01/05/25
1 maggio / La FDIM/WIDF con le donne lavoratrici di tutto il mondo
30/04/25
VIVA IL 1°MAGGIO / UNITE NELLA LOTTA PER I DIRITTI SOCIALI E DEL LAVORO
Lavorare con i diritti, vivere con dignità
Esigiamo un salario dignitoso, pari opportunità e tutele contro molestie e discriminazioni sul lavoro.
Esigiamo il rispetto dei diritti delle lavoratrici migranti, lavoratrici domestiche e del settore informale.
Chiediamo politiche che promuovano l'autonomia economica delle donne.
Chiediamo il riconoscimento e la remunerazione del lavoro di cura.
Denunciamo ogni forma di violenza sul posto di lavoro, sfruttamento e discriminazione, esigiamo politiche efficaci di accesso alla salute sessuale e riproduttiva.
Esigiamo rispetto per le attiviste sociali e tutte le donne che lottano per i diritti umani, per i diritti sociali e per la pace.
Awmr Italia - Donne della Regione Mediterranea
03/02/22
Società della cura / Verso il Forum della convergenza dei movimenti
Per una società capace di cura e di futuro
Awmr Italia - Donne della regione mediterranea
partecipa al Forum che si terrà il 25-27
febbraio 2022 a Roma - Scup Sportculturapopolare, Via della Stazione Tuscolana 84
https://societadellacura.blogspot.com/2022/02/il-forum-della-convergenza-dei.html
PROGRAMMA del FORUM
VENERDÌ 25 FEBBRAIO
ore 15:00 - Apertura del Forum della convergenza dei movimenti
CRISI ECO-CLIMATICA - Dal cibo all’acqua, dall’energia alla produzione di beni e servizi, come si attua la transizione ecologica della società?
ore 17:45-20:00 - seconda sessione
LAVORO E NUOVA ECONOMIA - Come si attuano la redistribuzione della ricchezza, il diritto al reddito, la socializzazione dei diritti e della funzione del lavoro?
****
SABATO 26 FEBBRAIO
ore 10:00-12:15 - terza sessione
DIRITTI SOCIALI UNIVERSALI - Quale sanità, quale istruzione, quali infrastrutture sociali per un welfare di tutt*?
ore 12:15-14:15 - pausa pranzo
ore 14:15-16:30 quarta sessione
DEMOCRAZIA DEL COMUNE - Tra territorio e beni comuni, spazio civico e conflitto sociale, come si attua l’autogoverno democratico delle comunità?
ore 16:30-18:45 quinta sessione
CRISI INTERNAZIONALE - Tra debito, politiche europee e commercio internazionale, politiche anti-migratorie, corsa al riarmo e guerre, come si attua una politica di pace, cooperazione e solidarietà internazionale?
****
DOMENICA
27 FEBBRAIO
ore 9:00-13:30 - ASSEMBLEA FINALE - Costruire l’opposizione sociale, avviare una primavera di mobilitazione
Per informazioni: societadellacura@gmail.com
14/12/21
16 DICEMBRE 2021 / LE RAGIONI DELLA NOSTRA ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE
L’ASSEMBLEA DELLA MAGNOLIA ADERISCE E PARTECIPA ALLO SCIOPERO INDETTO DA CGIL E UIL
AWMR Italia - Donne della Regione Mediterranea sottoscrive e partecipa.
1. È sotto
gli occhi di tutti la preoccupante situazione lavorativa delle donne nel nostro
paese, in particolare le più giovani, colpite dalla più grande recessione
economica degli ultimi cinquanta anni. I dati ISTAT del 2020 mostrano come
siano state soprattutto le donne a pagare il prezzo più alto della pandemia.
Gli effetti più pesanti sembrano gravare sulle donne in posizione di maggiore
fragilità e con un livello di istruzione medio-basso: quelle che il nostro
paese non è mai stato in grado di integrare nel lavoro retribuito. Questo fenomeno si accompagna alla crescita
esponenziale degli episodi di violenza domestica. Lavoro e indipendenza
economica sono due chiavi fondamentali nella lotta alla violenza contro le
donne. Situazioni di disagio e dipendenza economica, nulla o bassa autonomia,
livelli di scolarità bassi impediscono alle donne di “uscire” da situazioni
pericolose per la loro incolumità.
Eppure sono proprio quelle donne che hanno maggiormente contribuito alla
tenuta delle famiglie durante le fasi più dure della pandemia.
2. L’
Assemblea della MAGNOLIA aveva dichiarato che non saremmo mai potute uscire da
questo trauma senza la cura del vivere e senza riconoscere il protagonismo
delle donne nel PNRR. Avevamo indicato i settori e le modalità che il PNRR avrebbe
dovuto privilegiare per fare in modo di non tornare come prima, ma di agire un
cambiamento correggendo alla radice le maggiori distorsioni e l’ingiustizia
sociale. Così non è stato. I criteri da noi proposti per il PNRR, sono
stati dimenticati nella Finanziaria.
Questa Finanziaria guarda esclusivamente alla crescita del PIL senza una
visione strategica su come intervenire a favore della salute, del lavoro,
dell’ambiente e per migliorare la qualità della vita della gran parte della
popolazione. La spesa corrente resta ferma, le risorse per il welfare sociale
andrebbero raddoppiate e invece di prevedere soluzioni di conversione ecologica
si considera il nucleare decisivo per la transizione energetica. Ci preoccupa,
più che mai, l’ansia di superare il trauma del Covid senza tener conto delle
lezioni che continua a impartirci.
3.
Riteniamo, dunque, necessario aderire allo Sciopero Generale indetto dalla CGIL
e dalla UIL per il prossimo 16 dicembre che intende dare voce al grande disagio
vissuto da gran parte della cittadinanza. Crediamo che il nostro paese possa
ripartire solo attraverso una attenzione autentica ai settori sociali in
maggiore difficoltà e a una lotta efficace alle disuguaglianze, giunte ormai a
un livello insopportabile. Se il lavoro delle donne, sia quello gratuito che
ognuna di noi svolge, sia quello sfruttato, malpagato, deprivato di diritti,
soprattutto se svolto da migranti, è penalizzato non ci sono i presupposti per
una trasformazione della società che non ricada nelle emergenze. La cura che mettiamo al centro della politica
è qualità dei corpi e delle menti, delle differenti soggettività, del legame
sociale e della interdipendenza del linguaggio e della ricchezza del
multiculturalismo. È cura del pianeta, dell’ambiente, dei beni comuni, dell’educazione
e istruzione, dall’infanzia alla vecchiaia.
https://www.casainternazionaledelledonne.org/comunicati/le-ragioni-delladesione-e-partecipazione/
14 dicembre
2021
L’Assemblea della Magnolia
09/07/21
Genova 2001/2021 - A 20 anni dal Genoa Social Forum contro il G8
Quei giorni di protesta e di dolore
![]() |
| Photo credits: “Genova 2001: No G8” by han Soete is licensed under CC BY-NC-SA 2.0 |
di Alessandra Mecozzi (sindacalista Fiom)*
In questi giorni, a 20 anni dal Genoa Social Forum contro il
G8, ho cercato ricordi e fissato immagini, pungolata dal dovere e volere
scrivere. Di quelle giornate ho letto tanto, ma non scritto. Come se il
groviglio di emozioni, di quell’anno per molti versi “speciale” fosse troppo
pesante e interiore per essere detto.
Fu l’anno tragico dell’11 settembre negli Stati Uniti e
della guerra in Afghanistan (7 ottobre 2001). La fine del 2001 fu segnata da
“Action for Peace” in Palestina/Israele, missione civile di 200 persone,
inclusi 13 dirigenti della Fiom, aderendo all’appello delle Ong Palestinesi,
per una “protezione civile internazionale dei palestinesi”, mentre era
imminente la rioccupazione delle città da parte dell’esercito israeliano
Quell’anno era cominciato a Porto Alegre, in Brasile, con il
primo Forum sociale mondiale, 15.000 partecipanti da tutto il mondo. La Fiom
aveva deciso di parteciparvi, sull’onda di una crescente consapevolezza del
carattere distruttivo della globalizzazione sul lavoro, sui diritti di donne e
uomini, sull’ambiente. Il FSM, in contemporanea con l’incontro di ricchi e
potenti a Davos, era dedicato alla denuncia e alla protesta, ma anche alla
ricerca di alternative per un “altro mondo possibile”, contro la dittatura del
mercato e il disastro globale e nasceva da avvenimenti precedenti.
Il 1998 aveva visto ascesa e caduta dell’Accordo Multilaterale sugli Investimenti, di cui vennero alla luce on line, trattative segrete in ambito OCSE. Al centro c’era l’ingordigia delle aziende transnazionali che metteva in discussione diritti umani, ambientali, del lavoro, sanciti dagli Stati. L’AMI non vide mai la luce, grazie anche a una campagna lanciata da alcune ong (in Italia si formava la rete Dire MAI al MAI).
Scrivemmo, con Fim e Uilm, una dichiarazione di denuncia di quelle clausole
secondo le quali le multinazionali avrebbero potuto impugnare le legislazioni
vigenti su lavoro, ambiente, salute…nei singoli paesi dove intendevano
effettuare gli investimenti, discriminatorie, perché non consentivano la
realizzazione dei profitti attesi! Gli appetiti delle aziende si ripresentarono
nell’Organizzazione mondiale del Commercio riunita a Seattle nel novembre
1999. E trovarono una dura opposizione.
Il mondo fu colpito dall’enorme manifestazione del 30 novembre 1999 popolata di
movimenti sociali, gruppi, associazioni, sindacati…con accostamenti inusuali,
come quello di tartarughe e metalmeccanici.
Il 1999 fu l’anno drammatico della guerra NATO contro la
Serbia, cominciata il 24 marzo, a cui partecipava anche l’Italia del governo
D’Alema. La Fiom, con l’allora Segretario generale Claudio Sabattini, si
schierò nettamente contro, partecipando alla grande manifestazione del 2
aprile, diversamente dalla Cgil che aveva sostenuto la “contingente necessità”
dei bombardamenti. Nello stesso anno il leader curdo, Abdullah Ocalan arrivato
in Italia il 12 novembre 1998, fu costretto ad andarsene, dopo 65 giorni, in
cui migliaia di curdi erano arrivati a Roma da varie parti d’Europa. Il 15
febbraio 1999, fu catturato dagli agenti dei servizi segreti turchi
all’aeroporto di Nairobi. Poi rinchiuso in un carcere di massima sicurezza,
nell’isola di İmralı, dove si trova ancora oggi.
Dunque già prima del 2001 il “mondo” aveva fatto irruzione
nelle nostre vite e scelte, predisponendoci all’adesione al FSM prima e al
Genoa Social Forum poi. L’opposizione alla guerra Nato e la solidarietà ai
curdi si univano alla denuncia degli effetti disastrosi di una globalizzazione,
opposta a quella esaltata, già dalla caduta del muro di Berlino dell’ ’89, come
l’emergere di libertà e opportunità per tutti! Lo aveva già spiegato nel 1994,
una piccola comunità indigena, gli Zapatisti in Messico, mandando al mondo il
suo messaggio di ribellione al modello economico politico neoliberista:
disuguaglianze crescenti, baratro tra nord e sud, attacco alla dignità degli
esseri umani.
A Porto Alegre incontrai il gruppo che già lavorava per il
Genoa Social Forum e che più o meno, divenne poi il consiglio dei portavoce del
GSF. Mi convinceva molto quel progetto anti-G8, con forum di discussione,
incontri, manifestazioni. La Fiom aderì, formalmente, il 19 aprile, e contribuì
alla sua preparazione con un seminario di delegati/e a Bologna, “Il mondo in
fabbrica – strategie strumenti sindacali nella globalizzazione”.
La preparazione del GSF, che si svolse prevalentemente con
assemblee delle tante associazioni/reti aderenti a Genova, fu un’occasione
importante di crescita per tutti noi, intrecciando storie e culture diverse,
dalle tute bianche alle femministe, dalla rete Lilliput ai Cobas. In molti non
ci si conosceva, e fu grande il lavoro di comunicazione, anche di invenzione e
soluzioni ai problemi, che man mano si presentavano in un sistema organizzativo
che si preparava ad accogliere almeno 100.000 persone, sotto molte pressioni
esterne e talvolta interne.
Dopo la gioia della bellissima manifestazione con le decine di migliaia di migranti, colorata e piena di musica, vennero i giorni del dolore. Il 20, nel corso delle piazze tematiche, fu ucciso da un carabiniere il ragazzo Carlo Giuliani. La rabbia, la confusione, l’angoscia generale accrebbero la determinazione a mantenere, anzi rafforzare, la manifestazione del giorno dopo, il 21, nonostante le pressioni contrarie.
Siamo stati
testimoni delle gravissime violenze realizzate, da forze dell’ordine
impreparate e fuori controllo, scatenate contro i manifestanti, mentre agivano
indisturbati i cosiddetti black block, devastando la città. Le responsabilità
del Governo furono evidenti, ma la lunga ricerca di giustizia e verità non è
mai arrivata a compimento. L’unica vera risposta furono le grandissime
manifestazioni per la democrazia il 24 luglio a Roma e in altre città. Ma la
ferita e il dolore dei genitori e della sorella di Carlo, non possono essere
cancellati, solo forse alleviati dall’ondata di solidarietà e di affetto che li
ricoprì, e che ancora dura.
Dopo 20 anni ripensando a quella furiosa violenza di Stato,
mi dico che i fondamenti su cui la Fiom aveva scelto di far parte del GSF,
tuttora hanno un senso che parla alle nuove generazioni: la scelta della
nonviolenza, la riapertura di un grande processo democratico fondato sulla
responsabilità personale e l’impegno collettivo; l’importanza di far parte di
un processo di confronto in Italia e nel Mondo, dentro a un movimento che era
testimonianza decisiva e momento alto delle garanzie democratiche.
Per tanti di noi, prima generazione dopo il fascismo, fu forse la prima volta in cui constatammo come anche in un paese democratico sia possibile la repressione, molto vicina al fascismo, di diritti fondamentali e di pratica democratica. E nello stesso tempo la necessità e la possibilità di pensare e agire insieme oltre le differenze, prendere forza da questo, senza venir meno al proprio radicamento sociale e culturale. Anzi, quella violenza accrebbe la determinazione e il coraggio di chi, in Italia e nel mondo, credeva nella necessità di agire, mettendo sotto accusa processi politici ed economici che, e lo si vide nel tempo, avrebbero portato a un mondo più diseguale, a un aumento dello sfruttamento e della povertà, a un proliferare di regimi e forze autoritarie, alla guerra contro i/le migranti.
Le ragioni di allora per
ribellarci a un mondo globalizzato, dove vince la legge del più forte,
rimangono, anche e forse più, dopo 20 anni di cambiamenti profondi, di
frammentazione sociale, di estensione delle guerre e di disastri climatici e
ambientali, di esperienze e di lotte. Mi piace pensare che Genova 2001 riesca a
trasmettere ai e alle più giovani il desiderio e la volontà di cercare
alternative, di denunciare i responsabili di processi letali, fino alla distruzione
di vite e risorse operata dalla pandemia, l’impensabile che si è abbattuto sul
mondo. Per questo mi auguro che anche le nuove generazioni conoscano, e si
confrontino con quelle vicende, ne traggano la volontà di continuare il lavoro
per un mondo più giusto, alimentando, con la solidarietà e amicizia, una
indistruttibile speranza.
28/05/21
Lisbona / Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa / Seminario internazionale
![]() |
| Seminario internazionale a Loures (Lisbona) |
Si è tenuto il 28 maggio 2021 il Seminario internazionale su Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato dal Movimento Democratico de Mulheres (Portogallo) in collaborazione con la Federazione Democratica Internazionale delle Donne, presso la Camera Municipale di Loures (Lisbona), in doppia modalità online e in presenza, nel rispetto della normativa anti Covid.
È possibile rivedere la registrazione su You Tube: https://youtu.be/e97frO7Jxs4
Il seminario
ha offerto uno spazio di riflessione, sulla base del contributo di MDM e di
altre organizzazioni del Portogallo e di altri paesi europei, sui diritti lavorativi
delle donne, con l’intento dichiarato di promuovere la costruzione di relazioni
di alleanza internazionale delle donne nella lotta comune per il diritto al
lavoro, condizione fondamentale per la promozione e l'esercizio di tutti i
diritti.
Le battute
d'arresto nel lavoro e nei diritti sociali delle donne di ogni generazione,
determinate dalla crisi del sistema capitalista e aggravate dalla pandemia di
COVID-19, hanno ricadute pesanti con l'aumento di ingiustizie e disuguaglianze
e il degrado delle condizioni di lavoro e di vita. Sono aumentate la povertà,
l'esclusione sociale, la migrazione, la tratta di esseri umani e la violenza
multiforme, la mercificazione del corpo e di tutte le sfere della vita umana,
la mancanza di rispetto per la sovranità dei popoli e la pace nel mondo.

Sandra Pereira, eurodeputata (Portogallo)
Sono stati
affrontati ad ampio raggio temi connessi con i diritti delle donne sul lavoro, aspetti
specifici e comuni della situazione e dei diritti delle lavoratrici per professione,
qualifica ed età, e l'evoluzione del peso delle lavoratrici in ampi settori di
attività economica.
Sono state
descritte e analizzate le condizioni relative all'occupazione e la
disoccupazione delle donne, il peso della precarietà, dei bassi salari e della
discriminazione, le loro conseguenze sul degrado dello status
socio-professionale e l'impatto sul diritto alla vita personale, professionale
e familiare di fronte all'autonomia economica e sociale.
In
particolare sono state sottolineate le varie forme di sfruttamento delle
lavoratrici nell'industria, nell'agricoltura, nel commercio e nei servizi, la
precarietà e i suoi effetti sull'organizzazione e sul progetto di vita delle
donne: salari bassi e discriminazione salariale tra donne e uomini, come
riflesso delle disuguaglianze e dell'ingiustizia nella distribuzione della
ricchezza; tendenza alla deregolamentazione dell'orario di lavoro e impatto sulla
conciliazione della vita professionale, familiare e personale delle donne; limitazioni
ai diritti di maternità e paternità, impatti su nascite, violenze sul lavoro e
le diverse forme che assumono.
Si è
rilevato il dato comune, a livello europeo, della diminuzione dei diritti delle
lavoratrici in materia di protezione e sicurezza sociale, maternità e
paternità, disoccupazione, malattia e pensionamento per malattia o vecchiaia; del
venir meno di reti di infrastrutture pubbliche per la realizzazione dei diritti
delle lavoratrici, dei bambini, delle famiglie monoparentali e dei più
vulnerabili.
È stato
analizzato l'impatto delle nuove tecnologie sui processi e sull'organizzazione
del lavoro, in particolare quello del telelavoro in condizioni di pandemia, e
le conseguenze prevedibili per il futuro. Sono state infine indicate comuni vie
di mobilitazione delle lavoratrici per l’affermazione del diritto a lavorare
con diritti, per l'aumento dei salari, per la difesa dei diritti sindacali e la
contrattazione collettiva, contro la discriminazione salariale e il lavoro
precario, condizione basilare per l’affermazione di tutti diritti e la libera espressione
di bisogni ed esigenze.
Seminario Internazionale a Lisbona / Saluto del Movimento democratico delle donne in Israele
28 maggio 2021, sessione d'aperura presso la Camera Municipale di Loures (Lisbona) del seminario internazionale Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa organizzato da Movimento Democratico de Mulheres insieme a Federacion Democratica Internacionale de Mujeres, doppia modalità on line e in presenza
Seminário Internacional As mulheres e o mundo do trabalho em Portugal e na Europa
Acompanhe em directo YouTube https://youtu.be/e97frO7Jxs4
Messaggio di saluto inviato al Seminario dal Movimento delle donne democratiche d’Israele
Care sorelle della WIDF/FDIM e del MDM (Portogallo)
Vogliamo ringraziarvi per il vostro
invito a partecipare al seminario internazionale del 28 maggio. Ci scusiamo per
il ritardo della nostra risposta e della mancata registrazione per partecipare
al seminario, dovuta alle condizioni di insicurezza prevalenti nelle ultime due
settimane e della guerra lanciata da Israele contro il popolo palestinese - che
subisce l'occupazione israeliana dal 1967- iniziata con le provocazioni di
coloni ebrei estremisti a Gerusalemme sotto la protezione della polizia e delle
forze armate. Il governo ha ordinato di evacuare decine di case palestinesi nel
quartiere di Sheikh-jarrah a Gerusalemme e di impedire ai musulmani di pregare
nella moschea di Al-Aksa nel mese più sacro per i musulmani, il Ramadan.
Questa escalation ha causato
un'ondata di protesta tra i palestinesi nella regione e nel mondo.
Gaza ha pagato il prezzo più alto:
edifici, case, stabilimenti sono stati distrutti dagli aerei militari
israeliani, circa 250 persone sono state uccise, tra cui 40 donne, 65 bambini,
20 anziani; 1750 sono i feriti. Inoltre, diverse persone sono state uccise a
Gerusalemme e in Cisgiordania nella repressione delle manifestazioni di
protesta da parte delle forze di sicurezza israeliane.
Per quanto riguarda i palestinesi in
Israele (20 per cento della popolazione) che hanno iniziato a manifestare
pacificamente per esprimere la loro solidarietà alla loro gente e contro i
bombardamenti aerei su Gaza, l'ingerenza della polizia ha causato due morti,
decine di feriti e centinaia di fermi. Azioni violente contro i palestinesi da
parte di bande di estremisti sionisti incoraggiati da ministri e membri di
destra della Knesset hanno avuto luogo in tutto il paese. Queste azioni hanno
causato un'atmosfera di paura e isolamento. Molti lavoratori sono inoltre
disoccupati poiché la maggior parte degli imprenditori sono ebrei, i media
israeliani pubblicano ancora messaggi razzisti e di incitamento contro i
palestinesi che vivono in Israele. La situazione è molto pericolosa nelle città
miste, Haifa, Jaffa, Lod e Acri, dove i palestinesi vengono minacciati
quotidianamente.
Vi chiediamo di esprimere una
condanna della politica di guerra e occupazione del governo israeliano. E anche
di trasmettere messaggi alle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza e alla
comunità internazionale perché eserciti pressioni su Israele affinché si
attenga alle risoluzioni internazionali che hanno stabilito l'istituzione dello
Stato palestinese dentro i confini del 1967, con Gerusalemme est come capitale
e di garantire una soluzione giusta per milioni di profughi palestinesi.
Questa soluzione giusta e importante
salverà l'area da ulteriori guerre e violenze.
Auguriamo al vostro seminario molto successo
e vi saremo grate se ci invierete materiali e documentazione relativi al
seminario.
La segreteria del Movimento delle donne democratiche d’Israele
26/05/21
Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa / Programma del seminario
Si tiene con doppia modalità - in video conferenza e in presenza - a Loures (Lisbona) il 28 maggio 2021 il Seminario Internazionale su Donne
e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato dal Movimento Democratico de Mulheres insieme alla Federacion Democratica Internacional de Mujeres.
Obiettivo del seminario è offrire uno spazio di riflessione, a partire dal
contributo dell'MDM e di altre organizzazioni affiliate e non affiliate alla
FDIM, al fine di descrivere evalutare la situazione e i diritti lavorativi delle donne in
Portogallo e in altri paesi europei, nell'intento favorire relazioni di alleanza internazionale delle donne nella lotta per il diritto a un lavoro dignitoso,
condizione basilare per la promozione e l'esercizio di tutti i diritti e per la
crescita sociale.
Seminário Internacional As mulheres e o mundo do trabalho em Portugal e
na Europa
28 MAIO 2021 Loures / Portugal
09.30h –
Abertura
Bernardino Soares. Palavras do
Senhor Presidente da Câmara de Loures
Ana Souto. Palavras de boas-vindas.
Objetivos do Seminário. Direcção Nacional do MDM
Ada Donno. Palavras da
Vice-Presidente da Federação Democrática Internacional de Mulheres
Moderação: Ana Margarida Lopes,
Direcção Nacional do MDM.
Ana Isabel Oliveira. Economista
bolseira de doutoramento Universidade do Porto.
Os impactos das novas tecnologias nos processos e
organização do trabalho das mulheres.
Ada Donno. Presidente da Associação de Mulheres da Região do Mediterrâneo, AWMR. O
efeito do plano financeiro da união europeia, sobre o emprego das mulheres em
Itália
Laura Tarrafa. Engenheira do Ambiente. Direcção da
Associação de Mulheres Agricultoras e Rurais Portuguesas, MARP. Um campo com
direitos. A luta das mulheres agricultoras e rurais.
Brigitte Triems. Presidente da União Democrática de Mulheres da Alemanha, Equilíbrio trabalho-vida – reconciliação da vida professional, familiar e pessoal Margarida Ferreira. Técnica
assessora do Departamento de Ensino Superior e Investigação do SPGL/ FENPROF. Mulheres
trabalhadoras do ensino superior e investigação científica em Portugal.
Mina Rasteen, Democratic Organization of Iranian Women, DOIW. Trabalho
precário e mulheres no Irão
Raquel Gallego. Enfermeira.
Sindicalista, Conselheira Nacional do MDM. Braga:
mulher, trabalho e luta.
Mairini Stefanidis. Federação
das Mulheres da Grécia, OGE. A política
da União Europeia sobre o trabalho das mulheres é contra a igualdade das
mulheres
Sandra Benfica. Direcção
Nacional do MDM. Trabalho com direitos, condição fundamental para vencer
violências.
Rosa Peças. Direcção Nacional
do MDM. O direito das mulheres à proteção
social, à reforma e a uma pensão digna.
Maria Alberto Branco. Direcção
Nacional do MDM. Discriminações no
mercado de emprego – reflexões e dúvidas.
Fátima Messias. Coordenadora da
Comissão para a Igualdade entre Mulheres e Homens, CGTP-IN. A situação das
mulheres trabalhadoras em Portugal e o seu papel nos sindicatos.
INTERVALO: 12.30h – 14.00h
Mesa 2: 14.00h -16.30h
Moderação: Maria Teresa Neves, Direcção Nacional do
MDM.
Sandra Ribeiro. Presidente da
Comissão para a Cidadania e a Igualdade de Género, CIG.
Cristina Simó. Presidente de Movimiento
Democrático de Mujeres, MDM España. La conciliación y la corresponsabilidad: redistribución de la
riqueza y el reparto equitativo del trabajo.
Joana Tomé. Designer, Conselheira Nacional do MDM. A mulher trabalhadora
no sector da Cultura – luta e emancipação.
Rita Duarte. Arquitecta. Membro
do Movimento dos Trabalhadores em Arquitectura – MTA. Precariedade no trabalho
e na vida das jovens mulheres qualificadas. Realidades no sector da
arquitectura
Zoraima Prado. Dirigente do Sindicato
Enfermeiros Portugueses, Conselheira Nacional do MDM. A situação das
enfermeiras, lutas e reivindicações antes e depois COVID19.
Aslihan Cakaloglu – Organização
das Mulheres Turcas. Women
struggle in Turkey during the pandemic.
Luísa Alves. Dirigente sindical
dirigente sindical do CESP. A realidade das trabalhadoras no sector do
comércio retalhistas, nas grandes superfícies e no sector social
Tânia Mateus. Direcção
Nacional do MDM. O direito das trabalhadoras à articulação entre a vida
profissional, pessoal e familiar em Portugal.
Sandra Pereira. Deputada no Parlamento Europeu. As mulheres. A União
Europeia e a luta pela igualdade.
Catarina Morais. Economista, assessora
técnica CGTP-IN, Direcção Nacional do MDM.
O peso das trabalhadoras por grandes sectores de actividade económica.
Emprego/desemprego. A desvalorização do trabalho das mulheres, salários,
horários, precariedade. Efeitos Covid 19, teletrabalho, layoff.
Laura Bottai. Assembleia das
Mulheres Comunistas, ADOC. As condições de trabalho na Itália e a crise
sanitária, social e económica determinada pela pandemia
Isabel Cruz. Direcção Nacional do MDM. Pelos direitos das mulheres. Por uma verdadeira política de igualdade.
16.30h – Encerramento
Vereador da Câmara Municipal de Loures* (sujeito a confirmação)
Lorena Peña. Presidente da Federação
Democrática Internacional de Mulheres.
Regina Marques. Direcção
Nacional do MDM. A centralidade do trabalho na vida das
mulheres: questionamentos e saídas para a luta emancipadora das mulheres e dos
povos. O papel do MDM.
23/05/21
Donne e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa /Seminario
Un Seminario Internazionale su Donne
e mondo del lavoro in Portogallo e in Europa, organizzato da Movimento Democratico de Mulheres insieme alla Federacion Democratica Internacional de Mujeres, si
terrà il 28 maggio 2021 con doppia modalità – in videoconferenza e in presenza - nel
rispetto delle raccomandazioni sanitarie, a Loures (Lisbona).
Obiettivo del seminario è offrire uno spazio di riflessione, basato sul
contributo dell'MDM e di altre organizzazioni affiliate e non affiliate alla
FDIM, al fine di valutare la situazione e i diritti lavorativi delle donne in
Portogallo e in altri paesi europei. È intento dichiarato delle organizzatrici favorire relazioni di
solidarietà nella lotta delle donne per il diritto a lavorare con dignità e diritti,
condizione basilare per la promozione e l'esercizio di tutti i diritti civili e sociali e per la
crescita sociale complessiva.
Le battute d'arresto nei diritti lavorativi e sociali che contrassegnano la crisi del sistema capitalistico, aggravata dalla pandemia di COVID-19, hanno ripercussioni notevoli con l'aumento delle ingiustizie e delle disuguaglianze e il degrado delle condizioni di lavoro e di vita delle donne di tutte le generazioni in Europa. Sono aumentate la povertà, l'esclusione sociale, le migrazioni, la tratta di esseri umani e la violenza multiforme, la mercificazione del corpo e di tutte le sfere della vita umana, il non rispetto della sovranità dei popoli e della pace nel mondo.
Il seminario si propone di affrontare gli aspetti che consentano di descrivere e valutare la situazione attuale e i diritti delle donne sul lavoro, come ad esempio:
- Aspetti specifici e comuni della situazione e dei diritti delle lavoratrici
per professione, qualifica ed età, nonché l'evoluzione del peso delle
lavoratrici per ampi settori di attività economica.
- Occupazione e disoccupazione delle donne, peso della precarietà, bassi
salari e discriminazioni, le loro conseguenze sul degrado dello status
socio-professionale e l'impatto sul diritto alla vita personale, professionale
e familiare in relazione all'autonomia economica e sociale, ed in particolare:
- Varie forme di sfruttamento delle lavoratrici nell'industria,
nell'agricoltura, nel commercio e nei servizi, la precarietà e i suoi effetti
sull'organizzazione e sul progetto di vita delle donne.
- Bassi salari e discriminazione salariale tra donne e uomini, come
riflesso delle disuguaglianze e dell'ingiustizia nella distribuzione della
ricchezza.
- La deregolamentazione dell'orario di lavoro e la conciliazione tra vita
professionale, familiare e personale.
- Limitazioni ai diritti di maternità e paternità, impatti sulla nascita,
violenza sul lavoro e le diverse forme che assumono.
- Diritti dei lavoratori e delle lavoratrici in materia di protezione e
previdenza sociale, maternità e paternità, disoccupazione, malattia e
pensionamento per malattia o vecchiaia.
- Infrastrutture sociali pubbliche nella realizzazione dei diritti delle
lavoratrici, dei bambini, delle famiglie monoparentali e dei più vulnerabili.
- Impatti delle nuove tecnologie sui processi e sull'organizzazione del
lavoro, in particolare sull'esperienza del telelavoro in condizioni di
pandemia.
- La lotta delle lavoratrici per il diritto a lavorare con diritti, per
l'aumento dei salari, per i diritti sindacali e sindacali e la contrattazione
collettiva, contro la discriminazione salariale e il lavoro precario, e il
contributo delle mobilitazioni dell'8 marzo in ogni paese alla difesa dei
diritti delle donne e all'espressione delle loro concrete istanze.
13/07/20
Smart working, sì o no? L'insidia nascosta nel "lavoro agile"
![]() |
| Lavoro agile? |
30/04/19
Il lavoro delle donne al tempo del neoliberismo
1° Maggio: lavoro e libertà
Precarietà del lavoro e precarietà della vita: è il binomio che riassume il senso dei processi economici che tendenzialmente stanno modificando i modelli lavorativi e lo stesso concetto di lavoro, oggi in Europa, specialmente riguardo alle giovani generazioni e alle donne.
Si possono riassumere in tre punti essenziali gli elementi che hanno caratterizzato negli ultimi decenni la presenza delle donne nel mercato del lavoro, in maniera generalizzata nella regione europea, sia pure in misura diversa e con modalità differenti nei diversi paesi che ne fanno parte:
- È
sicuramente cambiato il posto che il lavoro ha nel progetto di vita delle
donne: le donne considerano il “lavoro produttivo” o “lavoro per il
mercato” (usiamo questa definizione, anche se essa è discutibile, per
distinguerlo dall’altro di cui le donne si fanno carico da sempre quotidianamente,
cioè il “lavoro riproduttivo” o lavoro di cura) come una componente irrinunciabile
e imprescindibile, non più aggiuntiva, della loro vita. In Europa come nel
resto del mondo, c’è stata una enorme crescita di donne lavoratrici,
professioniste, imprenditrici, operaie. Molte occupazioni, che in passato
erano prevalentemente maschili, si sono femminilizzate. Ciò dice molto di
questa volontà diffusa delle donne di incorporare definitivamente il
lavoro nel loro progetto di vita.
- La
crescita di presenza femminile sul mercato del lavoro, che avviene nel
contesto dei processi di globalizzazione capitalistica, coincide con la
diffusione del lavoro cosiddetto flessibile o precario: infatti, per le
fasce giovanili, e specialmente femminili, si aprono spazi lavorativi per
lo più a tempo parziale, con bassa qualifica e bassa remunerazione (mentre
per il modello di lavoro continuativo, stabile, con previsione di
carriera, restano favoriti gli uomini, per ragioni economiche, sociali,
culturali facilmente intuibili). Per una buona parte, le donne continuano
ad essere più disponibili ad accettare un lavoro flessibile perché possono
così conciliare le esigenze del lavoro per il mercato con il lavoro di
cura non pagato. Per la restante parte, la precarietà è il prezzo che
tante donne accettano di pagare per entrare nel mercato del lavoro e avere
la possibilità di esprimersi anche nella vita sociale e professionale.
- Sembra
essersi determinata una “oggettiva” convergenza tra le nuove esigenze di
flessibilità del mercato del lavoro e la disponibilità femminile al lavoro
flessibile, anche se i dati confermano che per le donne flessibilità
significa lavoro meno qualificato, meno garantito, per lo più occasionale
o a domicilio, sottopagato se non addirittura in nero, precario. Secondo calcoli
econometrici complicati, ma che evidentemente è possibile fare, il lavoro
riproduttivo nelle nostre società incide per oltre il 40% sulla produzione
di reddito globale. Poiché la quota svolta dalle donne di questo lavoro
non pagato è il doppio di quella degli uomini, all’aumento di presenza
femminile sul mercato del lavoro non corrisponde una re-distribuzione del
carico di lavoro di cura non pagato.
Il modello della "flessibilità lavorativa" e delle privatizzazioni ha accresciuto la dilatazione della forbice sociale: a ristrette fasce di popolazione garantite corrispondono larghe fasce non garantite, prevalentemente femminili, giovanili, migranti. Le ripercussioni delle politiche economiche decise a livello europeo non sono state omogenee sugli uomini e sulle donne. Uno sguardo d’insieme al mercato del lavoro nella regione europea ci mostra un dato comune: marginalità e precarietà sono in larga parte attributi del lavoro femminile, in vari settori persistono forme di divisione sessuale del lavoro e, soprattutto, oggi più di ieri sono le donne proletarie, particolarmente le migranti, a raffigurare la spietatezza delle leggi del mercato.
- che
globalizzazione e liberalizzazione capitalistica non significano migliore
qualità della vita per la grande maggioranza delle donne;
- che
il “libero mercato” non è quell’entità suprema alle cui esigenze bisogna
piegare le nostre vite.
- contro
le politiche neoliberiste, contro il mito del mercato che si autoregola,
contro gli squilibri e le ingiustizie del sistema capitalistico;
- per
una diversa, più giusta ed egualitaria organizzazione dell’economia e
della società;
- contro le discriminazioni, le differenze
retributive a parità di qualifica e di mansioni;
- contro la
difficoltà di accedere ai livelli decisionali e apicali (il “tetto di
cristallo”);
- contro i fattori
di rischio per la salute e ambientali nei processi lavorativi;
- contro le molestie
sessuali sui luoghi di lavoro.
- per l’estensione
della tutela giuridica ed economica della maternità a tutte le
lavoratrici, dipendenti, precarie, autonome e migranti, poiché per esse è
irrinunciabile la libertà di scegliere se e quando essere madri;
- per una ridefinizione collettiva e complessiva del senso del lavoro umano.
We can summarize in three essential points the elements that have
characterized the presence of women in the labor market in the last decades, in
a generalized way in the European region, although to different degrees and
with different modalities in each country.




.jpg)











