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05/08/25

Mai più Hiroshima e Nagasaki!

 Awmr Italia – Donne della Regione Mediterranea si unisce alle numerose associazioni di varia provenienza internazionale che hanno sottoscritto la Lettera per un mondo libero dalla Guerra e dalle armi nucleari, insieme a numerose personalità, fra le quali Adolfo Pérez Esquivel (Argentina), Premio Nobel per la Pace.


Il 6 e il 9 agosto 2025, le persone e le organizzazioni firmatarie di questa lettera commemoreranno l'80° anniversario degli eventi in cui gli Stati Uniti sganciarono due bombe nucleari sulle popolazioni giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, uccidendo 150.000 persone e lasciando migliaia di feriti e con gravi conseguenze. Onoriamo e ricordiamo tutte quelle vite perse e ferite a causa delle bombe nucleari. Per loro, per noi, diciamo No all'esistenza e all'uso delle armi nucleari!

Esprimiamo la nostra preoccupazione e il nostro rifiuto della retorica bellicista che sentiamo nei media e che si riflette anche nell'aumento della spesa militare fino al 5% del PIL nei paesi dell'Unione Europea, degli Stati Uniti e del Canada, paesi membri della NATO, che si stanno preparando a un possibile conflitto militare diretto con Russia e Cina, considerate pregiudizialmente potenze nemiche e minaccia. Un possibile scontro diretto tra questi paesi aumenta il rischio dell'uso di armi nucleari e tale eventualità rappresenta un pericolo per l'intera umanità.

Chiediamo a tutti questi Paesi di porre fine ai loro piani di guerra e di optare per la diplomazia e i negoziati che consentano accordi consensuali che garantiscano la pace per tutti. A questo proposito, sosteniamo gli sforzi in questa direzione compiuti dall'Olof Palme International Center e dall'International Peace Bureau (IPB), che promuovono la proposta di costruire una sicurezza comune che garantisca la pace per tutti i Paesi del mondo. Allo stesso modo, sosteniamo ICAN, World BEYOND War, World Peace Council e tante altre organizzazioni che lavorano per il disarmo e la pace.

Infine, invitiamo tutte le nostre nazioni, e in particolare le Nazioni Unite, a unirsi e ad alzare la voce per chiedere negoziati tra potenze nucleari che garantiscano la pace e un'agenda per il disarmo.

Mai più Hiroshima e Nagasaki!


05/08/24

ICAN / L’eliminazione delle armi nucleari sarebbe il dono più grande che potremmo fare alle generazioni future

 Il 6 e il 9 agosto 2024 ricorre il 79° anniversario dei devastanti attacchi nucleari statunitensi contro Hiroshima e Nagasaki, che uccisero più di 210.000 persone, tra cui circa 38.000 neonati e bambini.

Hiroshima


In un nuovo importante rapporto pubblicato dall’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), viene descritto in dettaglio il danno catastrofico inflitto ai bambini nelle due città giapponesi, così come a coloro che vivono vicino ai siti di test nucleari in tutto il mondo. La conclusione principale del rapporto è che i bambini hanno maggiori probabilità degli adulti di morire o subire gravi danni in un attacco nucleare, data la loro maggiore vulnerabilità agli effetti delle armi nucleari: calore, esplosioni e radiazioni. Il fatto che i bambini dipendano dagli adulti per la loro sopravvivenza li espone anche a un maggiore rischio di morte o di difficoltà in seguito a un attacco nucleare, a seguito della distruzione dei sistemi di supporto.

Questi effetti dovrebbero avere profonde implicazioni nei processi decisionali nei paesi che attualmente possiedono armi nucleari e in quelli che ne sostengono il mantenimento, come l’Italia, in quanto parte di alleanze militari. Anche se i bambini non hanno avuto alcun ruolo nello sviluppo di questi dispositivi apocalittici, sono quelli che soffriranno di più in caso di un loro utilizzo: questo è uno dei tanti motivi per cui tali armi devono essere urgentemente eliminate. 

Nelle parole del segretario generale dell’ONU, António Guterres: “Le armi nucleari sono la potenza più distruttiva mai creata. Non offrono sicurezza, solo carneficine e caos. La loro eliminazione sarebbe il dono più grande che potremmo fare alle generazioni future”.



05/08/22

HIROSHIMA 77 ANNI / MAI PIU' GUERRA

 
LE DONNE DEL MONDO VOGLIONO PACE E DIRITTI. 

LA PACE NON SI COSTRUISCE CON LE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA NÉ CON LE ALLEANZE MILITARI IMPERIALISTE.  

SCIOGLIERE LA NATO! MAI PIU’ HIROSHIMA E NAGASAKI!

Atomic bombing in Japan jpg

Appello della Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDM/WIDF) alle donne del mondo: «A 77 anni da Hiroshima, reclamiamo pace, democrazia e indipendenza per i popoli»

Questo 6 agosto 2022 commemoriamo il 77° anniversario della crudele e spietata strage di esseri umani causata dal lancio su Hiroshima, Giappone, nel 1945 di una bomba atomica dalle forze armate degli Stati Uniti, vile attacco che in un paio di secondi fece più di 150mila vittime.

Mentre onoriamo la memoria di migliaia di innocenti sterminati a Hiroshima, in questa giornata rivolgiamo un appello urgente alla mobilitazione per la pace mondiale a tutte le forze democratiche del mondo e chiediamo alle potenze imperialiste di fermare i conflitti bellici che colpiscono l’umanità.

Incombe la minaccia di un terzo conflitto di dimensioni globali e non possiamo lasciar passare la commemorazione del massacro di Hiroshima   senza ricordare al mondo che sono vite umane quelle che muoiono in guerra, che le guerre peggiorano le già deteriorate condizioni di esistenza delle grandi maggioranze impoverite e la vita stessa del pianeta.

Davanti alla escalation del riarmo e la risorgente minaccia di un conflitto mondiale, ci angoscia il pensiero che le donne e le bambine siano le più colpite dalle guerre e i suoi “effetti collaterali”, gli esodi e le migrazioni forzate, la fame, la violenza in tutte le sue manifestazioni, la tratta delle persone, la schiavitù sessuale, la perdita dei diritti fondamentali.

Alla fine del 2021 il numero di persone sfollate a causa delle guerre, la violenza, la persecuzione e le violazioni dei diritti umani ammontava a 89,3 milioni, più del doppio rispetto alla cifra di dieci anni fa. Ad oggi, solo per il conflitto Russia-Ucraina ci sono quasi 10 milioni di persone rifugiate e profughe sparse per tutta l’Europa, compresa la Russia. Queste cifre da sole ci parlano dell’allarmante aumento della guerra e della violenza nel mondo.

È per questo che denunciamo le decisioni assunte dall’élite mondiale del capitalismo, capeggiata dal governo degli Stati Uniti, nell’ultimo vertice della NATO a Madrid, che inducono ad approfondire e globalizzare i conflitti ed espandere le sue basi militari negli altri continenti.

Alla NATO, che pretende di mostrarsi al mondo come paladina dei valori democratici, dei diritti umani, della libertà e rispettosa del diritto internazionale, “preoccupata” per il degrado ambientale e per le disuguaglianze di genere, diciamo che la guerra interventista che essa istiga e diffonde è molto lontana dal rispetto della sovranità dei popoli e che i successi militaristi che essa ostenta non servono né alla pace, né all’equità, tantomeno all’eliminazione della povertà, né rimediano ai gravi pericoli che corre il pianeta.

Di sicuro le guerre distruggono qualsiasi possibilità di uguaglianza e giustizia per le donne.

Noi donne non vogliamo vivere subendo violenza e maltrattamenti, non vogliamo essere violentate, né diventare bottino nei conflitti causati dal patriarcato capitalista e colonialista.

È per questo che la FDIM denuncia il terrorismo e il fascismo in tutte le loro forme; esige lo scioglimento della NATO e l’eliminazione delle sue basi militari nel mondo; chiede ai governi del mondo che non si prestino ad essere base di appoggio per nessuna guerra; esorta i popoli a mobilitarsi per una pace che non passi attraverso il potenziamento militare né tantomeno attraverso lo sterminio di centinaia di migliaia di persone, come accadde ad Hiroshima.

Chiamiamo alla mobilitazione contro la guerra e a favore della vita e della pace!.

20/01/22

TPNW / ITALIA, RIPENSACI!


Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari TPNW compie un anno: Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica e invitano a celebrare il primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato per rafforzare i percorsi verso il disarmo nucleare


Fra pochi giorni si celebra il primo anno dall’entrata in vigore del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), il primo strumento internazionale che dichiara illegali le armi nucleari, discusso e votato all’ONU nel luglio 2017 ed entrato in vigore il 22 gennaio 2021.

Si tratta di un giorno fondamentale per le campagne internazionali impegnate per il disarmo nucleare. Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo, (a cui AWMR Italia – Donne del Mediterraneo aderisce) promuovono la campagna “Italia, ripensaci”.

 Discusso e votato all’ONU nel luglio del 2017, il TPNW sancisce l’illegalità delle armi nucleari e ne vieta l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, il trasferimento, la ricezione, la minaccia di usare, lo stazionamento, l’installazione o il dispiegamento. Ad oggi 59 Stati lo hanno ratificato, impegnandosi a rispettare un processo graduale e sicuro verso il disarmo nucleare totale. Sono 9 i Paesi che ne sono entrati a far parte nel corso del 2021, una crescita che dimostra la dinamica positiva di rafforzamento del Trattato. Che già oggi, pur se nessuno tra Stati nucleari e loro alleati lo ha ratificato, produce effetti positivi come la riduzione dei fondi messi a disposizione delle aziende produttrici da parte degli investitori internazionali (diminuiti di 63 miliardi di dollari in due anni secondo l’analisi condotta da ICAN nel rapporto “Don’t bank on the bomb”).

 Il nostro Paese non ha ancora firmato il Trattato TPNW, ed è per questo motivo che Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica hanno lanciato l’azione “Italia, ripensaci” affinché Governo e Parlamento decidano di compiere passi concreti verso la costruzione di un mondo libero da armi nucleari, dando degno seguito all’impegno sottoscritto con il Trattato di Non Proliferazione (NPT). Recentemente le cinque potenze nucleari ufficiali (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui affermano che “non si può vincere una guerra nucleare”. Eppure non si allontanano dalla perversa logica di continuare a giustificarne l’esistenza per scopi di sicurezza nazionale, oltre che investire pesantemente (circa 73 miliardi di dollari nel 2021) nel loro mantenimento e ammodernamento.

Come “Italia, ripensaci!” siamo convinti che sia necessario trasformare la logica della giustificazione delle armi nucleari alla radice e concepire una sicurezza basata sul rispetto della dignità della vita di tutti. Uno degli aspetti più rilevanti riguardanti il TPNW è la sua nascita e concretizzazione grazie all’impegno della società civile internazionale riunita nella International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (insignita per questi sforzi del Premio Nobel per la pace 2017). Vogliamo, quindi, celebrarlo come una grande vittoria della società civile, delle persone e degli hibakusha, che ha aperto la strada affinché ognuno possa compiere la propria parte nel processo del disarmo nucleare.

Nel TPNW si prevedono anche programmi di assistenza e compensazione per le vittime di armi e test nucleari, e per l’ambiente in cui vivono, ed è per questo che chiediamo all’Italia di avvicinarsi ai contenuti del Trattato impostando azioni di cooperazione in tal senso, valorizzando la grande tradizione umanitaria del nostro Paese. È questo uno dei due obiettivi principali della nostra mobilitazione per il 2022, insieme alla richiesta al Governo di decidere la partecipazione come “Stato osservatore” alla prima Conferenza degli Stati Parti del TPNW che si svolgerà a Vienna nel marzo 2022. Norvegia (membro della NATO) e Germania (membro della NATO e come l’Italia con presenza di testate nucleari USA sul proprio territorio) hanno già deciso in tal senso: confidiamo nel fatto che anche il Governo italiano prenda la stessa strada.

07/08/21

Mai più Hiroshima e Nagasaki 1945-2021

 


 Il 76° anniversario della tragedia di Hiroshima e Nagasaki commemorato a Roma, il 6 agosto a piazza del Pantheon. Il saluto di Patrizia Sterpetti di WILPF Italia: “Per ricordare con coerenza dobbiamo continuare a contrastare i due mali assoluti che furono alla base del disastro di Hiroshima e Nagasaki: la guerra e le armi nucleari!”.



Per ricordare con coerenza dobbiamo continuare a contrastare i due mali intrecciati, alla base del disastro di Hiroshima e Nagasaki: la guerra e le armi nucleari. Esattamente da 100 anni, nel suo terzo congresso, a Vienna nel 1921, l’organizzazione che rappresento, la Wilpf, adottò il Manifesto per il Disarmo totale, ispirato dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale. Nel corso degli anni tutti i tipi di armamento sono stati problematizzati, in particolare prima le armi chimiche e biologiche, con un intervento che portò all’adozione del Protocollo contro le armi chimiche a Ginevra nel 1925, poi il nucleare. In occasione della Conferenza mondiale delle Donne a Beijing nel 1995 è stato sottolineato dalla Wilpf, la più antica associazione pacifista di donne, il connubio necessario tra Uguaglianza tra uomini e donne, Pace e Sviluppo. Per reagire all’impasse delle revisioni del Trattato di Non Proliferazione nel 1999, è nato il programma di monitoraggio di tutti gli armamenti denominato “Reaching Critical Will” e dopo ciò la partecipazione alla redazione del testo del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari, adottato dalle Nazioni Unite a New York nel luglio 2017, con il voto di 122 Paesi membri ed entrato in vigore il 22 gennaio 2021 – senza alcuna eco nei media italiani – e ad ora ratificato da 55 Paesi.

Le quattro strategie per la vivibilità, la sopravvivenza, la felicità sono: Il disarmo, che noi di Wilpf abbiamo fatto includere tra le Azioni del IV° Piano italiano di attuazione della Risoluzione 1325 su “Donne, Pace, Sicurezza”, monitorato dal Consiglio Interministeriale dei Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri; la soluzione negoziata delle controversie internazionali (nello spirito originario delle Nazioni Unite); la parità uomo–donna e bambini; il rapporto stretto con gli animali, le piante e tutto l’ecosistema, divulgato da una pedagogia specifica, per non avere più soggetti “minoritari”, “inferiori” da sacrificare per il “bene” di altri in una crudele gerarchia (perché tutto è degno di rispetto e inviolabile come espresso da donne ecopacifiste, ecologiste, antispeciste sin dal 1700, fra le quali va inclusa Maria Montessori).

Ora abbiamo di fronte la COP 26, la conferenza sugli accordi di Parigi il prossimo novembre a Glasgow, in Scozia. L’obiettivo di Wilpf e di altre organizzazioni sarà quello di includere fra i fenomeni scatenanti l’inquinamento ambientale e l’ecocidio, gli effetti delle attività militari. Verranno raccolti tutti i casi possibili e presentati alla pre-COP a Milano e alla COP a Glasgow.

Contemporaneamente si sta costituendo un coordinamento antinucleare europeo e il 5 settembre una catena umana protesterà contro il trasferimento nella base tedesca di Büchel delle bombe nucleari B61-12, triste destino che coinvolge anche l’Italia che, in violazione dell’articolo VI del Trattato di Non Proliferazione e della stessa Costituzione, ha accolto bombe nucleari statunitensi, in ossequio all’atlantismo. Ma i dati rivelano che le popolazioni sono contrarie alle armi nucleari e favorevoli alla ratifica del Trattato di Proibizione. Questo è l’obiettivo di International Campain Against Nuclear Weapons (ICAN), di cui in Italia fanno parte diverse organizzazioni come Wilpf, Rete Disarmo, Senza atomica, Medici per la prevenzione della guerra nucleare, Disarmisti esigenti, Peace Link, Pax Christi, IALANA, Pressenza, Mayors for Peace e condiviso da molte associazioni e reti, tra cui l’AWMR Italia Donne della Regione Mediterranea e il Gruppo Pace, Disarmo Giustizia Globale de La società della cura.  Questo movimento di opinione deve essere reso edotto su quali sono le banche italiane che finanziano il nucleare. Un’ulteriore iniziativa portata avanti da associazioni come “Weapon Watch” e il “Comitato Danilo Dolci di Trieste” mira alla denuclearizzazione e neutralità dei porti italiani, a partire da Trieste. È inoltre in atto la campagna “No First Use Global” per la prevenzione della guerra nucleare e l’eliminazione delle armi cosiddette “da primo colpo”.

Noi di Wilpf vogliamo trattati che portino alla pace (vedi quello per la Pace tra le due Coree) e non accordi e alleanze militari forieri di conflitti e insicurezza umana; vogliamo l’empowerment delle donne, il cui elettorato è prevalentemente pacifista, per far regredire il trinomio Maschilismo – Militarismo - Ecocidio e chiediamo l’abolizione totale delle armi nucleari partendo dalla ratifica del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari. L’Italia dovrebbe essere tra i Paesi osservatori alla prima riunione degli Stati parte, che si terrà nel gennaio 2022 a Vienna ed essere tra i Paesi che coprono le spese dei Paesi vittime del nucleare. Purtroppo c’è il rischio concreto di una concomitanza con la decima revisione del Trattato di Non Proliferazione, che si svolgerà dal 4 al 28 gennaio 2022 a New York. Insieme a molte associazioni, riteniamo scellerato l’orientamento a considerare il nucleare civile una soluzione per la riconversione energetica in Italia.

 L’impegno di tutti e tutte per il cambiamento è quanto dobbiamo alle vittime di Hiroshima, Nagasaki e delle altre guerre, esercitazioni, attività con uso di armi nucleari. 

Patrizia SterpettiWomen’s International league for Peace and freedom, Italia

08/08/20

No Nukes! Women’s Forum 2020 / Care sorelle del Giappone

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Testo del messaggio inviato da Awmr Italia al No nukes! Women’s Forum, evento associato alla Conferenza Mondiale contro le bombe atomiche e all’idrogeno, a Hiroshima e Nagasaki, tenutasi in modalità on line il 6-8 agosto 2020

«Care sorelle del Giappone e di ogni parte del mondo riunite nel No Nukes Women’s Forum 2020 di Hiroshima e Nagasaki, vi saluto a nome dell’Awmr Italia, associazione di Donne della Regione Mediterranea, affiliata alla Federazione Democratica Internazionale delle Donne.

Prima di tutto, vorrei esprimere sentita solidarietà alle donne e al popolo giapponese, come pure alle donne e ai popoli del mondo che stanno affrontando la pandemia di COVID 19, con i suoi dolorosi effetti non solo sulla salute, ma anche economici e sociali.

In questo 75° anniversario della tragedia di Hiroshima e Nagasaki, mi preme dire che la triste memoria di quel terribile evento ancora ci ispira nella nostra lotta per la pace e il disarmo nucleare. Quando la WIDF fu fondata nel dicembre 1945, le nostre madri fondatrici, che avevano combattuto nella Resistenza contro il nazifascismo europeo e il militarismo giapponese, vollero porre la pace e il disarmo in cima agli obiettivi della loro organizzazione mondiale.

Dopo 75 anni, quell’obiettivo è ancora in cima alla nostra agenda. Nonostante le nostre lotte, l’Italia e altri paesi europei, sebbene non siano ufficialmente paesi nucleari, sono costretti ad “ospitare” decine e decine di testate nucleari nelle basi Usa e NATO presenti sul loro territorio, che in ogni momento possono essere usate per seminare ovunque la morte, oltre a fare dei nostri paesi il possibile bersaglio di una ritorsione nucleare.

È per questo che non smettiamo di svolgere la nostra azione quotidiana contro la presenza delle basi NATO e per rendere i nostri paesi davvero liberi dalle armi nucleari. A 50 anni dalla sottoscrizione del primo Trattato di non proliferazione nucleare, oggi ci troviamo nuovamente di fronte alla minaccia di una corsa al riarmo, scatenata ancora una volta dagli USA e i loro alleati. Ciò ci allarma profondamente e ci induce a sostenere con forza la campagna internazionale a sostegno del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari, che è stato votato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017.

Noi chiediamo con forza ai governi europei di firmarlo e ratificarlo perché possa entrare in vigore. Chiediamo che la produzione di armi sia riconvertita in produzione di strutture sanitarie e altri usi civili. Chiediamo a tutti i paesi di disinvestire dalle armi e investire in azioni contro le malattie, la fame, la povertà e la distruzione dell’ambiente. Vogliamo che tutte le donne e gli uomini del mondo possano vivere una vita con dignità, in un ambiente sano e una società giusta ed uguale. Nel ricordo della tragedia di Hiroshima e Nagasaki dichiariamo che un mondo pacifico e giusto è possibile. Il futuro non è ancora scritto, le nostre lotte determineranno come sarà».

No Nukes! Women’s Forum 2020 - online 8 agosto




NO NUKES! WOMEN'S FORUM 2020. 8 agosto 2020 dalle ore 06:30 (ora europea)

In questo 75° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, il No Nukes! Women's Forum 2020 che si tiene annualmente in Giappone sarà on-line per rispettare le norme anti-COVID19.

Siamo tutte invitate ad unirci al Forum per condividere pensieri e visioni per creare il futuro che vogliamo, eliminando le armi nucleari, fermando il cambiamento climatico, conquistando l'uguaglianza e la non discriminazione di genere, spostando le risorse dal militare alla vita e al vivere

Per partecipare al Forum collegarsi alla pagina you tube:  https://youtu.be/j5bLOgsHqYY.

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Aug.8 (Sat)  1:30 -2:30pm JST /  12:30 -1:30pm CTT /  0:30 -01:30am EDT /  6:30 -7:30am CET In this 75th year of the atomic bombings of Hiroshima and Nagasaki, as the world is facing the COVID-19 pandemic with unprecedented impacts on humanity, we have decided to hold the No Nukes! Women’s Forum 2020 online.

 We invite sisters in Japan and all around the globe to join the forum to share views and visions for creating the future we want, by eliminating nuclear weapons, stopping climate change, achieving gender equality and non-discrimination, and redirecting money from the military to life and living.

 Program: - Testimonies of the Hibakusha of Hiroshima and Nagasaki - Sharing Actions and Campaigns Solidarity messages from abroad – US, Korea, the Philippines, Italy and the Netherland Women in Japan from different sections – medical services, childcare, education, family business, Okinawa, Fukushima, trade union and more - Performance by Chorus Groups of Hiroshima and Nagasaki Sponsored by the No Nukes! Women’s Forum 2020 Organizing Committee Contact: New Japan Women’s Association

s-intl@shinfujin.gr.jp