09/06/22

VERTICE PER LA PACE A MADRID IL 24-25-26 GIUGNO

DONNE UNITE CONTRO LE GUERRE IMPERIALISTE E PER UNA SICUREZZA ALTERNATIVA  SMILITARIZZATA                 



PLATAFORMA POR LA PAZ, OTAN NO (Spagna) e altre organizzazioni internazionali convocano a Madrid per il 24, 25 e 26 giugno un Vertice per la Pace e contro laNATO, alternativo al Summit militarista dell'Alleanza Atlantica previsto a fine mese nella capitale spagnola.

La Federazione Democratica Internazionale delle Donne, che aderisce alla Piattaforma convocante attraverso il Movimiento Democrático de Mujeres (Spagna), partecipa al Vertice. 

Al centro del Vertice per la Pace, il confronto su un modello di sicurezza alternativo alla NATO, basato sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite, sulla smilitarizzazione della sicurezza e sulla costruzione di una Sicurezza Umana Condivisa, sul divieto e lo smantellamento ecologico dell'arsenale di armi di distruzione di massa, sulla drastica riduzione delle spese militari.

Venerdì 24, ore 17:30 - presso l'Auditorium Marcelino Camacho di Madrid, si terrà la sessione di apertura del Vertice per la Pace con gli interventi delle Piattaforme convocanti e delle organizzazioni internazionali.

06/06/22

IN MARCIA A MADRID PER DIRE NO ALLA NATO, SI ALLA PACE



Marciamo uniti – donne e uomini – a Madrid il 26 giugno 2022 per chiedere lo scioglimento della NATO. Perché è una seria minaccia alla pace mondiale e ha lasciato una scia di distruzione dalla Jugoslavia all'Afghanistan. Perché abbiamo bisogno di un mondo di pace.


NO ALLA NATO

La NATO deve essere sciolta, non ha legittimità e genera solo desolazione.

La NATO pretende d’imporre i suoi interessi particolari come fossero universali, viola la Carta delle Nazioni Unite e usa strumentalmente concetti come "democrazia" e "diritti umani". Sin dalla sua creazione, regimi autoritari, fascisti e coloniali hanno fatto parte dell’alleanza NATO.

La NATO minaccia la pace nel mondo. Gli interventi militari guidati dalla NATO hanno destabilizzato e smembrato la Jugoslavia, l'Afghanistan e la Libia. Ora la NATO sta incentivando una "nuova Guerra Fredda" contro Cina e Russia lungo i loro confini (fra Ucraina e Russia, il Mar Nero e il Mar Cinese). Inoltre, la NATO agisce contro i governi progressisti in tutto il Sud del mondo.

La NATO guida la corsa agli armamenti globale. Obbliga i suoi membri a spendere almeno il 2% del loro PIL per l'esercito ed è responsabile di oltre la metà della spesa militare globale e di due terzi del commercio mondiale di armi.

31/05/22

Monique Picard et Roland Weyl / NATO e legalità internazionale

 La NATO è l’equivalente illegale di una banda armata

"Se compariamo la legalità internazionale con la legalità interna, possiamo dire che la NATO è paragonabile a quella che in un paese sarebbe una banda armata e che anche il pretesto puramente difensivo, sotto cui è stata coperta la sua nascita, non la rende più accettabile di quanto non lo siano i “gruppi di autodifesa” in una democrazia".

"Ma per confrontare questa NATO con la legalità internazionale, è  necessario ricordare prima di tutto in cosa consiste".


Il seguente articolo[1] di Monique Picard e Roland Weyl[2] è stato pubblicato nel numero speciale di maggio 2022 dell'International Reviewof Contemporary Law, rivista dell'Intrnational Association of Democratic Lawyers, dedicato al 75°/76° anniversario della Carta delle Nazioni Unite.

Promemoria sulla legalità internazionale

Non si sottolineerà mai abbastanza che, anche se si fa di tutto per ridurla alle capacità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, la legalità internazionale si fonda anzitutto sulla Carta delle Nazioni Unite, che per la prima volta stabilisce regole di diritto universali, obbligatorie per tutti e uguali per tutti.

Fino al 1945 c'erano solo trattati bilaterali o multilaterali tra potenze le cui alleanze e coalizioni si spartivano il mondo attraverso guerre e trattati di pace.

La Carta proclama valori e regole di portata universale ed egualitaria e fonda le Nazioni Unite perché ne garantiscano il rispetto.

Ora, questa legalità internazionale si basa su due assi.

La pace innanzi tutto: 1) la padronanza di ogni popolo sui propri interessi senza alcun intervento straniero, con il solo obbligo del rispetto reciproco e 2) il divieto dell'uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali, da sostituire con l'obbligo di trovare una soluzione negoziata alle controversie.

Ai sensi dell'articolo 2.4: «I membri dell'Organizzazione si astengono, nelle loro relazioni internazionali, dal ricorrere alla minaccia o all'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualsiasi altro modo incompatibile con le finalità delle Nazioni Unite».

13/05/22

Ucraina: una crisi artificiale che miete vittime nel mondo

 Dichiarazione del Consiglio della Pace degli Stati Uniti 


 Con il conflitto in Ucraina che entra nel suo terzo mese, la probabilità di una pace negoziata con successo, una necessità immediata, sta diventando sempre più remota. Questa è una guerra per procura degli Stati Uniti progettata per usare il popolo ucraino allo scopo di fiaccare mortalmente la Russia. Beneficiari sono coloro che traggono profitto dalla guerra, mentre i più vulnerabili ne soffrono: i civili ucraini, ma più in generale chi vive del proprio lavoro a livello internazionale e soprattutto nel Sud del mondo.

Ci si aspettava che lo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991 avrebbe posto fine alla prima Guerra Fredda e alla minaccia dell'annientamento nucleare mondiale. Invece, la restante superpotenza mondiale ha continuato a perseguire il suo disegno imperialista di "dominio a tutto spettro" globale per impedire l'emergere di "qualsiasi potenziale futuro concorrente globale”.

Sul piano interno Usa, invece di un "dividendo di pace" nel 1991, l’accordo bipartisan di Democratici e Repubblicani è stato una politica di incessante espansione militare. Le forze armate statunitensi ora assorbono oltre la metà del budget discrezionale federale, che è 12 volte la spesa per la difesa della Russia. La guerra in Ucraina è stata utilizzata per giustificare i più recenti osceni stanziamenti di guerra aggiuntivi del Congresso per 29 miliardi di dollari rispetto a quanto richiesto dallo stesso Pentagono, 800 milioni dei   quali andranno direttamente in Ucraina sotto forma di armi hi-tech.

Nel frattempo, la guerra in Ucraina sta fornendo una comoda copertura all'attuale amministrazione per rinnegare i programmi sociali promessi, come le protezioni anti COVID, la cancellazione completa del debito del prestito studentesco, il college comunitario gratuito o l'opzione pubblica per Medicare e i sette giorni garantiti di congedo per malattia promessi ai lavoratori. La guerra è stata utilizzata per incoraggiare la produzione di combustibili fossili, mentre il blocco del fracking sui terreni federali è stato abbandonato.

Un conflitto di fabbricazione statunitense

07/05/22

Vediamoci a Madrid, al Summit per la Pace del 23-25 giugno!

 


La storia del femminismo è un grido globale per una pace duratura, non solo per ottenere un cessate il fuoco, ma per una trasformazione profonda di questo mondo violento fino all’affermazione della solidarietà, il rispetto reciproco, l’uguaglianza, i diritti, la cooperazione e la sostenibilità del pianeta!  Parliamone a Madrid, al Summit per la Pace del 23/25 giugno.

di Nora Garcia*

Questo anno 2022 è stato segnato, oltre che dalla guerra, da un 8 marzo in cui siamo tornate in piazza. Nella mia città, Madrid, decine di migliaia di donne sono uscite all'insegna dello slogan “diritti per tutte, tutti i giorni”. E queste "tutte" e questi "tutti i giorni" ci dicono che, per analizzare questa situazione dai contorni geopolitici molto pericolosi, non partiamo dal nulla, non siamo nel vuoto. Perché il femminismo agisce a partire dalla vita quotidiana di tutte noi che formiamo le nostre comunità.

È un onore poter parlare con donne così forti, donne del sud globale che conoscono e hanno così tanto da dire sulla guerra. Donne che sono nella battaglia delle idee, che in questa situazione mette a nudo le debolezze di una sinistra che deve ripensarsi e sviluppare un nuovo ambito di conflitto. Questo conflitto è con coloro che, in nome della pace e della democrazia, instaurano l'ordine dei mercati, della subordinazione e dello sfruttamento delle persone e delle risorse.

Il femminismo è un grido globale che ci offre una mappa in cui "noi" significa tutte e "tutte" offre delle risposte. Di fronte al “noi prima” di coloro che difendono l'alleanza criminale tra capitalismo, patriarcato e imperialismo, diciamo “noi insieme”. Per questo le donne di ogni parte del mondo sono scese in piazza per rendere visibile quell'orizzonte viola, in cui lottiamo per la pace in Ucraina, che a sua volta significa smantellare l'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO).

20/04/22

XVII CONGRESSO DELLA FDIM/WIDF (Caracas 24-28 aprile)



Si terrà a Caracas, nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, dal 24 al 28 aprile 2022, il XVII congresso della Federazione Democratica internazionale delle Donne (WIDF/FDIM)


Nel motto – “Donne del mondo unite per eliminare ogni forma di disuguaglianza e violenza, per la pace e la salute nel pianeta” – sono sintetizzati i temi sui quali verterà il dibattito congressuale e gli obiettivi fondamentali dell’azione che la Federazione si prefiggerà per i prossimi anni, in continuità con la sua storia e in considerazione delle sfide dell’oggi.

Le organizzazioni affiliate dai diversi continenti si incontreranno a Caracas per definire la proposta politica della WIDF/FDIM per il potenziamento delle lotte delle donne per i loro diritti, nel contesto di una lotta più generale per liberare la comunità mondiale da ogni forma di dominazione e oppressione imperialista e neocolonialista, dalla povertà e il degrado – che la pandemia negli ultimi due anni ha evidenziato e accentuato – il saccheggio delle risorse naturali, la devastazione ambientale e le guerre. Dal congresso saranno eletti inoltre i nuovi organismi dirigenti della Federazione. 

24/03/22

Europe for Peace / La priorità è far cessare la guerra

Nemmeno un euro, un soldato o un fucile per la guerra in Ucraina, perché questa scelta serve solo a renderla più cruenta, più lunga, con più morti e più sofferenza. E non si adottino sanzioni destinate a peggiorare la vita delle popolazioni in qualunque latitudine del pianeta.


Guerra o Pace?

Condanniamo l'aggressione armata della Russia nei territori dell'Ucraina, pur consapevoli dei molteplici interessi economici e politici che precedono e motivano il conflitto.

La nostra priorità è far cessare la guerra, salvare vite umane e frenare il disastro economico, che pagheranno come al solito i popoli e le persone più povere e fragili.

Vogliamo la pace. E la pace si raggiunge con il dialogo e il negoziato, non sostenendo il conflitto con l’invio di armi e soldati. La vita umana è il valore più alto e nessuna ragione geopolitica, nessuna ragione economica, nessuna pretesa guerra per la liberazione sono al di sopra dell'essere umano.

Salvare veramente il popolo ucraino dal disastro vuol dire far tacere tutte le armi. Per questo denunciamo l’irresponsabilità di tutte le istituzioni che fomentano la guerra con l’invio di armi all’Ucraina: Governi europei, Regno unito, Governo statunitense, NATO, Unione Europea…

Chiediamo all’Organizzazione delle Nazioni Unite di esercitare con decisione il proprio ruolo per il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale.

Chiediamo a tutti i governi che non sostengano questa guerra nemmeno con un euro, un soldato o un fucile, perché questa scelta serve solo a renderla più cruenta, più lunga, con più morti e più sofferenza. Chiediamo che non si adottino sanzioni destinate a peggiorare la vita delle popolazioni in qualunque latitudine del pianeta.

23/03/22

Ucraina: la prima guerra dell'Era del Declino Energetico?


Perché il conflitto in Ucraina può aprire un'era di guerre contro la penuria. La rottura energetica tra Russia ed Europa affonderebbe la prima, ma anche la seconda. Solo gli Stati Uniti, nell’immediato, ne trarrebbero vantaggio. Ma un’altra via d’uscita è possibile.




di Antonio Turiel e Juan Bordera

Il 24 febbraio 2022 le truppe russe hanno invaso l'Ucraina. Quando le bombe russe hanno iniziato a cadere, è iniziata una nuova era. La nuova guerra nel cuore dell'Europa ci ha colto di sorpresa, ma non avrebbe dovuto sorprenderci così tanto.

Molto si è detto sulle motivazioni geopolitiche e geostrategiche dell'invasione russa, sui motivi che hanno portato Vladimir Putin a un atto di aggressione così audace. Di solito si cerca di capire, piuttosto che giustificare, il motivo di questa atrocità. L'annessione del Donbas ricco e russofilo, il controllo del Mar Nero, l'intenzione di mettere un governo docile a Kiev o il freno alla indecorosa espansione della NATO. Ragioni che hanno indubbiamente pesato fortemente sulla mano implacabile che da decenni governa il Cremlino. Ma c'è un fattore a cui si è prestata poca attenzione in tutta questa discussione: l'energia.

E non è che non si sia parlato fino alla nausea, seppur superficialmente, dell'enorme dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia, dell'impatto che avrebbe la diminuzione del flusso di gas verso il Vecchio Continente, o del nuovo gasdotto Nord Stream 2 che collegherebbe la Russia con la Germania direttamente attraverso il Mar Baltico. Ma tutte queste discussioni ci spiegano le conseguenze, gli effetti della guerra. Non ci parlano delle cause energetiche di questa guerra. Non quelle immediate, ma quelle più profonde, più radicali e sepolte.