si lasciano ingannare sui veri obiettivi americani, di conservare le loro "pantofole" per gettarle in faccia al "cowboy" americano dopo avere sconfitto coloro che governano quella che è la loro “base” nella nostra regione.

Beirut, 13 marzo 2024

* Associazione Moussawat Wardah Boutros per il lavoro delle donne