26/06/20

PALESTINA:NO ALL'ANNESSIONE!


Sabato 27 giugno 2020, presidi di solidarietà si terranno in numerose città italiane, in risposta all’appello delle comunità palestinesi in Italia contro l’annunciata annessione di pezzi diterritorio palestinese da parte di Israele. Italia partecipa alla mobilitazione nazionale contro il piano illegale di annessione, disposto da Israele col supporto degli Stati Uniti. Basta con l’impunità d’Israele e le complicità dell’Unione Europea. Siano adottate misure concrete, incluse sanzioni internazionali, contro questa gravissima violazione del diritto internazionale e contro il regime diapartheid imposto da Israele nei Territori Occupati della Palestina.


Il 1° luglio il governo israeliano intende procedere all’annessione di ampie parti della Cisgiordania, in violazione del diritto internazionale che vieta azioni di appropriazione di territori occupati militarmente. Israele vorrebbe completare, con questa annessione de jure, un’annessione graduale de facto compiuta abusivamente attraverso l’appropriazione di terre, trasferimenti forzati di popolazione palestinese e insediamenti di coloni israeliani nei Territori Palestinesi Occupati.

Di fatto, una operazione di “pulizia etnica” che non si è mai fermata dal 1948, con la progressiva erosione della terra palestinese, l’occupazione militare, l’assedio e i continui bombardamenti sulla Striscia di Gaza, le gravissime violazioni dei diritti umani, le umiliazioni e le offese quotidiane inflitte ai Palestinesi. Di fatto, Israele ha istituzionalizzato un sistema di apartheid e ha esteso i propri confini (mai dichiarati ufficialmente).

La strada per quest’ultimo atto di annessione è stata spianata dal famigerato “Accordo del Secolo” di Trump che mira a depoliticizzare la “questione palestinese” e a trasformarla in una questione meramente umanitaria, escludendo il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato di Palestina indipendente con Gerusalemme Est come capitale, nonché il diritto al ritorno dei profughi alle loro case e alla loro terra, sancito dalla risoluzione 194 delle Nazioni Unite.

Contro il piano di annessione si è espresso il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha definito l’atto di annessione «una violazione molto grave del diritto internazionale». Si sono espressi contro il piano anche mille legislatori di 25 paesi europei, avvertendo Israele che «l'acquisizione dei territori con la forza avrà conseguenze commisurate». Ma non basta condannare a parole. Occorre che cessino le complicità, occorrono misure e azioni concrete, incluse le sanzioni internazionali, per porre fine all’impunità di Israele e alle sue continue violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. Occorrono atti concreti di riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, nel rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Esigiamo che i governi e le istituzioni internazionali agiscano come sarebbe loro dovere per fermare questo atto gravissimo annunciato dal governo di Netanyahu in disprezzo del diritto internazionale.
Comincino subito, mettendo al bando il commercio di armi e la cooperazione nel settore militare e della sicurezza con Israele; sospendendo e proibendo qualsiasi commercio con le colonie illegali israeliane e qualsiasi coinvolgimento con il progetto coloniale illegale di Israele; assicurando alla giustizia internazionale i responsabili di crimini di guerra e crimini contro l'umanità nel contesto del regime israeliano di occupazione militare e di apartheid.


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